Rifiuti, stop all’export al di fuori dell’Ue: industrie del settore sul piede di guerra

Un sistema per comprimere i rottami metallici in un sito di smistamento e raccolta nel distretto di Shijingshan di Pechino, in Cina nel 2016. EPA/ROLEX DELA PENA

La Commissione europea propone misure stringenti per evitare che i rifiuti metallici vengano esportati al di fuori dell’Europa, per essere smaltiti in un modo che non ha nulla a che vedere con le regole europee sul corretto smaltimento e sul riciclo. Le aziende del settore sono sul piede di guerra.

La proposta della Commissione: riciclare nell’Ue

Un famoso proverbio popolare dice che “i panni sporchi si lavano in casa”. L’idea è che  si deve provare a risolvere i problemi nel contesto in cui sono emersi, e non al di fuori. Questo proverbio potrebbe essere reinterpretato più o meno così: “i rifiuti sporchi si riciclano a casa”. Anche in questo caso, infatti, il tema è quello di non scaricare il problema (o letteralmente i rifiuti) al di fuori dell’UE, ma di risolverlo a casa, a monte.
Le proposte dell’UE mirano a limitare l’esportazione di materiali di scarto come metalli, plastica e tessuti nell’ambito dell’azione che mira ad aumentare il riciclaggio all’interno del territorio dell’UE. Ma perché la Commissione vuole fermare l’esportazione di rifiuti che vengono spediti nei paesi emergenti? Perché spesso questa è una strategia per liberarsene: i rifiuti, una volta arrivati nei paesi di destinazione, vengono semplicemente scaricati piuttosto che riciclati.
Un portavoce dell’UE per gli affari ambientali ha detto che la Commissione europea non sta pianificando un divieto generale su tutte le esportazioni di rifiuti, e ha ribadito che i regolamenti assicurano che l’UE non “esporterà i suoi problemi al di fuori dei suoi confini”. I rifiuti dunque si riciclano (correttamente) a casa.

32,7 milioni di tonnellate di rifiuti esportati fuori dall’UE

Il flusso di rifiuti made in EU che vengono portati al di fuori dell’Unione è ingente. Nel 2020, secondo Eurostat, l’ufficio di statistica europeo, le esportazioni Ue di rifiuti verso Paesi extra Ue hanno raggiunto 32,7 milioni di tonnellate, registrando un aumento del 75% rispetto ai valori del 2004; al contrario, le importazioni sono scese a 16 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 10% rispetto al medesimo riferimento del 2004.
Ma dove vengono portati tutti questi rifiuti? La destinazione principale dei rifiuti europei è la Turchia, dove sono stati scaricate 13,7 milioni di tonnellate nel 2020; in questo se prendiamo come riferimento i dati del 2004 vediamo che la quantità è più che triplicata. Ma poi arrivano anche in India, dove sono state portate 2,9 milioni di tonnellate di rifiuti Ue, nel Regno Unito, dove ne sono arrivate 1,8 milioni di tonnellate, in Svizzera dove le tonnellate sono state 1,6 milioni, ma anche in Norvegia con 1,5 milioni di tonnellate, in Indonesia e Pakistan, entrambi con 1,4 milioni di tonnellate. Verso il Pakistan le esportazioni sono più che decuplicate, mentre sono crollati i flussi verso la Cina.
Un flusso che per la Commissione deve essere fermato.

La reazione dell’industria del riciclaggio

L’industria europea del riciclaggio dei metalli però non ha preso bene la notizia. Con la proposta dalla Commissione europea di limitare le esportazioni per incoraggiare il corretto riciclaggio l’intero settore potrebbe crollare: questo l’allarme dei membri del Bureau of International Recycling (BIR), un’associazione mondiale dell’industria del riciclaggio che rappresenta più di 700 aziende del settore privato.
I nuovi regolamenti creerebbero un’eccedenza di materiale in Europa, perchè i riciclatori europei non hanno abbastanza capacità per trattarli tutti, e interromperebbero il flusso di rottami metallici e altri materiali verso gli acquirenti al di fuori dell’UE.
“Le restrizioni all’esportazione non porterebbero a niente di meno di un collasso dell’attuale forte infrastruttura verde che si basa sull’accesso senza ostacoli ai mercati finali di tutto il mondo”, ha spiegato Murat Bayram di European Metal Recycling durante l’annuale World Recycling Convention del BIR.

“Il peggio che può accadere con la revisione del regolamento sulle spedizioni di rifiuti è un aumento dei divieti di esportazione ingiustificati e l’inclusione di barriere tecniche al commercio, come la richiesta di condizioni aziendali esattamente uguali fuori dall’UE e all’interno dell’UE, che renderanno le esportazioni impossibili”, ha detto a Reuters Ross Bartley, direttore ambientale e commerciale di BIR.
L’adozione di proposte legislative sulle spedizioni di rifiuti è stata programmata per la fine di quest’anno, ma non si sa ancora esattamente quando.

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