Trasporti, nell’Ue restano alcune divisioni sulle infrastrutture per i carburanti alternativi

"Dovranno essere prese in considerazione le differenze relative alle specificità nazionali, nonché i diversi punti di partenza degli Stati membri", ha detto il ministro delle Infrastrutture sloveno Jernej Vrtovec. [Copyright: European Union]

Giovedì 23 settembre i ministri dei Trasporti dell’Ue, riuniti a Kranj, in Slovenia, hanno discusso delle infrastrutture per i carburanti alternativi, con il ministro delle Infrastrutture Jernej Vrtovec che ha osservato come permangano alcune differenze in materia tra gli Stati membri.

L'”essenziale è non perdere lo slancio e mantenere il livello di ambizione richiesto”, ha detto Vrtovec al termine dei colloqui informali che si sono svolti nell’ambito della presidenza slovena del Consiglio dell’Ue.

I ministri hanno avuto un'”ottima discussione” sui combustibili alternativi per i trasporti, una proposta che, secondo Vrtovec, deve essere esaminata orizzontalmente come parte del pacchetto di leggi sull’energia e sul clima dell’Ue ‘Fit for 55’, volto a ridurre le emissioni dell’Europa almeno del 55% prima della fine del decennio.

Si è trattato della prima discussione politica tra i ministri del’Unione sulla proposta di una nuova direttiva sulle infrastrutture per i combustibili alternativi, sulla quale, ha spiegato Vrtovec, per il momento rimangono alcune differenze.

“Dovranno essere prese in considerazione le differenze relative alle specificità nazionali, nonché i diversi punti di partenza degli Stati membri”, ha affermato Vrtovec, evidenziando il  tema dei finanziamenti come una questione chiave.

“Servono grandi investimenti sia a livello nazionale che europeo. Dovrà essere mantenuto un approccio tecnologicamente neutro, almeno nei segmenti per i quali non abbiamo ancora tutte le risposte”, ha aggiunto.

Ha anche affermato che saranno necessari molti progetti pilota e dimostrativi prima che le tecnologie siano pronte per il lancio sul mercato di massa.

Il settore privato sarà vitale per gli investimenti, ma non ci saranno rapidi progressi senza almeno un finanziamento pubblico iniziale, ha detto Vrtovec. “Per il finanziamento privato dobbiamo fornire obiettivi chiari e un quadro stabile e prevedibile”, ha aggiunto, affermando che le maggiori sfide riguarderanno i settori dei veicoli pesanti, dell’aviazione e del trasporto marittimo.

Per raggiungere gli obiettivi sulle emissioni, gli investimenti dovrebbero essere reindirizzati, e saranno necessari importanti cambiamenti strutturali oltre al coordinamento della domanda e dell’offerta tra i produttori di veicoli, i produttori di energia e gli investitori nelle infrastrutture di ricarica.

La commissaria europea per i Trasporti, Adina Vălean, ha affermato che i tutti i paesi hanno riconosciuto l’importanza di implementare infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Considerando il crescente mercato dei veicoli elettrici, ha spiegato che l’infrastruttura deve essere pronta rapidamente. Per realizzarla, la Commissione propone una combinazione di obiettivi a breve e lungo termine per consentire ai conducenti di guidare i propri veicoli elettrici senza doversi preoccupare di dove ricaricarli.

“La presidenza slovena proseguirà con la discussione del materiale in seno al Consiglio dell’UE, e si adopererà per ottenere più progressi possibili, possibilmente raggiungendo un accordo già nella sessione di dicembre del Consiglio dei trasporti”, ha concluso Vrtovec.