Energia: la revisione della legislazione europea sul clima apre le porte al geotermico, ma non abbastanza

Centrale geotermica in Islanda [Njaj / Shutterstock]

La recente revisione della legislazione europea sul clima per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 è un buon primo passo nel sostegno all’energia geotermica, ma non fa abbastanza, sostiene un ex ministro dell’Ambiente bulgaro.

Il nuovo quadro legislativo, secondo Julian Popov, che ora lavora per la European Climate Foundation, “apre le porte alla questione. Evidenzia il potenziale e l’opportunità [del geotermico]. Ma penso che generalmente si sia fermato lì”.

La tecnologia geotermica utilizza il calore al di sotto della superficie terrestre per produrre energia rinnovabile. A differenza dell’energia solare ed eolica, si concentra fortemente sulla decarbonizzazione dei meccanismi di riscaldamento e di raffreddamento degli edifici, un settore responsabile di circa la metà del consumo energetico europeo e di un terzo delle sue emissioni.

Ma per aiutare a raggiungere la decarbonizzazione in questo settore, sono necessari un enorme aumento della quantità di tecnologia geotermica in Europa e l’implementazione di soluzioni alle attuali barriere d’ingresso, come i costi iniziali elevati.

Il pacchetto climatico ‘Fit for 55’ affronta questi problemi solo in parte, afferma l’industria del settore, che comunque rileva alcuni elementi positivi.

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La Commissione europea sta considerando obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento però non prevede adeguate misure di sostegno per la geotermia, a detta degli operatori del settore.

La Commissione europea il 14 luglio dovrebbe presentare …

Ad esempio, secondo Sanjeev Kumar, head of policy del Consiglio europeo per l’energia geotermica, è assolutamente necessario chiedere alle città con più di 50.000 residenti di adottare piani per il riscaldamento.

Il fondo sociale per il clima – pensato per aiutare le famiglie vulnerabili a far fronte ai prevedibili aumenti dei prezzi dei combustibili per gli edifici dovuti alle nuove politiche europee per la decarbonizzazione – è anche un buon passo per promuovere le energie rinnovabili nel settore del riscaldamento, ha aggiunto Kumar.

“Se sarà progettato bene, prevediamo che questo sarà un motore più importante per la decarbonizzazione mirata del riscaldamento negli edifici, rispetto al fondo per il recupero e la resilienza o qualsiasi altra cosa nel pacchetto”, ha detto Kumar a EURACTIV.

A differenza di molti a Bruxelles, sia Kumar che Popov sostengono la controversa scelta dell’Europa di istituire un piano separato di trading di emissioni per gli edifici e un fondo per sostenere le famiglie, considerandolo un modo per promuovere la decarbonizzazione nel patrimonio edilizio europeo.

Popov ha anche contestato la “visione semplicistica” secondo cui una tale misura aumenterà la povertà energetica, affermando che il problema è molto più complesso.

Rinnovabili, la revisione della direttiva europea apre le porte alla geotermia

Una bozza non ufficiale del piano di revisione della legislazione europea sull’energia rinnovabile sembra essere di buon auspicio per l’energia geotermica, ma non si spinge ancora abbastanza lontano da supportare un pieno sviluppo della tecnologia, secondo l’industria del settore.

La Commissione …

La politica decentralizzata è inefficiente

Riguardo al supporto per l’energia geotermica, invece, il pacchetto ‘Fit for 55’ non fa ancora abbastanza.

La tecnologia ha bisogno di più supporto e di un migliore quadro legislativo ed economico all’interno della direttiva sulle energie rinnovabili, secondo Martin Hojsik, deputato slovacco del gruppo centrista Renew al Parlamento europeo.

“Lo sviluppo dell’energia geotermica nell’UE ha bisogno di obiettivi vincolanti e ambiziosi e di misure di sostegno adeguate per raggiungerli, di un’armonizzazione dei quadri di riduzione del rischio e di linee guida sugli accordi per l’acquisto di calore”, ha detto Hojsik a EURACTIV.

Kumar, poi, ha avvertito che l’obiettivo di aumentare le energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento in Europa – una crescita prevista di 1,1 punti percentuali all’anno – è circa la metà di quanto necessario per raggiungere il livello richiesto entro il 2030.

Accanto a ciò, ci sono ancora gravi carenze nel supporto dell’energia geotermica. Ad esempio, lasciare ai paesi dell’UE l’iniziativa di definire le misure per potenziare l’energia geotermica, tra cui quelle per incentivare gli investitori che affrontano gli elevati costi iniziali della geotermia, potrebbe rivelarsi un grosso ostacolo, perché appesantisce troppo le procedure burocratiche e amministrative di ciascun paese, e non riesce a sfruttare le economie di scala che possono essere realizzate a livello dell’UE, ha affermato Kumar.

“Non è praticabile o efficiente aspettarsi che 27 diversi Stati membri progettino 27 quadri diversi, quando in realtà le economie di scala dell’UE sono davvero ciò di cui l’industria ha bisogno”, ha detto Kumar a EURACTIV.

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A dicembre …

Questioni ancora inevase

In merito alla decarbonizzazione del riscaldamento sono in arrivo ulteriori normative. Mentre il pacchetto di luglio riguardava le energie rinnovabili, un secondo pacchetto previsto per dicembre riguarderà il mercato del gas e gli edifici.

Quest’ultimo, secondo Kumar, sta già affrontando l’argomento dal lato sbagliato, perché – sostiene l’eurodeputato – dovrebbe concentrarsi meno sulla revisione della legislazione sul gas, che blocca l’Ue nel consumo di combustibili fossili, e più sulla creazione di un mercato competitivo per il riscaldamento, un servizio fornito da molte fonti rinnovabili.

“Il pacchetto che inquadra il mercato del gas  puzza di protezionismo”, ha detto Kumar: “È preoccupante che la Commissione non voglia aprire il mercato interno del gas alla concorrenza delle rinnovabili e anche dei sistemi di efficienza energetica, lo stesso approccio adottato dalla scorsa Commissione per la riforma del mercato elettrico”.

Ciò è particolarmente rischioso nell’Europa centrale e orientale, che rischia di inciampare nello stesso problema che ha attualmente nella transizione verso l’uscita dal carbone. “Passare al gas per il riscaldamento è una trappola incredibilmente pericolosa. È una trappola finanziaria”, ha avvertito Popov.

L’ex ministro, invece, vorrebbe più finanziamenti per la ricerca sui benefici dell’energia geotermica, in particolare su come essa può utilizzare la tecnologia già esistente per i combustibili fossili, come le reti di teleriscaldamento.

“Nell’Europa centrale e orientale abbiamo molti sistemi di teleriscaldamento, che in diversi casi sono in cattivo stato, mal gestiti e necessitano di un aggiornamento. Questo è un altro problema: come collegare queste risorse esistenti al potenziale geotermico”, ha detto Popov a EURACTIV.

L’Europa ha bisogno di una transizione basata sulle risorse (asset-based), ha affermato Popov indicando l’esempio di Sofia, la capitale della Bulgaria, che ha un buon potenziale geotermico e un sistema di teleriscaldamento in gravi difficoltà finanziarie. Insieme, essi potrebbero funzionare come soluzione per il riscaldamento della città, ma il comune non può permettersi le ricerche necessarie a metterli in connessione.

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