Polonia: estesa la concessione della miniera di Turow nonostante le proteste internazionali

Turow-800x450-1 [MEDIA WNET / Flickr]

Il ministero del clima polacco ha esteso la concessione per la miniera di carbone a cielo aperto di Turów fino al 2044, facendo indignare gli attivisti ambientali, che hanno detto che la mossa avrebbe peggiorato la crisi climatica. La Commissione ha sottolineato come tale scelta potrebbe escludere la regione in cui si trova la miniera dal “Just Transition Fund”.

La decisione arriva mentre la Corte di giustizia dell’Unione europea è pronta a decidere all’inizio di maggio se la miniera, situata vicino al confine ceco e tedesco, dovrà chiudere immediatamente, dopo una causa intentata dalla Repubblica Ceca a febbraio.

La Repubblica Ceca ha detto che Varsavia ha già violato la normativa dell’Unione con una precedente estensione dell’estrazione a Turów fino al 2026. Nel frattempo, i cittadini cechi che vivono nei pressi della miniera sostengono che l’impianto, oltre a causare livelli pericolosi di inquinamento atmosferico e acustico, ha inquinato l’acqua della vicina falda freatica.

“Estendere la concessione significa contribuire a un ulteriore peggioramento della crisi climatica”, ha detto Greenpeace in un comunicato.

Carbone: la miniera che infiamma lo scontro tra Polonia, Repubblica Ceca e Germania

La miniera di Turow continua a creare tensioni tra Varsavia e i Paesi confinanti. Martedì il Parlamento polacco ha discusso della causa presentata da Praga alla Corte di giustizia Ue per chiedere la chiusura dell’impianto.

Quando a marzo il governo ceco …

“Le azioni della Polonia mostrano un totale disprezzo per il diritto dell’Ue”, denuncia Zala Primc, attivista di Europe Beyond Coal.

Il ministero del Clima polacco sostiene di aver agito nell’interesse pubblico, poiché Turów fornisce lignite a una vicina centrale elettrica, di cui è proprietario il gruppo energetico statale PGE, che fornisce circa il 5% dell’energia della Polonia.

PGE ha detto che una chiusura improvvisa della miniera Turów, che insieme alla centrale elettrica dà lavoro a tante persone, potrebbe portare al collasso economico la provincia e scuotere “la stabilità del sistema energetico della Polonia”.

L’azienda, che progetta una nuova unità da 496 MW nella centrale di Turów, ha dichiarato di aver iniziato i lavori per ridurre la polvere e il rumore.

I paesi dell’Ue hanno concordato di azzerare le loro emissioni nette di gas serra entro il 2050. La Polonia, che genera circa il 70% della sua elettricità dal carbone, resta l’unico paese dell’Ue che non si era impegnato a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione nel 2019.

Lunedì 3 maggio la Commissione ha sottolineato come questa vicenda di Turów possa comportare l’esclusione della Bassa Slesia, la regione in cui si trova il villaggio in questione, dal fondo di transizione verde dell’Unione europea.

Quest’ultimo – chiamato anche “Just Transition Fund” – è dotato di 17,5 miliardi di euro, ricavati dal bilancio dell’Unione e dal fondo di recupero per il COVID-19, ed è stato istituito per aiutare le regioni a chiudere le industrie di combustibili fossili e per sostituirle con imprese e lavori verdi.