Tassonomia green, i deputati europei si schierano contro l’inclusione di gas e nucleare

I deputati di cinque diversi gruppi politici hanno tenuto una conferenza stampa a Strasburgo per spiegare perché si oppongono all'inclusione del gas fossile e dell'energia nucleare nella tassononomia europea investimenti verdi. [Parlamento Europeo]

Le commissioni Economia e Ambiente del Parlamento europeo hanno approvato martedì 14 giugno un’obiezione alla proposta della Commissione, che prevede di definire l’energia nucleare e il gas fossile come investimenti verdi nell’ambito della tassonomia della finanza green dell’UE.

L’obiezione alla proposta dell’esecutivo UE, svelata alla fine dello scorso annoha ricevuto il via libera di 76 eurodeputati. I voti contrari sono stati 62 e gli astenuti 4. Ora la mozione sarà sottoposta alla votazione decisiva durante la plenaria di luglio del Parlamento, che avrà l’ultima parola sulla questione.

In plenaria occorrerà una maggioranza semplice – cioè almeno 353 eurodeputati – per bocciare il progetto di inclusone di gas e nucleare nella tassonomia, e il voto della commissione mista è visto come una prova generale di quello in aula.

“Per noi, ovviamente, non è accettabile definire gas e nucleare come sostenibili e consentire ai finanziamenti verdi del futuro di investire su quei progetti”, ha affermato Christophe Hansen, deputato lussemburghese del Partito popolare europeo (PPE), il più grande gruppo politico in Parlamento.

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Gas e nucleare possono essere …

Hansen è intervenuto in una conferenza stampa l’8 giugno insieme ai colleghi di altri gruppi politici, tra cui il centrista Renew Europe, i Verdi, i Socialisti e Democratici (S&D) e la Sinistra.

“Questo non significa che non avremo bisogno, nei prossimi anni, di gas e nucleare”, ha detto Hansen. “Ma siamo dell’idea che non dovremmo abusarne o fare greenwashing della finanza sostenibile per finanziarlo”.

È molto raro che uno spettro così ampio di gruppi politici si opponga a qualcosa “con la stessa voce”, ha detto Silvia Modig, della sinistra, aggiungendo: “Spero che questo faccia capire quanto il Parlamento prende sul serio questo sforzo”.

La risoluzione si oppone alla definizione del nucleare e del gas come ecologici, in particolare in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina e alla gestione del fascicolo sulla tassonomia da parte dell’esecutivo dell’UE.

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La conta della vigilia

Prima del voto, tuttavia, fino all’ultimo è regnata l’incertezza sul fatto che la coalizione di deputati contrari avesse i numeri sufficienti per bloccare la proposta della Commissione.

“Entrambe le votazioni saranno molto serrate”, aveva affermato Bas Eickhout, un eurodeputato olandese dei Verdi che si oppone all’inclusione di nucleare e gas nella tassonomia.

Secondo i calcoli del suo collega Michael Bloss, un eurodeputato verde della Germania, le commissioni parlamentari Economia e Ambiente erano quasi equamente divise sulla questione, con le fazioni favorevoli o contrarie all’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia forti ciascuna di 67 o 68 eurodeputati.

“Se vinciamo, penso che ci sarà uno slancio per la plenaria”, aveva detto Bloss, aggiungendo però che “la votazione [in commissione] non ha un vero significato perché anche se perdiamo, questa stessa obiezione verrà comunque presentata in plenaria”.

Se l’obiezione sarà accolta, l’inclusione del nucleare e del gas fossile sarà ancora votata dall’intero Parlamento europeo a luglio. In caso contrario, sarà ripresentata durante la votazione in plenaria.

L’impatto della guerra in Ucraina

Mentre gruppi come S&D e Verdi si sono opposti all’inclusione dell’energia nucleare e del gas fossile sin dall’inizio, è stata la guerra in Ucraina a convincere molti altri eurodeputati.

“Il gas come combustibile di transizione è morto”, ha detto a EURACTIV Martin Hojsík, un deputato slovacco di Renew, riferendosi all’idea che il gas fossile potrebbe fungere da ponte per cessare l’utilizzo del carbone. Tuttavia, questa idea è stata infranta dallo scoppio della guerra e dalle preoccupazioni sui pagamenti per i combustibili fossili che finanziano la macchina da guerra del Cremlino.

La sua collega di gruppo Emma Wiesner ha criticato le politiche dell’UE per ridurre la dipendenza dal gas russo dopo l’annessione della Crimea, dopo la quale è invece aumentata: “Non possiamo permetterci di ripetere lo stesso errore ed è per questo che dobbiamo opporci a questo greenwashing illegale”, ha detto ai giornalisti.

La possibilità di sostenere ulteriormente il gas russo concedendogli un’etichetta verde non è passata inosservata in Ucraina.

“Gas e nucleare nella tassonomia dell’UE sono un regalo molto chiaro per Putin per alimentare la sua macchina da guerra contro gli ucraini”, ha affermato Svitlana Romanko, un’avvocata ambientale ucraina e coordinatrice della campagna Stand With Ukraine.

“L’UE sta sabotando i propri sforzi per ridurre la dipendenza dalla Russia e porre fine alla guerra in Ucraina”, ha detto a EURACTIV. Ha sottolineato il fatto che i legislatori dell’UE hanno già votato per vietare tutte le importazioni di energia russe, inclusi gas e combustibile nucleare, e ha chiesto ai deputati di sostenere l’obiezione.

Nel frattempo, un membro del parlamento ucraino, Inna Sovsun, ha scritto su Twitter: “Definire il gas come rispettoso del clima è [un] allontanamento dal futuro verde e un regalo per Putin per proseguire la guerra”.

Un’iniziativa per Berlino e Parigi

Lo scetticismo sull’inclusione del gas nucleare e fossile trova eco anche nel mondo finanziario. Durante un’audizione pubblica lunedì 30 maggio, Nancy Saich, esperta capo sui cambiamenti climatici della Banca europea per gli investimenti (BEI), ha spiegato che gli investitori in cerca di investimenti verdi non sono desiderosi di destinare i propri soldi al nucleare e al gas.

“Vogliamo utilizzare le nostre risorse per concentrarci sulle soluzioni a basse emissioni di carbonio perché la crisi climatica è urgente”, ha aggiunto.

Da quando la proposta è stata presentata, ci sono state critiche sul fatto che si trattasse di una mossa puramente politica per soddisfare l’industria nucleare francese e l’appetito della Germania per il gas, piuttosto che una decisione basata sulla scienza o sui desideri del mercato.

Il piano sulla tassonomia è stato “manomesso a favore di Germania e Francia”, ha detto l’eurodeputato olandese del gruppo dei Socialisti e democratici, Paul Tang.

“Questo denaro privato che è necessario per la transizione sta andando verso i paesi più grandi, che sono perfettamente in grado di finanziare la transizione da sé, e quindi sempre più delegazioni S&D si stanno rendendo conto che questo non va a vantaggio [delle delegazioni nazionali]”, ha aggiunto.

“Questo voto in definitiva riguarda se trasformeremo la tassonomia in uno strumento meno basato sulla scienza e sul mercato e molto più politico”, ha affermato Hojsík.

Tuttavia, secondo gli esperti, l’energia nucleare può dare un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE.

Al dibattito sulla tassonomia, l’euoparlamentare francese di Renew Europe, Gilles Boyer, si è espresso a favore del nucleare, affermando che è necessario per raggiungere gli obiettivi dell’UE di indipendenza energetica e eliminazione graduale dei combustibili fossili.

“Possiamo davvero immaginare che saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi senza investire fondi extra nell’energia nucleare?” ha detto.

Parlando a EURACTIV, ha spiegato che i trattati dell’UE sono chiari sul fatto che ogni paese dell’UE può scegliere il proprio mix energetico. Alcuni paesi dell’UE hanno scelto il nucleare a causa della mancanza di emissioni di carbonio e della sicurezza dell’approvvigionamento, ha aggiunto.

Ha citato poi una valutazione del centro di ricerca congiunto della Commissione europea che ha rilevato che l’impatto dell’intero ciclo di vita dell’energia nucleare sugli esseri umani e sull’ambiente è al di sotto dei livelli considerati nocivi.

“La discussione su gas e nucleare, che va avanti da tempo, è forse diventata più mainstream dall’inizio della guerra in Ucraina”, ha detto Boyer a EURACTIV.

“Penso che alcune persone che forse non avevano considerato alcuni dei vantaggi di una fornitura affidabile di energia nucleare a emissioni zero abbiano riconsiderato le loro opinioni. Credo che molti abbiano rafforzato la loro determinazione sul fatto che l’UE debba allontanarsi dal gas russo il prima possibile e che questa necessità sia diventata ancora più urgente”, ha aggiunto.

L’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia potrebbe aiutare la flotta nucleare francese, che sta progressivamente invecchiando. Il Paese ha più di 56 reattori, molti dei quali stanno per raggiungere o superare i 40 anni di età.

Nell’ottobre 2020, la società energetica francese EDF ha stimato che sono necessari investimenti per 49,4 miliardi di euro per mantenere in attività i reattori che hanno più di 40 anni.

Se il nucleare non riuscirà a far parte della tassonomia, la sopravvivenza di EDF nella sua forma attuale potrebbe essere messa in discussione, minacciando la sicurezza energetica della Francia, affermano gli osservatori.

La Germania, nel frattempo, ha assunto una posizione ambigua. Nel suo feedback a Bruxelles, Berlino ha inizialmente ribadito la sua opposizione al nucleare mentre ha invitato la Commissione europea ad allentare le restrizioni sul gas fossile nella transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio. In seguito, però, ha affermato che si sarebbe opposta all’inclusione nella tassonomia sia del gas fossile che dell’energia nucleare.