Tassonomia, per l’Ue gas e nucleare sono green. Verdi: “Ci opporremo”

Il Commissario europeo per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, Mairead McGuinness, è responsabile dell'attuazione della tassonomia ambientale, attualmente molto discussa. Ciò rischia di segnare il destino della tassonomia sociale. [©European Union, 2022]

La scelta della Commissione europea suscita forti critiche sia da parte di alcuni Paesi che di una fetta del Parlamento europeo. Divisioni anche tra gli esperti. La Bei ha già annunciato che non userà questo strumento.

Gas e nucleare possono essere considerati fonti sostenibili, in quanto utili alla transizione ecologica. La Commissione europea non ha cambiato idea sulla tassonomia verde, limitandosi a modifiche marginali rispetto alla bozza del 31 dicembre.

La tassonomia servirà da guida a governi, banche e fondi per orientare gli investimenti per la transizione verde. Nei giorni scorsi la Banca europea per gli investimenti (Bei) giovedì aveva annunciato che non userà questo strumento, proprio perché non condivide l’idea di inserire nucleare e gas tra gli investimenti sostenibili.

Il testo ora dovrà essere esaminato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, dove rischia di scontrarsi con l’opposizione dei Verdi ma anche di buona parte dei socialisti e di una fetta del Ppe.

Cosa è cambiato nel testo?

Le modifiche introdotte, rispetto alla versione precedente, riguardano la rimozione dei target intermedi, per la conversioni delle centrali a gas naturale verso i gas decarbonizzati, e la parte sulla trasparenza per gli investitori, in modo che siano informati se i prodotti finanziari sono in qualche modo legati a gas e nucleare. La prima modifica era stata chiesta dalla Germania. La seconda dalla Piattaforma per la finanza sostenibile, a cui lo stesso esecutivo Ue si era rivolto per un parere tecnico.

I requisiti per il nucleare prevedono di adottare le migliori tecnologie disponibili e piani per i depositi di rifiuti. Nel caso del gas, invece, i criteri sono più rigidi: le centrali potranno avere “l’etichetta verde” solo se costruite entro il 2030 e per sostituire impianti a carbone o petrolio in un Paese che ha sottoscritto chiari impegni politici a intraprendere la transizione. La questione interessa soprattutto la Polonia, ancora fortemente dipendente dal carbone.

“Gli Stati membri restano pienamente responsabili delle proprie strategie energetiche”. La tassonomia “non rende obbligatori investimenti in alcuni settori” né “proibisce certi investimenti”. “Un punto da ricordare è che resta uno strumento volontario”, ha sottolineato la commissaria alla Finanza sostenibile Mairead McGuinness.

Il documento ha suscitato molte critiche. Comprese quelle di tre commissari europei che hanno deciso di votare contro, tra cui l’austriaco Johannes Hahn, responsabile del Bilancio.

Tassonomia verde: su gas e nucleare esperti Ue e Stati membri sono divisi

Gli esperti della Platform for Sustainable Finance, che la Commissione Ue ha chiamato a pronunciarsi sulla tassonomia verde dell’Unione, hanno detto che il gas e il nucleare non possono essere considerati fonti energetiche “pulite”. Argomento su cui gli Stati membri …

La proposta può essere bocciata?

Ora la palla passa ai Paesi membri e al Parlamento europeo. Il Consiglio europeo può respingere la proposta, ma per farlo serve la maggioranza qualificata inversa rafforzata, vale a dire il 72% degli Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione. Una soglia difficile da raggiungere malgrado alcuni Stati abbiano già annunciato di volersi opporre. Spagna, Austria, Danimarca e Lussemburgo sono contrarie a considerare green gas e nucleare con il rischio che vengano quasi equiparati alle rinnovabili. È più facile invece che il testo venga bocciato dal Parlamento europeo dove basta la maggioranza assoluta ovvero 353 deputati.

Le critiche degli eurodeputati

L’opposizione dei Verdi è nota da tempo. “La decisione della Commissione europea di conferire l’etichetta di sostenibilità a gas e nucleare nella tassonomia verde sconfessa platealmente gli obiettivi del Green Deal nella lotta all’emergenza climatica e disattende la sonora bocciatura degli esperti di finanza europei, che qualche giorno fa avevano ribadito con forza il loro no a gas e nucleare in tassonomia”, dichiara l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde. “Classificare come investimenti sostenibili quelli nel settore del gas e del nucleare significa – aggiunge – di fatto ridicolizzare il Green Deal con una vergognosa operazione di greenwashing e mettere in serio pericolo la credibilità dell’Unione europea”.

Ma anche i socialisti dovrebbero votare contro. Il gruppo si è detto deluso dalla Commissione europea. “Non ha accolto la nostra proposta di una categoria ambra per il gas e il nucleare, di cui alcuni paesi dell’Ue hanno ancora bisogno, ma sicuramente non sono né verdi né sostenibili”, hanno fatto sapere sull’account Twitter del gruppo.

Anche tra le fila del Ppe ci si attende che possano esserci dei voti contrari. “Le critiche alla tassonomia non sono state ascoltate dalla Commissione. Il tentativo di classificare ogni attività economica in base alle caratteristiche di sostenibilità è fallito. È molto probabile che il Parlamento voti su questo atto delegato e il risultato non è scontato”, ha scritto su Twitter l’eurodeputato Markus Ferber, portavoce del Ppe nella commissione Affari economici e monetari.