Gas, Iea: “La Russia può fare di più per rifornire l’Europa”

Il logo della compagnia russa Gazprom. [EPA-EFE/MAXIM SHIPENKOV]

L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha dichiarato che la Russia può fare di più per sostenere l’Europa mentre affronta la mancanza di gas e il rincaro dei prezzi delle bollette, aumentando il rifornimento.

La scorsa settimana un gruppo di eurodeputati aveva chiesto alla Commissione europea di aprire un’indagine sul ruolo della compagnia energetica russa Gazprom nell’aumento dei prezzi del gas in Europa. L’agenzia internazionale dell’energia (Iea), intervenuta sul tema, ha dichiarato che “la Russia può fare di più per aumentare la disponibilità di gas e assicurare livelli sufficienti di stoccaggio”.

I prezzi standard per il gas sono aumentati del 250% quest’anno in Europa, portando di conseguenza al rialzo dei costi dell’energia e a un effetto a catena sulle industrie che si basano particolarmente sul gas per la loro produzione, come le fabbriche di fertilizzanti.

Questo prezzo alto è causato da diversi fattori, tra cui la grande richiesta in Asia e problemi infrastrutturali, ma i commercianti hanno detto che la decisione della Russia di non prenotare la capacità all’asta sui gasdotti di transito verso l’Europa ha peggiorato la questione.

“Basandosi sulle informazioni disponibili, la Russia sta rispettando i suoi impegni a lungo termine con le controparti europee, ma le sue esportazioni verso l’Europa sono scese rispetto al 2019”, ha detto l’Iea. “Questa è anche un’opportunità per la Russia di far valere le sue credenziali come un fornitore affidabile per il mercato europeo”.

Le conseguenze sul mercato

Qualsiasi siano le cause, l’aumento dei prezzi ha generato diverse conseguenze di mercato. Un peggioramento delle attività economiche sembra inevitabile e, in generale, l’aumento dei prezzi del gas espone al rischio di stagflazione: alta inflazione, bassa crescita.

In secondo luogo, i prezzi dell’energia nell’Eurozona sono a livelli altissimi e questo pone un rischio ulteriore di peggiorare i danni dell’inflazione già causata dai colli di bottiglia nelle forniture dovuti al Covid. Inoltre, i prezzi degli alimenti potrebbero a loro volta salire a causa del maggiore costo di operazione delle fabbriche che li producono.