Energia, con la guerra in Ucraina si torna a discutere del gasdotto Midcat tra Spagna e Francia

La guerra in Ucraina rilancia il progetto del gasdotto Midcat, un’iniziativa ambiziosa proposta alcuni anni fa che prevedeva un investimento di 442 milioni di euro per costruire un grande gasdotto per trasportare il gas dall’Algeria verso altri Paesi europei, stoccandolo in Spagna.

Di recente il capo dell’esecutivo regionale della Catalogna ha fatto sapere di essere fiducioso che il gasdotto per trasportare gas e in futuro idrogeno verde dalla regione spagnola nord-orientale alla Francia possa essere completato entro questo decennio.

L’invasione russa dell’Ucraina ha fatto crescere in Spagna il sostegno politico per rilanciare il gasdotto Midcat che dovrebbe collegare il Paese con la Francia, che era stato sospeso nel 2019 dalle autorità francesi e spagnole, sostenendo che non rispondeva alle esigenze del mercato di allora. L’operatore francese Terega, di proprietà dell’italiana Snam, e la spagnola Enagás avevano presentato il progetto nel 2018.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez di recente ha detto che questo è il momento giusto per promuovere le interconnessioni energetiche tra la Spagna, che ha la più ampia capacità di rigassificazione dell’Ue, e il resto d’Europa per sostituire il gas russo con quello spedito da altri paesi d’oltremare.

La Francia al momento non sembra aver sciolto le riserve sull’infrastruttura, ma nelle ultime settimane anche la Germania ha iniziato a spingere per rilanciare il progetto. Secondo Madrid, se Macron vince le elezioni presidenziali domenica 24 aprile, il progetto di collegamento del gas MidCat potrà essere riattivato. Nell’esecutivo spagnolo sono sicuri che la Francia “rifletterà” sul suo rifiuto di questa infrastruttura, che le permetterebbe di ridurre la sua dipendenza dal gas russo.

Il gasdotto potrebbe essere utilizzato per inviare gas dall’Algeria ma anche per trasportare il gnl da rigassificare in Spagna. Berlino è interessata al progetto perché potrebbe consentirle di ridurre la propria dipendenza dalla Russia, differenziando ulteriormente le sue forniture. In una recente intervista al quotidiano spagnolo La Vanguardia, l’ambasciatore tedesco in Spagna, Wolfang Dold, ha dichiarato che il suo governo sostiene il progetto e ha rivelato che ne stanno “discutendo con Francia e Spagna”.

Il primo ministro spagnolo ha suggerito che il Midcat potrebbe essere finanziato con fondi europei. Il presidente della Catalogna Pere Aragonès, mercoledì 20 aprile, ha detto all’agenzia Reuters che crede che la regione possa essere un hub energetico strategico, dato che il porto di Barcellona ospita il più grande rigassificatore dell’Europa continentale.

Al momento ci sono solo due gasdotti che vanno verso la Francia e il Midcat raddoppierebbe la quantità di gas pompato attraverso i Pirenei, anche se la sua costruzione richiederebbe cinque o sei anni, secondo i calcoli del governo spagnolo.

Aragonès ha spiegato che l’impatto visivo del gasdotto sarebbe minimo, cosa che dovrebbe permettere al progetto di superare le resistenze di alcuni politici e gruppi ambientalisti. Il Midcat inoltre sarebbe collegato ad un altro gasdotto proveniente dall’Algeria.

Il mese scorso Enagàs ha detto che stava valutando le diverse opzioni per rafforzare le interconnessioni della Spagna, mentre l’ad di Snam, Marco Alverà, ha sottolineato che il Paese ha “un’ampia capacità di rigassificazione” e Snam sta studiando insieme alla partecipata francese Terega “come renderla disponibile in Europa attraverso il progetto Midcat (gasdotto dei Pirenei) che proponiamo da anni”. La società italiana ha fatto sapere anche che sta lavorando a uno studio di pre-fattibilità per un nuovo gasdotto offshore tra Spagna e Italia.
“Nel breve termine – ha aggiunto Alverà – stiamo organizzando una pipeline virtuale con un sistema di navi per il trasporto di Lng dalla Spagna all’impianto di Panigaglia”.