Energia, il nucleare verso l’inclusione nella tassonomia della finanza verde dell’UE

“C'è un crescente senso di realismo sulla necessità di integrare le rinnovabili con la produzione di elettricità di base. Ciò porta a un rinnovato interesse per l'energia nucleare come parte del nuovo futuro energetico", secondo la commissaria europea per l'Energia, Kadri Simson.

La commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, ha chiesto un “cambio di marcia sugli investimenti” nell’energia nucleare, al fine di prolungare la vita delle centrali esistenti e mantenere gli attuali livelli di produzione fino al 2050.

“I termini del discorso sull’energia nucleare in Europa stanno cambiando”, ha detto Simson martedì 30 novembre, intervenendo alla cerimonia di apertura dell’Esposizione mondiale sul nucleare di Parigi.

Ciò è dovuto – ha spiegato la commissaria – in primo luogo all’emergenza climatica, che richiede di produrre elettricità a basse emissioni di CO2 per integrare le rinnovabili, e poi agli sviluppi tecnologici come i piccoli reattori modulari. Ma “la terza area in cui gli sviluppi richiedono un cambio di marcia”, ha aggiunto Simson, “sono gli investimenti”.

“Oggi – ha detto – l’età media degli impianti nucleari dell’UE supera i 30 anni. E secondo le nostre analisi, senza investimenti immediati, circa il 90% dei reattori esistenti verrebbe spento nel momento in cui sarà più necessario: nel 2030″.

“Allungare la loro vita, in modo sicuro, richiede tra i 45 e i 50 miliardi di euro”, ha osservato Simson. “E per mantenere all’incirca la stessa capacità di generazione nucleare di oggi, più di dieci Stati membri stanno pianificando circa 400 miliardi di euro di investimenti per installare nuova capacità entro il 2050”.

Ecco perché “il costo del finanziamento giocherà un ruolo chiave nel rendere possibile e competitiva la produzione di energia nucleare”, ha continuato Simson, riferendosi alla tassonomia della finanza verde dell’UE.

A Bruxelles infatti negli ultimi mesi si è assistito a un dibattito infuocato sull’opportunità di classificare l’energia nucleare come attività “sostenibile” o “di transizione” nell’ambito della tassonomia della finanza verde dell’UE, con gli oppositori che segnalano rischi per la sicurezza e problemi con lo smaltimento sicuro dei rifiuti radioattivi.

I sostenitori dell’energia atomica hanno invece visto rafforzate le loro posizioni da un rapporto pubblicato a luglio dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione, che ha concluso che l’energia nucleare è sicura e quindi classificabile come verde secondo la tassonomia dell’UE.

Dopo un vertice dell’Unione a ottobre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che l’esecutivo dell’UE presenterà presto le sue proposte su gas e nucleare come parte del regolamento sulla finanza verde del blocco. E a giudicare dal discorso di Simson, le cose potrebbero presto diventare più rosee per l’energia nucleare.

La proposta della Commissione in base alla tassonomia “sarà pronta nelle prossime settimane”, ha affermato la commissaria: “E chiariranno se la generazione di energia nucleare, lo smaltimento dei rifiuti o la fornitura di carburante possono essere classificate come attività sostenibili per gli investitori”.

Tassonomia green: Austria pronta a portare l'Ue in tribunale contro l'inclusione del nucleare

La ministra austriaca per l’Energia e il clima, Leonore Gewessler, ha dichiarato a EURACTIV in un’intervista esclusiva che il suo paese è pronto a citare in giudizio l’UE se l’energia nucleare verrà inclusa nella tassonomia sulla finanza sostenibile dell’Unione.

A ottobre, …

Un effetto inaspettato

Una tale distinzione, che separa tre tipologie di attività legate al nucleare, potrebbe rivelarsi utile per incoraggiare gli investitori a impegnarsi in nuovi progetti.

Foratom, l’associazione di categoria dell’industria dell’energia nucleare in Europa, lo ha visto come un segnale positivo.

“Bisogna prestare attenzione a non diventare troppo dipendenti dalle rinnovabili, a causa della loro dipendenza dalle condizioni meteorologiche”, ha affermato Jessica Johnson, direttrice delle comunicazioni di Foratom: “Questo è il motivo per cui un numero sempre crescente di cittadini e Stati membri riconosce che è essenziale sostenere fonti di energia affidabili a basse emissioni di carbonio, principalmente il nucleare”, ha detto a EURACTIV via e-mail.

Nel suo discorso, Simson ha fatto osservazioni simili, indicando le “sfide” poste dal fatto di “andare verso una quota crescente di produzione di energia intermittente” da vento e solare.

“C’è un crescente senso di realismo sulla necessità di integrare le rinnovabili con la produzione di elettricità di base. Ciò porta a un rinnovato interesse per l’energia nucleare come parte del nuovo futuro energetico”, ha detto Simson.

“Il punto”, ha aggiunto, “è che in questo momento l’energia nucleare è la fonte a basse emissioni di CO2 più diffusa in grado di fornire il carico di base necessario per la stabilità della rete elettrica. E anche di aiutare a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati [da paesi terzi], contribuendo alla stabilità e alla sicurezza energetica”.

In vista dell’incentivazione degli investimenti, la proposta di tassonomia dell’UE dovrebbe essere pronta intorno al 15 dicembre, a quanto EURACTIV ha potuto apprendere.

Nucleare e gas, un documento non ufficiale propone di includerli nella tassonomia della finanza verde dell'Ue

Una proposta non ufficiale per introdurre sia l’energia nucleare che il gas naturale nella tassonomia della finanza verde dell’Unione ha iniziato nei giorni scorsi a circolare negli ambienti di Bruxelles. Il documento è stato bollato come una “vergogna scientifica” dagli …

Futuro del nucleare incerto in Francia dopo il 2035

Proprio nel giorno della visita di Simson in Francia, l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) ha pubblicato un rapporto sulla politica energetica francese, che metteva in guardia contro la diminuzione della quota di energia nucleare prodotta nel paese.

Secondo la legge francese sull’energia e il clima, infatti, 14 reattori nucleari dovranno essere chiusi per ridurre la quota del nucleare nel mix elettrico al 50% entro il 2035.

Il rapporto dell’Aie raccomanda al governo francese di “riesaminare le condizioni dell’obbligo legislativo di limitare il contributo del nucleare al 50% della produzione elettrica fino al 2035, alla luce degli obiettivi di urgenza climatica, neutralità climatica, accessibilità economica e dispiegamento di energia rinnovabile”.

A maggio del prossimo anno, poi, l’Aie dovrebbe pubblicare un rapporto sul ruolo dell’energia nucleare nel raggiungimento dell’obiettivo di zero emissioni nette.

“Se il dispiegamento delle energie rinnovabili e le relative esigenze di flessibilità non accelerano abbastanza rapidamente, potrebbe essere difficile da raggiungere l’obiettivo di chiudere 14 reattori nucleari preservando i margini di capacità”, dice il documento dell’agenzia, che chiede anche alla Francia “una tempestiva decisione sul ruolo del nucleare oltre il 2035”.

“Investendo molto di più nell’efficienza energetica, nelle energie rinnovabili e nell’energia nucleare, la Francia può accelerare i suoi progressi verso i principali obiettivi energetici e climatici”, ha detto il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol.

Dopo la presentazione del rapporto, il ministro francese per la Transizione ecologica Barbara Pompili ha affermato che i suoi contenuti “confermano gli orientamenti adottati dalla Francia”, vale a dire “il rafforzamento dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e il mantenimento di una base elettrica nucleare”, aggiungendo che “la sicurezza energetica sarà di fondamentale importanza durante la transizione della Francia verso l’energia pulita”.