Caro bollette, dalla Grecia la proposta di un fondo comune europeo contro l’aumento dei prezzi

Il ministro delle Finanze greco, Christos Staikouras. [Copyright: European Union]

Dopo la proposta franco-spagnola di creare una piattaforma comune europea per l’acquisto di gas naturale, anche la Grecia ha messo sul tavolo il progetto di un meccanismo comune a livello Ue per far fronte all’impennata dei prezzi dell’energia.

Intanto, la presidente della Commissione von der Leyen propone di “disaccoppiare” i prezzi di gas ed elettricità.

Il rincaro dei prezzi si deve soprattutto alla ripresa dell’economia mondiale dopo la contrazione dovuta alla pandemia di COVID-19 – con la domanda globale di energia che sta crescendo molto più velocemente dell’offerta – e alla crescita del prezzo dei permessi di emissione di CO2 del programma europeo ETS.

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Madrid e Parigi premono per creare una piattaforma europea per l’acquisto del gas naturale. La proposta è accolta con favore anche da Roma.

Davanti all’impennata dei prezzi dell’energia, “l’importante è assicurare coordinamento tra i diversi Paesi, rispondere ai problemi posti soprattutto …

Per cercare di porvi rimedio, la Commissione europea sta preparando una ‘cassetta degli attrezzi’ di misure che i leader dell’UE discuteranno durante un vertice a Bruxelles il 21-22 ottobre prossimi.

Martedì 5 ottobre, in una lettera congiunta al presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, i ministri delle Finanze e dell’Energia greci, Christos Staikouras e Kostas Skrekas, hanno invitato la Commissione europea a considerare la creazione di un fondo europeo per la copertura contro i picchi dei prezzi del gas.

Il meccanismo, hanno scritto i ministri nella lettera, potrebbe attingere fondi dai pagamenti anticipati delle quote di emissioni di carbonio che verrebbero assegnate ai paesi dell’UE in base al loro consumo di riscaldamento ed elettricità e al loro prodotto interno lordo pro capite.

La proposta greca include anche la vendita all’asta di quote aggiuntive di emissioni di carbonio attraverso il sistema ETS, che produrrebbe entrate extra per i paesi dell’UE, da impiegare per finanziare schemi di compensazione per i consumatori nella stagione invernale.

Secondo la Grecia, i consumatori europei potrebbero dover affrontare un costo energetico aggiuntivo di 100 miliardi di euro nel prossimo inverno: “L’impennata senza precedenti dei prezzi del gas, e per estensione dei prezzi dell’elettricità”, dice la lettera, “è una grande sfida per tutti gli Stati membri dell’UE, che non può essere affrontata esclusivamente a livello nazionale”.

Nel frattempo, Staikouras e i suoi colleghi francese, spagnolo, ceco e rumeno hanno inviato agli altri ministri delle finanze europei un altro documento in cui chiedono un nuovo approccio dell’Unione riguardo all’aumento dei prezzi dell’energia. Al di là della creazione della piattaforma comune per l’acquisto di gas, proposta che la Commissione dovrebbe accogliere nei prossimi mesi e di cui i leader parleranno al vertice del 21 ottobre, i cinque paesi chiedono anche una “riforma del mercato dell’elettricità all’ingrosso” e di “assicurare un prezzo della CO2 più prevedibile ed evitare eccessiva volatilità” nel sistema ETS: due punti che rischiano di mettere in crisi l’impostazione del Green Deal della commissione.

Martedì, comunque, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha aperto a un “disaccoppiamento” delle tariffe dell’elettricità da quelle del gas. Parlando a Tallinn, in occasione della presentazione del piano di ripresa dell’Estonia, Von der Leyen ha spiegato che “a breve termine discuteremo in Consiglio Europeo, come affrontare i temo dello stoccaggio e della riserva strategica, e daremo uno sguardo alla composizione complessiva dei prezzi del mercato elettrico”.

“Se i prezzi dell’elettricità sono alti”, ha aggiunto la presidente della Commissione, “è a causa degli alti prezzi del gas, e dobbiamo quindi considerare la possibilità di disaccoppiare il mercato, perché abbiamo [fonti di] energia molto più economica come le rinnovabili”.

Von der Leyen ha affermato che l’aumento dei prezzi dell’elettricità per i consumatori europei è principalmente il risultato dell’aumento della domanda globale, mentre i principali fornitori di gas dell’UE, come la Russia, non hanno aumentato l’offerta. Per questo, ha aggiunto, “siamo molto grati che la Norvegia stia aumentando la sua produzione”.

Nel medio e lungo termine, ha detto ancora Von der Leyen, l’intenzione della Ue è di “investire nel Green deal europeo e nelle energie rinnovabili”, che hanno un prezzo “stabile” e sono prodotte entro i confini dell’UE, mentre “per il gas dipendiamo per il 90% dalle importazioni e per il petrolio per il 97%”.