Energia, in Europa i prezzi saliranno fino al 2023: Green Deal a rischio

Da ottobre si prospettano forti rincari sulle bollette di luce e gas. Una tendenza che secondo S&P potrebbe andare avanti ancora per parecchio tempo. Il rischio è che gli Stati siano tentati di frenare sugli obiettivi climatici per evitare di perdere consensi.

Mentre la domanda di energia continua a correre per effetto della ripresa, la produzione non riesce a stare al passo con gli ordini e quindi aumentano i prezzi. A questo poi si aggiunge l’aumento dei costi dei permessi di emissione di CO2, che secondo gli esperti contribuisce di un quinto all’impennata.

“I prezzi dell’energia continueranno ad aumentare nel 2022-2023 in Europa a causa di una contrazione dell’offerta” si legge nel report di S&P “gli obiettivi ambientali più ambiziosi dell’Europa accelereranno la chiusura di capacità di generazione termica e nucleare, che non potrà essere interamente compensata dalle fonti rinnovabili per i prossimi tre anni, portando a una maggiore volatilità dei prezzi legata al clima nel medio termine”. In Italia sono previsti prezzi dell’energia “più alti che negli altri mercati Europei fino al 2025, a causa di una strutturale carenza di offerta”,avverte il rapporto.

E mentre il governo studia una serie di misure per evitare la stangata, la questione dei rincari si impone anche nel dibattito europeo. A Bruxelles si teme che i governi siano tentati di non rispettare la tabella di marcia del Green Deal per evitare perdite i consensi. Il primo a lanciare l’allarme era stato il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans che intevenendo durante la plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo aveva detto: “La cosa che non possiamo permetterci è che la questione sociale finisca per contrapporsi a quella climatica. La vedo molto chiaramente questa minaccia ora che discutiamo dei rincari dei prezzi dell’energia”.

Per la commissaria alll’Energia Kadri Simson, le “soluzioni nel medio e lungo termine sono gli investimenti in rinnovabili, che stanno producendo al prezzo migliore, una maggiore integrazione del mercato elettrico” Ue “per rendere accessibile ai consumatori energia al miglior prezzo e poi gli investimenti in efficienza, soprattutto nelle abitazioni”, molti dei quali sono “previsti nei piani nazionali per la ripresa.

Gli Stati membri Ue stanno affrontando la questione “di come attenuare l’impatto sulle fasce più deboli della popolazione dei rincari energetici in modo diverso perché le politiche sociali sono diverse” e perché nella struttura del prezzo “circa un terzo viene dal mercato all’ingrosso” e “un impatto lo hanno anche le tasse”, che sono decise a livello nazionale, ha spiegato Simson a margine della sua visita al cantiere del reattore per la fusione nucleare Iter in Francia. A livello europeo, nel frattempo, “ci sono diverse soluzioni che aiuteranno a medio e lungo termine”, ha spiegato Simson, dicendo che la prima tra queste è quella di diminuire la dipendenza del settore energetico da gas e carbone, i cui prezzi sono saliti alle stelle negli ultimi mesi.

“Le energie rinnovabili stanno ancora producendo al miglior prezzo”, ha detto la commissaria, “quindi gli investimenti nelle energie rinnovabili stabilizzeranno il prezzo in futuro”. Altre soluzioni includono una migliore integrazione dei mercati dell’elettricità attraverso i confini dell’Ue e investimenti nell’efficienza energetica, come l’isolamento degli edifici.