Tassonomia green, i criteri per considerare sostenibili gas e nucleare dividono gli Stati membri

Il primo rettore della centrale nucleare in costruzione a Hinkley Point, nel Regno Unito. [EDF Energy]

Il 1° gennaio la Commissione europea ha annunciato l’inizio delle discussioni con il gruppo di esperti degli Stati membri e la Piattaforma per la finanza sostenibile sulla parte della nuova tassonomia degli investimenti verdi riguardante l’energia nucleare e il gas naturale. La decisione di considerare sostenibili queste forme di energia – sebbene fosse già stata preannunciata dalle recenti prese di posizione di diversi esponenti dell’esecutivo UE – ha suscitato le proteste delle organizzazioni ambientaliste e di diversi Stati membri contrari al nucleare.

Il documento, la cui bozza è stata vista in anteprima da EURACTIV ed è scaricabile qui, contiene una lista delle attività economiche e dei criteri che dovranno soddisfare per essere considerate sostenibili. Limitando l’etichetta ‘verde’ a progetti che dovrebbero essere davvero rispettosi del clima, il sistema mira a rendere questi investimenti più attraenti per il capitale privato e a fermare il fenomeno del greenwashing, quando le aziende o gli investitori sopravvalutano le loro credenziali eco-compatibili.

I criteri di sostenibilità di gas e nucleare

Secondo la bozza, gli investimenti nelle centrali nucleari saranno considerati sostenibili se i progetto prevedono un piano, dei fondi e un sito per smaltire in sicurezza i rifiuti radioattivi, e se i permessi di costruzione saranno stati ottenuti prima del 2045.

Anche l’estensione del ciclo di vita delle centrali esistenti sarà considerata verde, “in considerazione dei lunghi tempi di realizzazione degli investimenti in nuova capacità di generazione nucleare”. Le vecchie centrali, però, dovranno “includere modifiche e aggiornamenti di sicurezza” per garantire che siano conformi ai “più alti standard di sicurezza realizzabili”.

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Per quanto riguarda le centrali elettriche a gas naturale, sarebbero considerate sostenibili – afferma la bozza – se producono emissioni inferiori a 270 g di CO2 equivalente per ogni kilowattora prodotto, se sostituiscono un impianto a combustibili fossili più inquinante, e a patto he ricevano un permesso di costruzione entro il 31 dicembre 2030. Tali impianti dovranno poi soddisfare altre condizioni, tra cui essere tecnicamente attrezzati per bruciare gas a basse emissioni di carbonio.

La produzione di gas e energia nucleare verrebbe definita ‘verde’ in quanto attività “di transizione”, cioè non completamente sostenibile, ma che ha emissioni inferiori alla media del settore e non blocca l’Europa in attività inquinanti durante il passaggio all’utilizzo esclusivo di energia pulita.

“Tenendo conto dei pareri scientifici e degli attuali progressi tecnologici, nonché delle diverse sfide di transizione tra gli Stati membri, la Commissione ritiene che il gas naturale e il nucleare abbiano un ruolo come mezzo per facilitare la transizione verso un futuro prevalentemente basato sulle energie rinnovabili”, ha dichiarato la Commissione nella sua nota nota.

A quanto risulta a EURACTIV, gli Stati membri hanno tempo fino al 12 gennaio per fornire un feedback sulla proposta, che dovrebbe essere pubblicata entro questo mese. Una volta pubblicata, non potrà più essere modificata e dovrà passare all’esame del Parlamento e del Consiglio europeo. Soltanto quest’ultimo organo ha il potere di respingerla, ma – trattandosi di un atto delegato – per riuscirci occorre una maggioranza qualificata di almeno 20 paesi.

Le critiche

La proposta di considerare il gas e il nucleare sostenibili ha suscitato polemiche in tutta l’Unione, soprattutto nei paesi contrari all’energia atomica, il cui inserimento nella tassonomia è stato sostenuto soprattutto da Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria.

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Sabato 1° gennaio, appena diffuse le bozze della proposta della Commissione, il ministro dell’Energia del Lussemburgo, Claude Turmes, ha scritto su Twitter che con questa scelta si rischia di incentivare il greenwashing, invece di ridurlo.

Parole simili sono arrivate anche dal neoministro tedesco per la Protezione del clima e vicecancelliere, il verde Robert Habeck, secondo cui la decisione della Commissione “indebolisce la definizione di sostenibilità” e la Germania non potrà approvare la tassonomia se essa include il nucleare. Proprio il 31 dicembre, peraltro, in Germania hanno terminato le operazioni altri tre reattori nucleari, sulla base del piano di uscita dall’atomo voluto da Angela Merkel dopo il disastro nell’impianto giapponese di Fukushima, nel 2011.

Anche l’omologa austriaca di Habeck, la ministra Leonore Gewessler, è stata netta nel ribadire l’opposizione del suo paese al piano della Commissione e l’intenzione, annunciata a novembre in un’intervista a EURACTIV, di citare in tribunale l’UE se il nucleare verrà mantenuto nella tassonomia.

La polemica che divide gli Stati membri riguarda soprattutto il nucleare, mentre l’inserimento nella tassonomia del gas naturale sembra aver trovato l’accordo degli Stati membri, diversi dei quali (tra cui proprio la Germania, che si basa ancora moltissimo sulle centrali a carbone) considerano il suo utilizzo fondamentale nel periodo di transizione.

Il gas naturale emette circa la metà delle emissioni di CO2 del carbone quando viene bruciato nelle centrali elettriche, ma le infrastrutture del gas spesso presentano problemi di perdite di metano, un potente gas serra.

I consulenti esperti dell’UE avevano raccomandato che gli impianti a gas non fossero etichettati come investimenti verdi a meno che non rispettassero un limite inferiore di emissioni di 100 g di CO2/kWh, sulla base dei profondi tagli alle emissioni che gli scienziati ritengono necessari per evitare disastrosi cambiamenti climatici.

Secondo le ong ambientaliste, la Commissione, concedendo così poco tempo per esaminare il documento “altamente complesso e controverso” (come ha affermato il WWF), sta cecando di eludere il controllo sul progetto, dal momento che la maggior parte delle consultazioni a Bruxelles dura quattro settimane.

“La Commissione europea non avrebbe potuto fare di più per affossare questa proposta”, ha affermato il portavoce del WWF sulla finanza sostenibile, Henry Eviston. “Per il gas fossile e il nucleare, otteniamo un documento scritto a porte chiuse e pubblicato a Capodanno. Se l’UE ha fiducia in questa proposta, deve tenere una consultazione pubblica”.