Gas, Gazprom aumenta il transito dalla Polonia ma taglia fuori l’Ucraina

Gazprom non ha richiesto capacità di transito aggiuntiva in Ucraina nel 2021. [EPA-EFE/SERGEI ILNITSKY]

Il gigante del gas russo Gazprom ha prenotato circa un terzo della capacità addizionale disponibile per il trasporto attraverso la Polonia verso l’Occidente, mentre l’Ucraina è stata esclusa dalla rotta.

I dati di Gazprom evidenziano la scelta di tagliare fuori l’Ucraina come Paese di transito del gas naturale diretto in Europa, prenotando per il mese di novembre una capacità addizionale messa a disposizione dalla Polonia.

Dai dati si evince anche come l’esportazione di gas sia calata nel mese di ottobre rispetto allo stesso periodo di settembre. I risultati delle aste per l’allocazione della capacità di transito sono tenuti sotto osservazione dall’Europa, che attende maggiori forniture per far fronte all’aumento vertiginoso dei prezzi e alle scorte in esaurimento.

Secondo i dati presenti sulla piattaforma delle aste, Gazprom ha prenotato una capacità di 32 milioni di metri cubi al giorno, pari al 35% di quella addizionale fornità dall’operatore polacco Gas System per il transito attraverso Kondratki del gasdotto Yamal tra Russia ed Europa a novembre.

Nel contesto attuale di scarsità delle forniture di gas, la Russia sembra voler escludere l’Ucraina dai Paesi di transito, nonostante un accordo quinquennale in essere tra Gazprom e Kiev per il passaggio del gas verso l’Europa firmato nel 2019.

La compagnia russa ha il diritto di prenotare una capacità di transito aggiuntiva oltre ai volumi già precedentemente accordati, ma quest’anno non l’ha fatto attraverso l’Ucraina. L’operatore dei gasdotti ucraini ha accusato la Russia di inviare meno gas in Europa attraverso i suoi tubi di quanto concordato. Secondo gli analisti, la scelta potrebbe essere dovuta alla volontà di spingere Nord Stream 2, che attende il via libera della Germania per avviare le esportazioni.

L’operatore del gasdotto, che ha sede in Svizzera, ha comunicato lunedì 18 ottobre di aver riempito la prima linea del condotto con ‘gas tecnico’. Se l’Europa vuole più gas dalla Russia, questo dovrà passare da Nord Stream 2, sembra voler dire Mosca.

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Esportazioni

Gazprom, inoltre, ha presentato i dati della produzione e delle esportazioni di gas dall’inizio dell’anno. Secondo i calcoli di Reuters, le esportazioni al di fuori dell’ex Unione sovietica sono scese a 6,5 miliardi di metri cubi tra il 1° e il 15 ottobre, rispetto ai 7,3 miliardi dello stesso periodo del mese precedente.

Secondo i dati di Gazprom, le sue forniture domestiche di gas sono salite del 17% dall’inizio dell’anno, mentre le esportazioni nell’anno in corso sono aumentate del 13% rispetto a quello precedente, così come è salita la produzione (del 16%).

Alexei Grivach nel National Energy Security Fund, un think tank sull’energia favorevole al Crelino, ha dichiarato che la Russia ha dovuto concentrarsi sul mercato interno del gas perché il periodo di riscaldamento nella parte europea del Paese è iniziato con due settimane di anticipo, a metà settembre.

Inoltre, il gas avrebbe dovuto ancora andare agli stoccaggi sotterranei domestici, poiché questo processo era stato complicato da una domanda insolitamente alta per questo periodo dell’anno dalla produzione di energia in estate, ha aggiunto.