Cop26: 40 Paesi firmano l’accordo sull’addio al carbone. Pesa l’assenza di Usa, Cina e India

La miniera di carbone di Turow. [MATTHIAS HIEKEL / EPA]

Alla Cop26 di Glasgow oltre 40 paesi si sono impegnati ad abbandonare il carbone. L’accordo è stato sottoscritto anche da decine di organizzazioni e diverse grandi banche hanno accettato di interrompere i finanziamenti all’industria del carbone.

I firmatari in tutto sono 190 tra nazioni e organizzazioni: tutti si  impegnano ad accelerare l’eliminazione graduale del carbone e ad aumentare rapidamente la diffusione della produzione di energia pulita.

Tra i Paesi che hanno firmato l’accordo ci sono grandi consumatori come Polonia, Vietnam e Cile, ma mancano Australia, India, Cina e Stati Uniti. L’Italia invece è tra coloro che hanno firmato per l’addio al carbone.

L’intesa prevede l’impegno a evitare gli investimenti in nuove centrali a carbone in patria e all’estero e ad eliminare gradualmente la produzione di energia a carbone entro il 2030 nei paesi più ricchi ed entro il 2040 nei Paesi più poveri.

“La fine del carbone si avvicina”, ha sottolineato in una nota il ministro del Commercio e dell’energia britannico, Kwasi Kwarteng. “Il mondo si sta muovendo nella giusta direzione, pronto a chiudere la stagione del carbone e abbracciare i vantaggi ambientali ed economici della costruzione di un futuro alimentato da energia pulita”.

L’uso del carbone è una delle maggiori cause di emissioni di gas serra, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia. Secondo rapporto Global Carbon Project (GCP) nel 2021 le emissioni di anidride carbonica sono aumentate di più di quanto non siano diminuite nel 2020 (-5,4%) a causa della pandemia. Rinunciare al carbone è essenziale per raggiungere l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a +1,5° C.

Molti attivisti hanno accolto con favore l’intesa di Glasgow. Altri invece hanno detto che bisognava fare di più. Il direttore delle campagne presso la comunità internazionale Friends of the Earth, Jamie Peters si è detto deluso: “Il punto chiave in questo annuncio è che il carbone sarà usato ancora per anni”.

Uno dei limiti dell’intesa, secondo gli ambientalisti, è l’assenza di una data uguale per tutti. Ciascun paese potrà scegliere autonomamente quando dire addio al carbone purché questo avvenga entro il 2030 nel caso dei Paesi ricchi o entro il 2040 per quelli più poveri.