Tassonomia verde: 102 eurodeputati chiedono l’esclusione del gas dagli investimenti sostenibili

"Penso che il gruppo contrario al gas stia aumentando", ha detto l'eurodeputato dei Verdi Bas Eickhout. [© European Union 2019 - Source : EP]

Un gruppo di 102 eurodeputati del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione europea di ritirare la proposta di includere il gas nella tassonomia della finanza verde, dicendo che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia l’ha resa obsoleta.

La scorsa settimana, la Commissione europea ha delineato un piano per ridurre la dipendenza dell’Ue dal gas russo di due terzi entro la fine del 2022 come parte di una serie di proposte per diventare indipendenti da tutti i combustibili fossili russi “molto prima del 2030”.

Questi piani contraddicono la proposta della Commissione di inserire il gas naturale nella tassonomia verde come combustibile di transizione, secondo diversi membri del Parlamento europeo. “Accogliamo con favore il vostro piano di rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi”, hanno scritto gli eurodeputati in una lettera rivolta alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e alla commissaria ai servizi finanziari Mairead McGuinness.

“Questo si pone in netto contrasto con la proposta di incentivare gli investimenti in combustibili fossili attraverso il regolamento della tassonomia, deciso dalla Commissione prima dell’invasione russa”, hanno aggiunto, chiedendo all’esecutivo Ue di ritirare la proposta.

La Commissione ha presentato la sua proposta il 2 febbraio. In base al suo contento, le centrali a gas potrebbero essere considerate sostenibili se dovessero contribuire a una riduzione delle emissioni almeno del 55% durante il loro ciclo operativo e se fossero costruite per essere convertite all’utilizzo al 100% di energia rinnovabile o combustibili a basso contenuto di CO2 entro la fine del 2035.

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La scelta della Commissione europea suscita forti critiche sia da parte di alcuni Paesi che di una fetta del Parlamento europeo. Divisioni anche tra gli esperti. La Bei ha già annunciato che non userà questo strumento.

Gas e nucleare possono essere …

Tuttavia, secondo gli eurodeputati, l’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato le priorità dell’Ue. “La nostra dipendenza dal gas russo finanzia la guerra di Putin e permette gli attacchi alla popolazione ucraina”, si legge nella lettera.

“Dovremmo affrontare una transizione per superare l’uso del gas fossile ed evitare l’aumento del suo uso attraverso la costruzione di nuove centrali a gas”, proseguono gli eurodeputati, aggiungendo che la proposta della Commissione fa esattamente il contrario.

La lettera è firmata da 102 eurodeputati provenienti dai cinque principali gruppi al Parlamento europeo: il Partito popolare europeo (Ppe), i socialdemocratici di S&D, i centristi di Renew Europe, i Verdi e la Sinistra. La maggioranza di loro proviene da partiti di sinistra, con solo pochi firmatari del Ppe e di Renew Europe, non abbastanza per rigettare la proposta della Commissione.

In un voto in plenaria, il Parlamento europeo può rifiutare la proposta della Commissione con una maggioranza semplice, ovvero 353 eurodeputati. Ma secondo una fonte parlamentare informata sui fatti, questo non altererà la situazione nell’Eurocamera, dove da tempo i partiti di sinistra hanno espresso la loro opposizione all’inclusione del gas nella tassonomia.

“Un cambiamento reale avverebbe solo se il Ppe cambiasse la sua posizione e si opponesse [alla proposta sulla tassonomia]”, ha detto la fonte a EURACTIV. “Questo potrebbe davvero cambiare la dinamica”.

Altri dissentono, tuttavia, sostenendo che l’invasione russa dell’Ucraina abbia ribaltato la logica. “Penso che sia più probabile che venga bocciata, ad essere onesti”, ha detto Bas Eickhout, un deputato dei Verdi e relatore sulla proposta della Commissione di includere gas e nucleare nella tassonomia.

Mentre le posizioni sul nucleare sono sostanzialmente invariate in Parlamento dopo l’invasione russa dell’Ucraina, egli dice che le cose sono diverse per il gas. “Sul gas, penso che diventi davvero ridicolo”, ha detto Eickhout a EURACTIV. “Fatevi la domanda: definiamo ‘verde’ un investimento nel gas russo da cui siamo così dipendenti? Penso che il gruppo contrario al gas stia crescendo”, ha detto.

“È la nostra dipendenza dal gas russo a finanziare la guerra di Putin e a permettere gli attacchi contro il popolo dell’Ucraina, contro le sue città storiche e, non da ultimo, contro il principio di autodeterminazione, che è alla base della nostra casa europea”, dichiara l’eurodeputata italiana Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde. “È inammissibile che il piano REPowerEU, proposto di recente dalla Commissione, lasci immutato l’atto delegato sulla tassonomia, contemplando la presenza di gas e nucleare tra gli investimenti sostenibili – continua Evi -. Attribuire l’etichetta di sostenibilità a queste due fonti energetiche non farà altro che aumentare la nostra dipendenza dalle importazioni russe, minando alla base l’efficacia del piano REPowerEU e le nostre possibilità di renderci indipendenti dalle fonti fossili puntando sulle rinnovabili”.