Fonti energetiche ed emissioni, due lettere chiedono all’Ue di fare di più

I combustibili fossili 'a basse emissioni di carbonio' includono l'idrogeno prodotto dal reforming del vapore prodotto dal gas naturale, abbinato alla tecnologia di stoccaggio del carbonio per seppellire le emissioni i CO2 sottoterra. [Dave Pinter / Flickr]

Un gruppo di 88 deputati al Parlamento europeo, assieme a divere ong ambientaliste e ad esponenti dell’industria delle energie rinnovabili ha lanciato un appello alla Commissione per chiedere che i combustibili fossili a basse emissioni di carbonio vengano esclusi dalla prossima revisione della direttiva sulle energie rinnovabili dell’UE. Nel frattempo, un gruppo di investitori europei ha chiesto all’esecutivo dell’UE di introdurre standard obbligatori per le emissioni di metano del gas naturale.

Nel documento, inviato alla Commissione mercoledì 31 marzo, i deputati scrivono che la sua intenzione di ampliare il campo di applicazione della direttiva anche alle fonti non rinnovabili “è controproducente, e rischia di favorire proprio quei combustibili fossili che le rinnovabili dovrebbero sostituire nel sistema energetico europeo”.

Secondo i firmatari, dunque, “i combustibili non rinnovabili, compresi i cosiddetti combustibili fossili ‘a basse emissioni di carbonio’, non dovrebbero essere inclusi in alcuna disposizione ai sensi della Direttiva sulle energie rinnovabili, né dovrebbero essere conteggiati ai fini dell’obiettivo dell’UE per le energie rinnovabili del 2030”.

L'Ue offrirà alle centrali a gas un'etichetta di finanza sostenibile, ma solo a certe condizioni

L’Unione europea prevede di considerare alcune centrali a gas come investimenti sostenibili, dopo che la proposta iniziale di negare loro l’etichetta verde ha suscitato la reazione di dieci Stati membri.

La nuova proposta della Commissione europea, condivisa sabato 20 marzo con …

I combustibili fossili ‘a basse emissioni di carbonio’ includono tra l’altro l’idrogeno prodotto dal reforming del vapore prodotto dal gas naturale, abbinato alla tecnologia di stoccaggio del carbonio per seppellire le emissioni i CO2 sottoterra.

La missiva è stata firmata da un gruppo di 116 tra deputati – provenienti perlopiù dalle file dei Verdi, della Sinistra europea, dei Socialisti e democratici e dei centristi di Renew – gruppi ambientalisti, associazioni imprenditoriali e società di servizi energetici, tra cui l’italiana Enel e la spagnola Iberdrola.

Il finlandese Sirpa Pietikäinen è l’unico parlamentare del Partito popolare europeo (PPE) che ha firmato la lettera, evidenziando così una potenziale divisione nell’assemblea dell’UE sulla prossima revisione della direttiva. I conservatori e gli eurodeputati di estrema destra, invece, non sono tra i firmatari.

La lettera è arrivata dopo che il commissario europeo per l’Energia, Kadri Simson, ha detto che un nuovo schema di certificazione per combustibili e gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio sarà parte della prossima revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, prevista per giugno.

Energie rinnovabili, servono 130 mila miliardi di dollari di investimenti nei prossimi 30 anni

Secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), la transizione energetica deve ricevere una spinta maggiore per centrare gli obiettivi posti dagli accordi di Parigi sul clima. Il ritmo di crescita delle rinnovabili deve aumentare di otto volte …

L’annuncio di Simson è arrivato nel corso del decimo meeting del Forum dell’UE sulla raffinazione, una riunione di rappresentanti dell’industria della raffinazione del petrolio. I petrolieri hanno chiesto all’UE di riconoscere i combustibili liquidi come mezzo necessario per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione, affermando che dal punto di vista chimico “i combustibili liquidi sono ancora la migliore forma di accumulo di energia”.

Tuttavia, i firmatari della lettera affermano che ciò “genererebbe una significativa confusione nell’opinione pubblica, e minerebbe la fiducia nella politica delle energie rinnovabili dell’UE, che è la chiave per sfruttare uno dei settori in più rapida crescita dell’economia”.

“Lo scopo della direttiva sulle energie rinnovabili non è quello di rendere più ecologici i combustibili fossili”, ha detto Philippe Dumas, segretario generale dell’European Geothermal Energy Council (EGEC), una delle associazioni di imprese che hanno firmato il documento.

SolarPower Europe, un’altra associazione di categoria, è della stessa opinione: “È importante che il campo di applicazione della direttiva sulle energie rinnovabili rimanga dedicato alle energie rinnovabili, in modo da non perdere lo slancio negli ambiziosi obiettivi del Green Deal dell’UE”, ha spiegato l’amministratrice delegata di SolarPower Europe, Walburga Hemetsberger, secondo cui “la direttiva sulle energie rinnovabili sarà un importante veicolo per sviluppare le basi di un solido meccanismo di tracciabilità e certificazione per l’idrogeno rinnovabile. Inserire in essa qualsiasi tipo di misura di sostegno per l’idrogeno a basse emissioni di carbonio sarebbe controproducente in termini di decarbonizzazione”.

Paletti più rigidi per le emissioni di metano

Giovedì 1 aprile alla Commissione è stata indirizzata anche un’altra lettera, firmata stavolta dai membri dell’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), un gruppo che rappresenta investitori europei che gestiscono asset per 36 trilioni di euro, che chiede l’introduzione di standard obbligatori per le emissioni di metano del gas naturale.

L’UE è il più grande importatore di gas al mondo, e ne acquista circa l’80% del suo fabbisogno da altri paesi. La maggior parte del gas importato proviene dalla Russia, dove i satelliti hanno rilevato grandi perdite di metano lungo i gasdotti.

Monitoraggio satellitare e incentivi agli investimenti green: così l'Ue vuole ridurre le emissioni di metano

Le emissioni di metano saranno limitate a partire dal 2025. A rivelarlo è una bozza della strategia sul metano della Commissione europea, vista da Euractiv.com. Tra le proposte il monitoraggio delle emissioni tramite sistema satellitare Copernicus e incentivi agli investimenti …

Prendendo in esame un periodo di permanenza nell’atmosfera di vent’anni, il metano ha un potenziale di riscaldamento del pianeta oltre 80 volte maggiore di quello dell’anidride carbonica

Attualmente nell’UE non esistono regole per disincentivare l’importazione di gas da infrastrutture soggette a perdite di metano situate al di fuori dei confini comunitari, ma entro la fine dell’anno è previsto un nuovo quadro giuridico.

La Commissione ha affermato che la nuova legislazione richiederà alle compagnie petrolifere e del gas di monitorare e segnalare le emissioni di metano, e di riparare le perdite. Ha aggiunto anche che prenderà in considerazione l’imposizione di standard sul metano emesso dal gas.

Una consultazione pubblica di 12 settimane sulle nuove regole è iniziata il mese scorso, spingendo l’IIGCC a rinnovare la sua richiesta, già formulata a maggio 2020, di regole più severe sul metano sulle importazioni di gas naturale nell’Unione. Lo standard, scrive la lettera, dovrebbe richiedere “un’intensità minima dello 0,25% della fornitura a monte che copra tutto il gas venduto nell’UE entro il 2025, cercando di raggiungere lo 0,2% ove possibile”.