Trasporti: i treni possono essere l’alternativa ecologica ai voli a corto raggio

La stazione di Monaco di Baviera. [EPA-EFE/LUKAS BARTH-TUTTAS]

Uno studio condotto dall’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa per Greenpeace dimostra che il treno può essere un’alternativa ai voli a corto raggio condotti all’interno degli Stati membri dell’Ue, tra Stati diversi e con Paesi terzi limitrofi.

Escludendo dal conteggio le destinazioni che non possono essere raggiunte con la ferrovia, il 34% delle 150 principali tratte aree a corto raggio dell’Ue, ovvero inferiori a 1500 chilometri di distanza, prevedono un’alternativa su rotaia che impiega meno di sei ore a collegare le due città.

Inoltre, tra le tratte che richiedono più di sei ore, circa un quarto sono coperte da treni notte che impiegano meno di 12 ore di viaggio. Guardando anche oltre i confini dell’Ue, percentuali simili valgono anche per le 250 principali tratte aeree a corto raggio in Europa che dispongono di un’alternativa su rotaia.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, se le persone iniziassero a usare queste tratte alternative via treno ci sarebbero 54 milioni di passeggeri aerei in Europa ogni anno, che porterebbero a un risparmio di emissioni di 3,5 milioni di tonnellate.

In generale, analizzando le principali alternative via treno ai volti più gettonati, si nota come l’uso della ferrovia sia veramente un’opzione percorribile nella maggior parte dei casi. Nell’84% dei casi è possibile percorrere la stessa tratta del volo con un viaggio in treno in giornata, mentre nell’82% dei casi esistono collegamenti con un massimo di due cambi tra le città considerate.

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Servono ancora tanti miglioramenti

La situazione non è però completamente rosea. Ci sono molti miglioramenti potenziali per i collegamenti ferroviari che li renderebbero ancora più competitivi nei confronti nei confronti di quelli aerei: per esempio, la velocità media e il tempo di attesa nel caso di viaggi con più fermate.

Sarebbero necessari miglioramenti alle infrastrutture e maggiore frequenza per garantire maggiori alternative ai passeggeri. Per esempio, secondo lo studio, uno degli snodi cruciali in Europa è l’asse Parigi-Barcellona, che però è servito solo da tre treni al giorno, ridotti a due dopo la pandemia.

Inoltre, la regione alpine, che viene attraversata dai collegamenti tra Italia e Germania con la Spagna e la Francia, è poco servita e spesso sono necessarie rotte molto più lunghe che passano da Parigi per raggiungere la penisola iberica.

Mentre all’interno degli Stati membri i collegamenti ferroviari possono costituire un’alternativa ai voli a corto raggio, specialmente quando esiste l’alta velocità, quelli internazionali sono un punto debole dell’offerta europea su cui sarebbe necessario lavorare.

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Come sviluppare …

Mancano, tra le alternative più interessanti, i treni notte, che sono ancora pochi e molti sono stati soppressi dopo la pandemia. Inoltre servirebbero migliori collegamenti tra le grandi città e gli aeroporti, che spesso sono situati a decine di chilometri di distanza.

In conclusione, per rendere il treno un’alternativa credibile all’aereo servono ulteriori misure coordinate a livello Ue. Una soluzione potrebbe essere la soppressione dei voli a corto raggio, come già hanno paventato Francia, Austria e Belgio. Questa è anche la richiesta di Greenpeace, che chiede di fermare i voli tra città per cui esistono alternative in treno inferiori alle sei ore.

Un articolo su questo studio è stato pubblicato sul sito di EDJNet a firma di Lorenzo Ferrari e Gianluca De Feo.