Caro energia, la Spagna esorta l’Ue a introdurre “misure urgenti” per affrontare la crisi

In vista del vertice Ue di questa settimana, la Spagna ha esortato l’Unione a introdurre misure urgenti e coordinate per mitigare l’aumento dei prezzi dell’energia, avvertendo che la carenza di energia in Europa potrebbe durare ben oltre il prossimo inverno.

“Crediamo che sia necessario iniziare questo dibattito ora e con urgenza”, ha detto martedì il segretario di Stato per gli Affari europei, Juan González-Barba.

La Spagna ha chiesto che l’aumento dei prezzi dell’energia sia tra le questioni principali che verranno affrontate dai leader dell’Ue nel Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles giovedì 21 e venerdì 22 ottobre. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez giovedì avrà un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, proprio per discutere di questa questione, hanno spiegato fonti del governo a Efe.

Martedì, González-Barba ha sottolineato che il governo spagnolo vuole “accelerare su questa discussione”, senza rimandarla ulteriormente come invece vuole la Commissione Europea, perché “c’è il rischio che ad aprile le circostanze attuali non siano scomparse”, ha detto González-Barba.

Il mese scorso, il governo spagnolo ha proposto una serie di misure per affrontare la volatilità dei prezzi dell’energia, come l’acquisto congiunto di gas. Inoltre ha chiesto “misure eccezionali” per rispondere alla crisi, tra cui per disaccoppiare il prezzo del gas e quello dell’elettricità.

La Commissione europea, tuttavia, ritiene che gli Stati membri dell’Ue abbiano strumenti sufficienti per affrontare la carenza di energia – come il sovvenzionamento delle famiglie povere – e ha deciso di rinviare la discussione sulle proposte avanzate dalla Spagna, come l’acquisto congiunto di gas per creare riserve strategiche o la riforma del mercato dell’elettricità.

“Esploreremo i potenziali benefici e la progettazione dell’acquisto congiunto volontario di riserve di gas” – a condizione che siano “in linea con la regolamentazione del mercato dell’energia e le regole di concorrenza dell’UE”, ha detto la Commissione.

La Spagna guida un gruppo di paesi tra cui Francia, Grecia, Repubblica Ceca e Romania che non condividono la posizione di Bruxelles, che invece è sostenuta dalla Germania.