Ristrutturazioni, mutui verdi e una nuova Bauhaus: l’Ue punta sull’edilizia green

L’obiettivo della nuova strategia è ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030, creando fino a 160.000 posti di lavoro in più nel settore edile.

Gli edifici consumano circa il 40% dell’energia e rilasciano il 36% delle emissioni di gas serra dell’Ue, ma ogni anno solo l’1% è sottoposto a lavori di efficientamento energetico. Per raggiungere il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% per il 2030, l’Ue dovrà ridurre le emissioni degli edifici del 60%, il loro consumo energetico del 14% e, in particolare, il consumo dovuto agli impianti di riscaldamento e raffreddamento del 18%. Per rimuovere gli ostacoli alle ristrutturazioni ‘verdi’ la Commissione europea ha presentato un piano che prevede incentivi per proprietari e inquilini, finanziamenti tramite il NextGeneration Eu e altri fondi europei e assistenza per preparare e attuare progetti di ristrutturazione.

35 milioni di ristrutturazioni

L’obiettivo è ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030, creando fino a 160.000 posti di lavoro “verdi” in più nel settore delle costruzioni. La strategia includerà regolamenti, standard normativi e informazioni più rigorosi sulla prestazione energetica degli edifici, con migliori incentivi per le ristrutturazioni del settore pubblico e privato. Verranno introdotti gradualmente standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti, regole aggiornate per i certificati di prestazione energetica e per le estensioni degli edifici e nuovi requisiti di ristrutturazione per il settore pubblico. Inoltre, da giugno 2021 l’esecutivo Ue potrebbe decidere di introdurre un livello minimo di energia rinnovabile negli edifici. 

“Proporremo modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, finanziamenti Ue più consistenti e maggiore assistenza tecnica, incoraggeremo i mutui verdi e sosterremo l’aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffredamento: tutti elementi che creeranno un nuovo contesto per i proprietari di abitazioni, i locatari e le autorità pubbliche”, ha spiegato la commissaria per l’Energia Kadri Simson.

Questi interventi saranno finanziati attraverso diversi strumenti, tra cui: parte dei fondi del Recovery and resilience Facility, la finestra “Infrastrutture sostenibili” di InvestEu, parte dei fondi della politica di coesione nell’ambito di React Eu. Anche le risorse del Just Transition Mechanism per le regioni in transizione potranno essere sfruttate per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Una nuova Bauhaus

Tra gli obiettivi della Commissione Ue c’è anche quello di creare una nuova Bauhaus europea.  Il richiamo alla scuola fondata da Walter Gropius, operante in Germania dal 1919 al 1933, vuole indicare la necessità di coniugare tecnologia e creatività, come ha sottolineato la presidente dell’esecutivo Ue Ursula von der Leyen.

“La nuova Bauhaus sarà un forum di discussione, un laboratorio, un acceleratore per nuove soluzioni, un hub e un luogo di incontro per i cittadini interessati all’argomento”, spiega Von der Leyen. Il percorso si strutturerà in tre fasi: la progettazione, che coivolgerà designer, architetti, artisti, ingegneri e scienziati, la realizzazione nel 2022 di 5 progetti in diversi Paesi Ue e la “diffusione delle idee”.