Recovery, gas escluso dai finanziamenti che arriveranno dai green bond dell’Ue

I green bond emessi dall’Ue non finanzieranno i progetti che prevedono l’uso di gas naturale inclusi nei piani nazionali di ripresa e resilienza, secondo il nuovo quadro regolatori presentato dalla Commissione europea martedì 7 settembre.

Il mercato globale delle obbligazioni verdi, progettato per finanziare attività sostenibili, riceverà un impulso senza precedenti dall’Europa a partire dal prossimo mese, quando la Commissione inizierà a emettere le i primi green bond per finanziare il suo fondo di rilancio ‘Next Generation EU’.

L’Ue prevede di coprire almeno il 30% del fondo per la ripresa post-pandemia da 800 miliardi di euro con obbligazioni verdi, rendendo l’Unione il campione mondiale di questi prodotti finanziari e raddoppiando l’importo attuale di questo tipo di debito sui mercati.

L’Ue sta lavorando a una classificazione delle attività verdi (tassonomia) che diventerà la base dello standard sui green bond proposto lo scorso luglio.

L'Ue vara le nuove regole sulla finanza verde, ma rimanda la decisione sul nucleare e il gas naturale

Secondo un documento visionato in anteprima da EURACTIV, la Commissione europea prevede di ritardare la decisione sull’inclusione delle centrali nucleari e di quelle a gas naturale tra gli investimenti sostenibili in base alle nuove regole sulla finanza verde che …

Si prevede che i negoziati su questo nuovo standard tra gli Stati membri e il Parlamento europeo dureranno diversi anni.

Per questo motivo, lunedì la Commissione ha proposto di utilizzare il quadro già esistente per i green bond considerati per il Recovery Fund.

Questo quadro, valido per il periodo di sei anni di ‘Next Generation EU’, si baserà sui principi dei green bond dell’International Capital Market Association.

Per garantire il rispetto dei principi di sostenibilità, la Commissione prevede inoltre una doppia rendicontazione indipendente per confermare che i proventi delle obbligazioni siano stati destinati a progetti ‘verdi’ e per monitorare l’impatto ambientale degli investimenti finanziati con tali obbligazioni.

Il finanziamento di progetti di energia nucleare e gas che sono fonte di controversie tra gli Stati membri e all’interno del Parlamento europeo, sarà escluso dal quadro dei green bond per il fondo di recupero, ha confermato un alto funzionario dell’Ue.

Nell’ambito di ‘Next Generation EU’, gli Stati membri potrebbero richiedere finanziamenti per iniziative sul gas per la transizione verso un’economia a minore impronta di CO2. Ma questi progetti saranno finanziati da obbligazioni standard.

L’esclusione del nucleare e del gas dal finanziamento ‘verde’ del Recovery Fund potrebbe ostacolare le loro possibilità di entrare a far parte della tassonomia dell’Ue: la valutazione dovrebbe arrivare in autunno.

Di conseguenza, nucleare e gas potrebbero essere tagliati fuori da una fonte di finanziamento in rapida crescita, dato che “i green bond saranno ancora più attraenti di altri bond”, come ha detto lunedì il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn.

Fino a oggi, sono stati undici gli Stati membri ad avere emesso obbligazioni ‘verdi’, mentre altri quattro hanno annunciato l’intenzione di farlo. “Gli europei stanno guidando questo sviluppo”, ha aggiunto Hahn, riferendosi al mercato dei green bond.

Lunedì, la Commissione ha anche offerto maggiori dettagli sulla sua strategia di finanziamento per il fondo di ripresa. L’esecutivo dell’Ue sta pianificando entro la fine dell’anno tre ulteriori operazioni, coordinate tramite un gruppo di banche, per raccogliere 35 miliardi di euro tra gli investitori per finanziare gli investimenti degli Stati membri e le proposte di riforma.

Tale importo sarà integrato dai fondi raccolti tramite gli incassi Ue nelle aste che si svolgeranno a partire da settembre, a seconda delle esigenze di finanziamento dei fondi di recupero nazionali.