Carbone, Corte Ue: “La Polonia chiuda la miniera di Turow”

[EPA/MATTHIAS HIEKEL]

L’attività di estrazione nella miniera di Turow, in Polonia, deve cessare immediatamente. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue accogliendo la richiesta della Repubblica Ceca.

Nel 2020, la Polonia ha prorogato di sei anni il permesso di estrazione di lignite a Turow, vicino al confine con la Repubblica ceca e la Germania, senza alcuna valutazione di impatto ambientale. Secondo la Commissione europea, la decisione viola le norme Ue. In febbraio Praga ha fatto ricorso alla Corte di giustizia Ue, chiedendo di sospendere le attività da subito.

Nella sua sentenza, la Corte ha ordinato la chiusura della miniera come misura provvisoria perché ha stimato che non farlo avrebbe rischiato di causare “un danno grave e irreparabile agli interessi della ricorrente”.

“I motivi di fatto e di diritto sollevati dalla Repubblica Ceca giustificano la concessione delle misure provvisorie”, ha detto la Corte, considerando che il proseguimento dell’attività mineraria a Turów sarebbe suscettibile di “avere effetti negativi sul livello delle acque sotterranee nel territorio ceco”.

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Quando a marzo il governo ceco …

“Infatti, tali attività comportano un flusso ininterrotto di un considerevole volume d’acqua dal territorio ceco a quello polacco, causando un indubbio deterioramento del livello delle acque sotterranee in territorio ceco che potrebbe minacciare l’approvvigionamento di acqua potabile delle popolazioni che dipendono dai corpi idrici interessati”, si legge nella sentenza.

Lo scontro

La licenza della miniera di Turów è scaduta nell’aprile 2020, ma è stata estesa dal governo polacco fino al 2026, e di nuovo nell’aprile di quest’anno, fino al 2044. Tuttavia, la Repubblica Ceca ha contestato la proroga, dicendo che la miniera stava operando illegalmente da allora.

La Commissione europea è intervenuta nel caso, riconoscendo che la Polonia ha violato le leggi dell’Ue che richiedono consultazioni con i paesi vicini. Tuttavia, ha aggiunto che le accuse di Praga sull’impatto della miniera sui suoi corsi d’acqua erano infondate, sulla base delle prove fornite.

Secondo la compagnia che gestisce la miniera, la statale PGE, una chiusura improvvisa farebbe perdere migliaia di posti di lavoro e metterebbe in pericolo la transizione green del paese.

“Ci sono quasi 80.000 lavoratori e collaboratori il cui sostentamento dipende dall’esistenza della miniera e della centrale elettrica – la chiusura della miniera porterà ad un collasso dell’intera regione, i cui abitanti non hanno alcuna prospettiva reale di trovare un altro lavoro o fonti alternative di reddito nel breve termine”, ha dichiarato Wioletta Czemiel-Grzybowska, presidente del consiglio di amministrazione di PGE GiEK.

Secondo la Commissione europea, invece, se la miniera rimanesse in funzione oltre il 2030 la regione perderebbe i fondi Ue stanziati per la transizione verde.

Nella sua sentenza la Corte Ue ha respinto l’affermazione della Polonia secondo la quale la chiusura della miniera porterebbe allo spegnimento della centrale elettrica di Turów a causa della sua “configurazione tecnologica”. “Il presunto danno asserito dalla Polonia derivante dall’impossibilità di realizzare importanti progetti e investimenti in campo energetico non può, in ogni caso, avere la precedenza sulle considerazioni relative all’ambiente e alla salute umana”, ha aggiunto la Corte.

La sentenza è stata accolta con favore da Praga. “La licenza per Turów è stata prolungata illegalmente, e ha incoraggiato PGE a tal punto che pensa di poter estendere ulteriormente la licenza fino al 2044 senza rispondere delle sue precedenti violazioni”, ha detto l’avvocato ceco Petra Urbanová.

“Questa sentenza dimostra che la Corte di giustizia dell’Unione europea non ha intenzione di stare al gioco di PGE. La corte ha giustamente agito per prevenire un’ulteriore escalation. Ci aspettiamo che i giudici adottino lo stesso approccio quando emetteranno la sentenza finale”, ha aggiunto.

La reazione del governo polacco

Per risolvere il contezioso che riguarda la miniera a cielo aperto di lignite a Turow “inizieremo il negoziato con la Repubblica Ceca mentre alla Corte di giustizia europea presenteremo altri argomenti per far cambiare la loro decisione sulla necessità della chiusura immediata della stessa”, ha dichiarato lunedì 24 maggio il premier polacco Mateusz Morawiecki, in visita a Breslavia.

“La decisione della Corte di giustizia è molto pericolosa sia perché potrebbe provocare una catastrofe ecologica sia perchè mette a rischio la sicurezza energetica della Polonia e provocherebbe il licenziamento di 5 mila lavoratori” ha detto il premier per il quale la Polonia “non può permettesi a tali rischi”. Morawiecki, in partenza da Breslavia per Bruxelles dove incontrerà il premier ceco, ha suggerito che la diatriba fra i due stati sia sorta per via delle vicine elezioni politiche in programma nella Repubblica Ceca il prossimo ottobre.