Aumento delle bollette, cosa stanno facendo gli altri Paesi Ue per evitare la stangata

Oltre all’Italia anche Paesi come Francia, Spagna e Grecia hanno deciso di intervenire per salvare i conti delle famiglie: ecco come si stanno muovendo.

Gli aumenti delle bollette di luce e gas già preannunciati nelle scorse settimane, peseranno sulle tasche degli italiani a partire dal 1° ottobre. Nonostante l’intervento del governo con un decreto d’urgenza che ha ridimensionato l’impatto dei rincari per 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese, le tariffe per la fornitura dell’elettricità per la famiglia media aumenteranno del 29,8% e quella del gas del 14,4%. Per cercare di attenuare gli effetti di questa impennata il governo sta studiando una vera e propria ristrutturazione delle voci delle bollette. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Ma quello del caro bollette, dovuto all’aumento dei costi dell’energia, non è un problema solo italiano. E anche altri Paesi europei stanno studiando una serie di misure per evitare che queste spese ricadano tutte sulle spalle dei cittadini.

Cosa sta facendo Bruxelles

Anche la Commissione europea sta valutando una serie di interventi. “Nei prossimi giorni presenteremo una rassegna degli strumenti a disposizione – ha spiegato nei giorni scorsi il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic – per affrontare la sfida dei prezzi dell’energia”.

La prossima settimana la presidente della Commissione Ursula von der Leyen presenterà la proposta. Bruxelles raccomanderà ai governi misure come la riduzione dell’Iva e delle accise usando una parte dei ricavi del sistema Ets. Secondo le norme Ue, infatti, il 50% dei proventi delle aste dei permessi della CO2 è riservato a interventi su clima e ambiente, ma l’altra metà può essere usata per altri interventi. Ma vediamo più in dettaglio come si stanno orientando Paesi come Francia, Spagna, Germania o Grecia.

Aumenti bloccati fino ad aprile in Francia

Il governo francese ha annunciato che bloccherà gli aumenti in bolletta del gas fino ad aprile, quando i costi dovrebbero cominciare a scendere. Per quel che riguarda invece l’aumento dell’elettricità, il primo ministro Jean Castex ha spiegato che verrà rivalorizzato “l’assegno energia” destinato alle famiglie più modeste se le misure di moderazione dei prezzi non basteranno. Castex ha parlato anche di uno “scudo tariffario” che sarà creato per contenere l’impennata dei prezzi in bolletta. Il premier ha ricordato che “l’assegno energia” è stato lanciato in risposta alle proteste dei gilet gialli e viene versato ogni anno nel mese di aprile con una media di 150 euro a beneficiario.

Il piano shock spagnolo

Per ridurre l’impatto del caro energia a metà settembre il Consiglio dei ministri del governo Sánchez ha approvato un decreto legge con un piano, definito “shock” dallo stesso esecutivo. Il pacchetto contiene sia norme temporanee che di carattere strutturale.

Tra le misure temporanee ci sono l’azzeramento della tassa del 7% pagata dalle società di generazione (Ivpee), la riduzione dell’Iva sull’elettricità dal 21% al 10% per i consumatori con potenza contrattuale fino a 10 kW, che scadranno a fine anno, e la riduzione dal 5,1 allo 0,5% dell’Imposta speciale sull’energia elettrica Iee (il minimo consentito dalla normativa Ue). Il governo ha approvato anche una riduzione temporanea per un periodo di sei mesi dei “profitti eccessivi” di cui le “centrali non emettitrici di CO2” (nucleari, idroelettriche e alcuni parchi eolici) stanno beneficiando grazie all’aumento dei prezzi elettrici. Quanto al gas, per un semestre sarà calmierato il costo della materia prima nel calcolo delle tariffa di ultima istanza Tur (clienti domestici e Pmi), in modo che l’aumento medio nella prossima revisione trimestrale che scatterà dal 1° ottobre sarà del 4,4% invece del 28% inizialmente previsto.

Come misura strutturale il governo ha introdotto un meccanismo di aste per ridurre il volume di energia che partecipa al mercato all’ingrosso. In sostanza le grandi aziende elettriche dovranno vendere energia in proporzione alla loro quota di mercato agli operatori indipendenti e ai grandi consumatori attraverso contratti di fornitura di almeno un anno.

La scelta “attendista” tedesca

In Germania, come ha ricostruito in un recente report il quotidiano spagnolo El Pais, il prezzo dell’elettricità non viene quasi mai menzionato dalla stampa, anche se è aumentato. Il paese ha la tariffa media dell’elettricità più cara dell’Ue, secondo i dati Eurostat della seconda metà del 2020. Le famiglie però non sentono ancora l’aumento del prezzo perché la fornitura viene contrattata per periodi di uno o due anni e ad un prezzo fisso. Le imprese invece sono già in difficoltà. Per ora il governo ha scelto di non intervenire, sperando che la natura privata del mercato dell’energia tedesco porti ad un riequilibrio dei prezzi.

I sussidi della Grecia

Per controbilanciare l’aumento delle bollette, il governo greco ha deciso di mettere in campo sussidi per i primi 300 kilowattora consumati nel quarto trimestre dalle famiglie. Il piano da 150 milioni di euro prevede un sussidio di 9 euro al mese per i primi 300 kilowattora consumati e copre circa il 70% delle famiglie.