Accordo tra Danimarca e Paesi Bassi per le energie rinnovabili

Il parco eolico offshore Roedsand 2, in Danimarca. [EPA/JAN KNUDSEN DENMARK OUT]

Per poter raggiungere gli obiettivi europei in materia di energia rinnovabile, lo scorso 19 giugno i Paesi Bassi hanno stretto un nuovo accordo con la Danimarca. Pagando infatti 100 milioni di euro, il governo olandese potrà adesso dichiarare di ricavare almeno 8 dei TWh di energia rinnovabile che fanno parte del surplus danese.

Secondo un recente studio dell’UE sulla produzione di energia da fonti rinnovabili in tutta Europa, i Paesi Bassi sono tra gli stati membri che hanno maggiore difficoltà a raggiungere gli obiettivi che erano stati fissati per il 2020.

I Paesi Bassi dovrebbero infatti riuscire a produrre almeno il 14% del proprio fabbisogno energetico a partire da fonti di energia rinnovabile entro la fine dell’anno. I dati Eurostat per il 2018 – l’ultimo anno per il quale sono disponibili le statistiche – mostrano però che solo il 7,4% del consumo lordo di energia proviene da fonti di energia pulita.

Il governo olandese ha poi confermato recentemente che i progetti di biomasse, energia idroelettrica, solare ed eolica non saranno sufficienti a colmare questa lacuna nell’immediato. L’accordo con la Danimarca che dovrebbe dunque aiutare ad evitare milioni di euro di sanzioni.

“Ho scoperto che, nonostante tutti gli sforzi e l’accelerazione dell’introduzione delle energie rinnovabili, l’obiettivo non dovrebbe essere raggiunto nel 2020”, ha detto il ministro per il clima Eric Wiebes in una lettera indirizzata al parlamento olandese.

I Paesi che sono in ritardo, per raggiungere i loro obiettivi possono però ricorrere ad uno strumento di contabilità creativa, conosciuto come trasferimento statistico. Incluso nella Direttiva sulle energie rinnovabili dell’UE, esso permette agli Stati membri di cedere il proprio surplus di energia pulita in cambio di una compensazione finanziaria.

Il Lussemburgo, che fatica ad aumentare la propria capacità produttiva a causa della sua posizione sfavorevole e delle sue piccole dimensioni, è stato il primo Paese a sfruttare questa opzione nel 2017.

Il Granducato ha pagato prima circa 10 milioni di euro alla Lituania, e poi, in seguito, una somma simile anche all’Estonia. I due accordi dovrebbero permettere dunque al Lussemburgo di raggiungere i propri obiettivi e contribuire quindi a mantenere l’UE sulla buona strada per raggiungere il traguardo collettivo del 20% di energia prodotta grazie a fonti rinnovabili.

Wiebes ha detto nella sua lettera che “il prezzo di 12,50 euro per MWh è conveniente rispetto agli accordi comparabili conclusi da altri Stati membri dell’UE”. La combinazione di un prezzo fisso e di una quantità flessibile garantisce che i costi del trasferimento statistico rimangano limitati”.

Se gli 8TWh di energia pulita non dovessero essere sufficienti per integrare gli sforzi olandesi, altri 8TWh sarebbero disponibili, se necessario, ad un prezzo simile. I Paesi Bassi hanno tempo fino a metà del 2021 per comunicare alla Danimarca se vogliono approfittare completamente o solo in parte di questa assegnazione.

Destinati all’idrogeno

L’Estonia e la Lituania hanno deciso di investire i propri guadagni in un’ulteriore ricerca sulle energie rinnovabili e di integrare i propri programmi di sovvenzione. La Danimarca spenderà invece il suo ricavo da 100 milioni di euro per un progetto sull’idrogeno verde.

“Lo Stato danese utilizzerà i pagamenti ricevuti per finanziare una gara d’appalto per progetti finalizzati allo sviluppo delle tecnologie Power-to-X”, spiega l’accordo, aggiungendo che ci sarà “un’attenzione particolare alla produzione di idrogeno verde”.

Anche se “l’esatta strutturazione della gara d’appalto, compresi i criteri di assegnazione della capacità dell’impianto e delle sovvenzioni, sarà determinata dalle autorità danesi in una fase successiva”, il documento aggiunge che è in esame una capacità di elettrolisi di 100 MW.

I due Paesi condividono “un interesse reciproco” e collaboreranno anche alla condivisione delle conoscenze sulla tecnologia dell’idrogeno, conferma l’accordo. La Danimarca manterrà tuttavia la piena responsabilità dello sviluppo del progetto.

L’azienda energetica Ørsted e l’aeroporto di Copenhagen si sono uniti a maggio per produrre carburanti sostenibili per autobus e camion entro il 2023 utilizzando un elettrolizzatore a idrogeno. Il piano è di aumentare la fornitura nel 2027 e nel 2030, includendo nel mix i carburanti per l’aviazione.

Secondo Wiebes, i Paesi Bassi sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del 27% per il 2030, che non è vincolante, e dovrebbero arrivare a superare il 30% entro la fine del decennio. La Danimarca vuole raggiungere il 50%.