Natura 2000 Day: la strategia europea per tutelare l’ambiente

Un lupo nella neve durante un freddo inverno nel 'parco nazionale della foresta bavarese a Neuschoenau in Germania EPA/ARMIN WEIGEL

La Commissione Europea sta diventando severa nei confronti della tutela della biodiversità con una nuova serie di “obiettivi per la conservazione della natura” che saranno pubblicati il prossimo anno, e che secondo l’esecutivo dell’UE saranno applicati rigorosamente.

Dopo diverse settimane di ritardo a causa della pandemia COVID-19, la Commissione Europea sta finalmente portando avanti la sua nuova strategia per la biodiversità per il 2030, pubblicata mercoledì (20 maggio) insieme ad una strategia europea farm-to-fork che si concentra sull’implementazione del biologico e dell’ecologico nel settore agroalimentare.

Con questa nuova spinta verso la tutela della biodiversità, la Commissione Europea mira a “mettere in moto un cambiamento sistemico” nel modo in cui le politiche di conservazione della natura sono gestite a livello europeo.

“Per troppo tempo la biodiversità è stata legata ad una sorta di romanticismo verde”, ha detto il commissario UE per l’ambiente Virginijus Sinkevičius, che ha parlato ai giornalisti martedì (19 maggio), prima della pubblicazione del piano.

Ma la protezione della biodiversità è anche un imperativo economico, sostiene Sinkevičius.

“Quasi la metà del PIL globale dipende dalla natura e dai beni che essa garantisce”, ha affermato l’esecutivo dell’UE nella sua strategia, citando un recente studio del World Economic Forum.

I settori che contribuiscono maggiormente alla perdita di biodiversità sono l’edilizia, l’agricoltura e l’industria alimentare e delle bevande, “tutti fortemente dipendenti dalla natura, e insieme generano quasi 7,3 trilioni di euro nell’economia”, aggiunge.

E anche i benefici economici derivati dalla protezione della natura potrebbero essere notevoli, con profitti annuali che vanno dai 49 miliardi di euro nell’industria ittica ai 3,9 trilioni di euro nel settore assicurativo, afferma la Commissione, citando una ricerca pubblicata sulla rivista Science.

Un importante rapporto delle Nazioni Unite pubblicato lo scorso anno ha rivelato che 1 milione di specie sono a rischio di estinzione, con impatti potenzialmente catastrofici sull’umanità, tra le quali le più evidenti sono la carenza di acqua dolce e l’instabilità climatica.

Obiettivi giuridicamente vincolanti

L’anno prossimo, l’esecutivo dell’UE intende invertire queste tendenze, con una nuova serie di “obiettivi di risanamento della natura da parte dell’UE” che siano giuridicamente vincolanti e che mireranno a “risanare ecosistemi sani e resilienti”.

Tra questi vi saranno nuovi obiettivi per il recupero delle foreste primarie e delle foreste secolari, considerate le più ricche di biodiversità e che “continuano a rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera”.

“Sarà fondamentale definire, mappare, monitorare e proteggere rigorosamente tutte le rimanenti foreste primarie e secolari dell’UE”, afferma la Commissione, sostenendo che almeno il 10% del territorio dell’UE dovrebbe essere “rigorosamente protetto” nell’ambito del nuovo piano.

E questa volta, l’esecutivo dell’UE ammonisce, l’applicazione della legge sarà una cosa seria.

“Senza un quadro vincolante, c’è un rischio consistente” che i Paesi dell’UE non realizzino gli obiettivi, ha detto martedì Sinkevičius ai giornalisti.

“Questa commissione prende molto seriamente le violazioni”, ha detto Sinkevičius, aggiungendo che non esiterà ad avviare procedimenti legali contro i paesi dell’UE che non si porranno nell’ottica di attuare gli obiettivi concordati.

Una battaglia in salita

La Commissione deve affrontare una battaglia in salita per far rispettare queste nuove regole a tutela della natura. Le attuali politiche sulla biodiversità sono troppo spesso ignorate dagli Stati membri, che possono facilmente cavarsela aggirando le regole europee.

L’esperienza passata “ci dimostra che gli obiettivi non saranno attuati correttamente e che la perdita di biodiversità continuerà” se gli obiettivi non saranno giuridicamente vincolanti, ha ammesso Sinkevičius.

Questi punti deboli sono stati messi a nudo dagli attivisti verdi della CEE Bankwatch, che hanno documentato esempi provenienti da tutta l’Europa centrale e orientale, di situazioni in cui i governi hanno aggirato le leggi europee sulla protezione della natura.

Le tensioni più forti sono venute alla luce nell’estate del 2017, quando la Commissione ha ordinato un divieto d’emergenza rispetto al disboscamento che si stava realizzando della foresta protetta di Białowieża in Polonia, scatenando un’aspra battaglia legale con Varsavia.

“La Commissione riconosce la necessità di una migliore applicazione della legislazione ambientale, che è necessario applicare con urgenza”, ha detto Raphael Hanoteaux, della CEE Bankwatch Network. “Ma non si possono proteggere le foreste secolari, lasciando che gli Stati membri la facciano franca quando bruciano il legno per l’energia e pagano la costruzione di strade per facilitare la rimozione del legname”, ha aggiunto.

Per arrestare il declino della biodiversità, Hanoteaux dice che l’UE dovrà fare tre cose contemporaneamente: affrontare con rigore le violazioni, assicurarsi che i trasgressori non siano sostenuti dal denaro delle casse pubbliche europee e rendere le altre politiche coerenti con gli obiettivi della tutela della biodiversità.

Analisi costi-benefici prevista per il 2021

Secondo la Commissione, attualmente è difficile orientare le politiche nazionali in materia di biodiversità perché non esistono criteri concordati per monitorare i progressi nella conservazione della natura.

“Quindi solo degli obiettivi giuridicamente vincolanti farebbero una forte differenza”, ha detto Sinkevičius.

Ma prima che gli obiettivi siano messi sul tavolo l’anno prossimo, la Commissione insiste anche per completare un’analisi approfondita dei costi e dei benefici.

“Se vogliamo essere credibili sulle proposte che faremo, dobbiamo fare una valutazione d’impatto completa”, ha detto Frans Timmermans, il vice-presidente della Commissione Europea responsabile del Green Deal.

“Dobbiamo assicurarci che la legislazione sia adatta allo scopo, che possa essere applicata e che sia applicabile”, ha sottolineato.