La transizione verde delle città: un’opportunità per le persone e il pianeta

DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell'autore/autrice.

wikimedia [Wikimedia Commons]

Non possiamo permetterci di sprecare questa crisi. Dobbiamo sfruttarla al massimo per ricostruire al meglio, e le città stanno facendo proprio questo, concentrandoci sulla resilienza digitale, sociale e sugli investimenti verdi. L’anno scorso ho sostenuto che le città sono fondamentali per una ripresa sostenibile in Europa, e questo è qualcosa in cui credo ora più che mai nel momento in cui le città presentano i loro piani di ripresa locali, mettendo le persone e l’ambiente al primo posto.

L’azione locale inizia con le persone

Il Green deal europeo definisce una serie di piani politici ambiziosi, con l’obiettivo generale di una Ue climaticamente neutra entro il 2050. I sindaci e i leader delle città possono svolgere un duplice ruolo in questa transizione, come ambasciatori del Green deal a livello locale e come rappresentanti delle preoccupazioni e degli interessi delle persone ad altri livelli di governo.

Perché il Green deal deve riguardare prima di tutto le persone.

La sfida della povertà energetica è un buon esempio di dove l’ambizione del Green deal di garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica deve essere combinata con una politica sociale attiva a livello locale.

È qualcosa di cui città, come Anversa, si rendono conto. La sua Ecohouse, un centro servizi a portata di mano per le famiglie, mette a disposizione tutti i servizi municipali riguardanti la sostenibilità edilizia e la sostenibilità abitativa. L’attenzione si concentra sulla riduzione del consumo di energia e sull’utilizzo di energie rinnovabili e dispone di un programma speciale dedicato ai gruppi maggiormente vulnerabili. Offre workshop e consigli sull’adeguamento energetico e può anche concedere prestiti o sovvenzioni.

In vista della ripresa e degli scenari occupazionali dei prossimi anni, le città possono avere un ruolo determinante per facilitare Patti Locali per l’Occupazione con le imprese locali al fine di promuovere l’occupazione.

Per quanto riguarda le competenze, possiamo intensificare i nostri sforzi per affrontare il disallineamento delle competenze a livello locale attraverso il miglioramento delle competenze lavorative esistenti e con la formazione di nuove competenze che favoriscano l’accesso a posti di lavoro nei settori dell’ecosostenibilità e del digitale.

Belfast, ad esempio, è alla ricerca di opportunità per espandersi nell’economia verde e nella digitalizzazione, per garantire a chi cerca lavoro di adeguarsi ai settori del futuro. Il modello di accademia municipale del lavoro mette insieme le imprese che hanno carenza di competenze specifiche con le persone in cerca di lavoro che potrebbero non avere tutte le competenze richieste. Oltre a fungere così da cerniera per la connessione, l’accademia offre orientamento professionale, corsi di formazione e l’opportunità di sviluppare competenze trasversali per l’occupazione.

Insieme per l’Europa

Con il 37% dello strumento per la ripresa e la resilienza destinato alle azioni verdi, non possiamo perdere questa opportunità storica di promuovere finanziariamente la tanto necessaria transizione verde, senza lasciare indietro nessuno.

Nel contesto della ripresa, molti sindaci dell’Europa e le loro amministrazioni cittadine sono desiderosi di sostenere i fiori all’occhiello dell’Ue – le aree chiave che sono state proposte e sulle quali verranno concentrati gli sforzi di ripresa – soprattutto nei settori della transizione digitale e verde, lavorando con altre città europee.

La proposta di Bologna al governo nazionale italiano, ad esempio, prevede lo sviluppo di un ‘tecnopolo’ che ospiterà l’80% della capacità informatica nazionale e diventerà uno dei principali centri nevralgici per la capacità informatica nel mondo. Nell’ambito dell’innovazione digitale della città, Bologna ha anche pianificato di sviluppare un gemello digitale – una rappresentazione digitale dell’intera città che dovrebbe permettergli di pianificare, testare e costruire digitalmente gli edifici prima della loro realizzazione – e sta già collaborando con città come Barcellona e Helsinki sui prossimi passi.

A Firenze stiamo discutendo con diverse altre città su come creare un progetto paneuropeo sulla forestazione urbana. Questo progetto, che guiderà la resilienza e genererà una migliore qualità della vita per i nostri abitanti, è già stato incluso nella nostra proposta al governo nazionale italiano nell’ambito del nostro piano di ripresa.

Alcuni dei progetti proposti dalle città ai governi nazionali hanno già dimostrano come potrebbero contribuire alla definizione di progetti di eccellenza. Altri, come il miglioramento delle reti di trasporto o progetti verdi lungimiranti, offrirebbero benefici tangibili a tutti se sviluppati nel quadro della collaborazione transnazionale.

Il Green deal europeo e il pacchetto di ripresa dell’Europa possono cambiare gli scenari per l’Europa, ma solo se i benefici saranno avvertiti dai cittadini. Non sarebbe utile rendere le nostre case più efficienti dal punto di vista energetico se le persone non potranno più permettersi di sostenere i costi dell’affitto. Ecco perché abbiamo bisogno di coinvolgere le città.

Un nuovo patto

Un nuovo patto tra i leader delle città e l’Ue per mettere i cittadini al centro degli sforzi di ripresa e nelle transizioni ecologiche e digitali sarebbe un segnale positivo per il futuro. Un vertice annuale, con una rappresentanza significativa delle città nei dibattiti, sarebbe un buon primo passo.

Possiamo iniziare questo impegno ora. Al vertice sociale dell’Unione europea ho sottoposto molte di queste argomentazioni ai leader dell’Unione europea. Come città, ci impegniamo a svolgere il nostro ruolo e ci aspettiamo che i leader europei parlino con noi come alleati chiave per la ripresa dell’Europa.

Dario Nardella è presidente di Eurocities e sindaco di Firenze