Energia, l’Ue respinge la richiesta della Spagna di modificare il meccanismo dei prezzi

La ministra della Transizione ecologica spagnola, Teresa Ribera. [EPA-EFE/J.J. Guillen]

La Commissione europea ha respinto la richiesta della Spagna di modificare le norme che regolano i mercati dell’elettricità degli Stati membri visto l’aumento a livelli record dei prezzi dell’energia elettrica nel paese, ha dichiarato giovedì 12 agosto la ministra spagnola della Transizione ecologica, Teresa Ribera.

L’aumento della domanda di gas naturale e quello dei costi dei permessi dell’Unione europea per le emissioni di anidride carbonica, che provoca il riscaldamento del pianeta, hanno fatto salire i prezzi dell’elettricità in molti paesi, e hanno scatenato un gioco allo scaricabarile nella politica spagnola.

Ribera ha spiegato di aver detto lo scorso luglio alla commissaria europea per l’Energia, l’estone Kadri Simson, che con le attuali regole dell’Ue l’energia rinnovabile a basso costo viene venduta allo stesso prezzo di quella – più costosa – a base di combustibili fossili, causando così una corsa al rialzo dei prezzi, e che perciò le norme dovrebbero essere riviste.

Giovedì, alla radio spagnola Cadena Ser Ribera ha detto che la Commissione europea aveva risposto negativamente: “Ha risposto che non ha intenzione di introdurre cambiamenti nel sistema marginale poiché è il più semplice e il più efficiente”, ha affermato la ministra spagnola.

Per fissare i prezzi, la maggior parte dei mercati dell’energia si basa sul costo marginale: il prezzo complessivo è fissato dal costo di portare un’unità di energia sul mercato. La generazione di energia rinnovabile è intermittente, quindi anche le reti basate principalmente su di essa hanno mantenuto degli impianti fossili e nucleari come fonti di backup nei periodi di intermittenza della produzione rinnovabile.

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Poiché l’energia rinnovabile è diventata sempre più economica e più diffusa, il sistema marginale ha incontrato dei detrattori, secondo i quali il prezzo dell’energia verde non dovrebbe incorporare i costi dei combustibili fossili gonfiati dagli alti prezzi dei permessi di emissione di CO2 dell’Ue.

Dal canto loro, i principali fornitori di energia elettrica spagnoli – EDP, Endesa, Iberdrola e Viesgo – hanno affermato mercoledì in una dichiarazione congiunta che non stanno beneficiando dell’aumento dei prezzi.

La Commissione ha affermato invece di aver risposto a una lettera dalla Spagna e che sta monitorando la situazione. “Un mercato energetico europeo integrato è il modo più conveniente per garantire forniture energetiche sicure e affidabili ai cittadini europei”, ha affermato una portavoce della Commissione.

A giugno, Madrid ha tagliato l’imposta sul valore aggiunto sulle bollette dell’elettricità per cercare di attutire l’impatto sui consumatori. Negli ultimi giorni, intanto, l’ondata di caldo che ha colpito tutta l’Europa del Sud sta aumentando l’uso dell’aria condizionata, spingendo ulteriormente al rialzo i prezzi dell’energia, ha affermato l’operatore di mercato OMIE. Il prezzo medio di giovedì è stato di 115,04 euro per megawattora, rispetto agli 87,34 euro del 12 luglio scorso.