Sviluppo sostenibile, la pandemia ha rallentato i progressi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030

Il commissario europeo all'economia Paolo Gentiloni ha presentato il rapporto 2021 sullo sviluppo sostenibile di Eurostat. [EPA-EFE/ANTONIO COTRIM]

Martedì 15 giugno Eurostat ha pubblicato il report 2021 sullo sviluppo sostenibile, analizzando i progressi verso il raggiungimento dei 17 obiettivi adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015.

Il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni ha fatto il punto sul rapporto 2021, sottolineando che mentre l’attenzione mediatica e della Commissione si è concentrata sulla pandemia in quest’ultimo anno, il lavoro per proseguire nell’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile non si è fermato.

“Il Green Deal europeo, il pilastro sociale e la strategia digitale sono alcuni dei progetti su cui l’Ue sta lavorando”, ha detto Gentiloni. “Le riforme sostenute dal piano Next Generation Eu daranno a loro volta un contributo importante verso il raggiungimento degli obiettivi”.

Nel report di quest’anno è stato agigunto un capitolo, che evidenzia l’impatto del Covid-19 sui progressi verso il raggiungimento degli obiettivi. Gli oltre 30 milioni di casi di positività e più di 600.000 morti in più dovute alla pandemia hanno influito sugli indicatori di benessere del continente, come la speranza di vita.

Il Covid-19 è stato un fattore di disuguaglianza (obiettivo 10), colpendo maggiormente la fascia più anziana della popolazione, le persone con malattie pre-esistenti e chi viveva in condizioni disagiate. Inoltre, la pandemia ha avuto ovviamente conseguenze economiche, con una contrazione complessiva del Pil di tutta l’Ue del 6,2% rispetto al 2019.

Il mercato del lavoro ha subito le conseguenze della pandemia. A essere più colpiti sono stati i giovani: il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 29 anni è salito dal 12,6% al 13,7% in un anno. Anche i residenti non-Ue hanno visto aumentare il numero di disoccupati in proporzione molto maggiore rispetto ai cittadini europei.

Infine, il consumo di energia è sceso, con un minore utilizzo di trasporti privati e pubblici: i voli si sono quasi fermati, così come i viaggi in auto. Anche il consumo di elettricità è sceso nel 2020 rispetto all’anno precedente.

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In politica europea, “sviluppo sostenibile” è stato per anni un termine chiave, espressione à la page che indica uno sviluppo economico attento all’ambiente. Ma cosa significa veramente e come viene interpretato dall’UE? In questo articolo chiariamo …

L’area che ha visto il maggiore progresso è l’obiettivo 16, “Pace, giustizia e istituzioni forti”. La percentuale di cittadini che riportano crimini e violenze avvenute nelle loro aree abitate è scesa di oltre 2 punti percentuali tra il 2014 e il 2019. Nello stesso periodo, la spesa pubblica per i tribunali nell’Ue è aumentata di circa il 16%.

Anche la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale (obiettivo 1) ha fatto passi in avanti, con 12,7 milioni di persone a rischio in meno tra il 2015 e il 2019. Dati neutri invece per l’obiettivo 13, la lotta ai cambiamenti climatici. Finora, i dati stimano una riduzione delle emissioni di gas serra del 25% rispetto al 1990, ma serve un impegno maggiore per raggiungere l’obiettivo del 55% nel 2030.

Per quanto riguarda invece l’energia pulita (obiettivo 7), il consumo è salito tra il 2014 e il 2019, un’indicazione della necessità da parte dell’Ue di fare di più per raggiungere l’obiettivo 2030 di aumentare l’efficienza energetica del 32,5%. Inoltre, i combustibili fossili costituiscono ancora più della metà del consumo europeo.

“In conclusione, la pandemia ha reso ancora più difficile raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma sono convinto che con le misure senza precedenti che stiamo prendendo, in particolare con Next Generation Eu, riusciremo a rimetterci in carreggiata e che in due o tre anni diversi indicatori saranno migliori di quelli di oggi”, ha detto Gentiloni.