Tassonomia green: Austria pronta a portare l’Ue in tribunale contro l’inclusione del nucleare

La ministra austriaca Leonore Gewessler ha spiegato a EURACTIV perché l'energia nucleare non dovrebbe essere inclusa nelle regole di finanza sostenibile dell'UE. [Parlamentsdirektion / Thomas Jantzen]

La ministra austriaca per l’Energia e il clima, Leonore Gewessler, ha dichiarato a EURACTIV in un’intervista esclusiva che il suo paese è pronto a citare in giudizio l’UE se l’energia nucleare verrà inclusa nella tassonomia sulla finanza sostenibile dell’Unione.

A ottobre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’esecutivo dell’UE avrebbe presto presentato delle proposte per inserire gas e nucleare nella tassonomia della finanza sostenibile dell’UE, una serie di regole progettate per fornire agli investitori una definizione comune di quali siano gli investimenti che l’Unione considera ‘verdi’.

Un gruppo di dodici Stati membri, guidati da Francia e Finlandia, vuole includere l’energia nucleare, sostenendo che è una fonte di energia a basse emissioni di carbonio e che i rifiuti radioattivi possono essere gestiti in sicurezza se vengono prese misure appropriate.

Tuttavia, Vienna sarebbe pronta a contestare tale decisione davanti alla Corte di giustizia europea, ha affermato Leonore Gewessler, ministro austriaco per la protezione del clima e per l’Energia.

“Non esiste una base giuridica per includere l’energia nucleare nella tassonomia dell’UE”, ha affermato Gewessler, aggiungendo che “se la tassonomia dell’UE include l’energia nucleare, siamo pronti a contestarla in tribunale”.

L’Austria è al centro di un’alleanza di cinque paesi che riunisce Danimarca, Germania, Lussemburgo e Portogallo, che cerca di impedire l’inclusione dell’energia nucleare nelle regole della finanza verde dell’UE. L’alleanza è stata lanciata durante il vertice sul clima COP26 a Glasgow.

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“L’energia nucleare …

Analisi giuridica

Per Gewessler, quando si decide come classificare il nucleare secondo le regole della finanza verde dell’UE “è in gioco la credibilità della tassonomia” .

All’inizio di quest’anno, il ministero austriaco dell’Energia e del clima ha commissionato un’analisi giuridica dalla quale è emerso che “l’inclusione dell’energia nucleare non è compatibile con la base giuridica dell’articolo 10 del regolamento sulla tassonomia”, ha detto Gewessler. “Abbiamo una grande responsabilità qui, in termini di tassonomia, per rimanere coerenti” con le ambizioni del Green Deal europeo e mantenere la fiducia dei mercati finanziari, ha aggiunto.

“I notevoli danni causati dall’energia nucleare sono storicamente ben documentati”, ha spiegato la ministra, citando “i pericoli dell’energia nucleare stessa” evidenziati dai disastri di Chernobyl e Fukushima.

Anche lo smaltimento sicuro del combustibile radioattivo esaurito è motivo di preoccupazione. “Non abbiamo ancora trovato una soluzione globale per la questione dello stoccaggio finale”, ha detto Gewessler. Inoltre, l’energia nucleare “è troppo costosa e troppo lenta [da implementare] per dare un contributo” agli obiettivi climatici dell’UE.

Il reattore francese di nuova generazione attualmente in costruzione a Flamanville, la cui realizzazione è iniziata nel 2007, ha subito enormi ritardi, e il suo completamento ora è previsto nel 2023, mentre i costi sono quintuplicati, ha osservato la ministra.

All’inizio di questo mese, il principale eurodeputato francese, Pascal Canfin, ha proposto di inserire l’energia nucleare e il gas nella tassonomia come fonti energetiche di “transizione”, mentre l’Unione persegue la sua transizione alle fonti di energia rinnovabile.

Il suggerimento di Canfin è di definire il gas come un investimento di “transizione” quando sostituisce il carbone, purché vengano rispettate rigorose soglie di emissione. Gewessler, però, ha respinto anche questa proposta: “Solo perché qualcosa è meno dannoso del carbone, ciò non lo rende buono o sostenibile. È ancora energia fossile”, sostiene.

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Secondo la ministra, in caso di ricorso in tribunale l’Austria potrà contare sull’appoggio di Germania e Spagna: “La Spagna condivide in toto la posizione dell’Austria, non vede bene l’inserimento nella tassonomia né dell’energia nucleare né del gas naturale, e lo ha già chiarito da molto”.

La Spagna non si è accodata all’alleanza antinucleare di cinque paesi UE annunciata alla Cop26, però “mesi fa ha inviato alla Commissione una lettera congiunta [con l’Austria e altri] sull’energia nucleare. Non c’è spazio tra di noi”, ha spiegato Gewessler. Inoltre, si può sempre contare sulla vicina Germania.

“L’energia nucleare non può essere una soluzione alla crisi climatica, è troppo rischiosa, è troppo lenta, è troppo costosa”, ha spiegato l’11 novembre la ministra tedesca uscente dell’Ambiente, Svenja Schulze, secondo cui “nessun attivista per il clima dovrebbe fare affidamento sull’energia nucleare”.

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