Commissione ambiente (PE): Evi fa approvare la riduzione al 45% del consumo energetico entro il 2030

MEP Eleonora Evi

“L’esito del voto di oggi in Commissione Ambiente al Parlamento Europeo sulla revisione della direttiva sull’efficienza energetica alza l’asticella delle ambizioni ed è un passo decisivo nel percorso per l’indipendenza energetica dell’Unione europea” – dichiara con soddisfazione l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“È la prima volta che il Parlamento Ue assume una posizione così ambiziosa e questo vede ripagati i miei sforzi e le mie battaglie nei mesi che hanno preceduto il voto” – aggiunge l’eurodeputata. La riduzione del consumo energetico è un’assoluta priorità per ottenere gli innumerevoli benefici ambientali, economici, sociali e sanitari che derivano da un ridotto consumo energetico, da minori emissioni e da una migliore qualità dell’aria. Ed è anche un efficace strumento di contrasto alla povertà energetica causata dall’impennata dei prezzi dell’energia.

“Risparmio energetico non significa tornare alle candele o stare al freddo”, ha spiegato Evi. Si tratta di innovazione, di gestione intelligente dell’energia e del calore, significa creare lavoro, ridurre emissioni di gas serra e inquinamento atmosferico e, in questo momento storico, smettere di finanziare la guerra e avviarci verso la liberazione definitiva dalle fonti fossili.

Per capire meglio di cosa sitiamo parlando, basti pensare che per ogni 1% di miglioramento in efficienza energetica si possono ridurre le importazioni di gas in Ue del 2,6%; che la semplice sostituzione delle valvole manuali con valvole termostatiche in più di 70 milioni di case europee consentirebbe di ridurre l’utilizzo del gas di circa 16 miliardi di metri cubi nel prossimo anno e mezzo, garantendo così un ritorno sugli investimenti in meno di due anni grazie a minore importazione, ridotti consumi e bollette sostanzialmente più basse; che ogni incremento di un 1% in efficienza energetica consente di tirare fuori da situazioni di povertà energetica circa 7 milioni di persone, senza dimenticare che la ristrutturazione profonda consente enormi risparmi sui costi sanitari e di assistenza sociale, stimati in oltre 9 miliardi di euro all’anno in Europa.

“Non nascondo – ammette Evi – che le trattative sul voto di oggi sono state complesse e combattute, per questo il risultato ottenuto è per me ulteriore motivo di orgoglio. Sono riuscita, infatti, come relatrice di parere per il gruppo dei Verdi/ALE, ad alzare al 45% il target per la riduzione del consumo energetico europeo entro il 2030, richiedendo al contempo che i contributi nazionali siano vincolanti e non più indicativi, in modo da garantire impegni concreti e un maggiore controllo sull’azione degli Stati membri. Per garantire edifici più sani ed efficienti, oltre all’obbligo annuale di ristrutturare il 3% degli edifici pubblici ho introdotto un ulteriore 3% di ristrutturazione anche degli edifici privati che svolgono una funzione sociale, come ospedali, scuole, case di cura. In virtù dello stretto legame che sussiste tra il consumo di energia e quello dell’acqua, ho inoltre proposto di ridurne il consumo con misure ad hoc sia negli audit energetici, che nei sistemi di gestione dell’energia e negli appalti verdi”.

Ed ha aggiunto: “Alla luce delle drammatiche vicende delle ultime settimane, appare quanto mai evidente la necessità di affrancarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili, e per farlo è necessario costruire un nuovo modello energetico all’interno del quale l’efficienza energetica, l’uso delle rinnovabili e il risparmio energetico siano le stelle polari di un rinnovamento non più rimandabile. Solo in questo modo riusciremo a tagliare le bollette, a raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica e a rilanciare le nostre economie attraverso la creazione di tantissimi posti di lavoro sostenibili”, conclude l’europarlamentare.