Mobilità sostenibile, i Tir elettrici sono pronti a sfidare quelli diesel

“La tecnologia delle batterie è molto vicina a una soglia che rende i camion elettrici economicamente competitivi. Ciò che manca è un componente complementare: la ricarica rapida", dice il ricercatore dello Stockholm Environment Institute, Björn Nykvist. [EPA-EFE/FOCKE STRANGMANN]

Presto i TIR elettrici saranno tecnologicamente pronti a competere con quelli alimentati a combustibili fossili: lo afferma uno studio svedese, che tuttavia rileva anche che la loro diffusione potrebbe essere ostacolata dalla mancanza di infrastrutture di ricarica rapida.

Secondo lo studio, condotto dallo Stockholm Environment Institute (SEI), un istituto di ricerca indipendente, i progressi tecnologici indicano che i camion pesanti alimentati a batteria possono essere competitivi con quelli a combustibili fossili sia in termini di prezzo che – con una migliore infrastruttura di ricarica – di autonomia.

“Siamo in vista di un punto di svolta per i camion elettrici”, ha detto Björn Nykvist, autore principale dello studio e ricercatore senior dello SEI: “La tecnologia delle batterie è molto vicina a una soglia che rende i camion elettrici un’alternativa pratica ed economicamente competitiva. Ciò che manca è un componente complementare: la ricarica rapida. Se questa infrastruttura verrà implementata, il vecchio argomento secondo cui i camion elettrici non possono competere con la gamma di quelli diesel sarà confutato. Questo rende i camion elettrici [un’opzione] molto più realistica”.

I precedenti prototipi di TIR elettrici sono stati generalmente liquidati come poco pratici rispetto ai modelli con motore a combustione interna, poiché si basavano su batterie pesanti e costose che limitavano lo spazio di carico. L’aumento dell’efficienza, tuttavia, implica che i veicoli pesanti potranno essere alimentati da batterie più piccole. Per garantire che i conducenti di camion possano coprire lunghe distanze, però, queste batterie più leggere richiederanno una robusta infrastruttura di ricarica, cosa che attualmente manca all’Europa.

“Questo dovrebbe essere un incentivo per il settore privato e per i responsabili politici, per iniziare a lavorare per assicurare la disponibilità dell’infrastruttura di ricarica rapida”, ha spiegato un il coautore dello studio, Olle Olsson.

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Il produttore di autocarri svedese Scania ha detto a EURACTIV che i TIR elettrici sono “decisamente all’orizzonte”. Entro il 2024, la società prevede che nei mercati in cui il costo dell’energia è basso, i veicoli elettrici a lungo raggio potrebbero avere costi totali inferiori rispetto a quelli con motori a combustione interna. Tuttavia, sostiene Scania, l’infrastruttura di ricarica necessita di una risposta più rapida a livello dell’UE.

“Riteniamo che sia necessario abbandonare i lunghi processi decisionali, e avviare rapidamente la costruzione di una spina dorsale elettrica lungo il sistema autostradale europeo. Per il settore del trasporto pesante, ciò sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi”, ha detto a EURACTIV Karin Hallstan, capa della comunicazione di Scania.

Lo studio dello SEI ha valutato i costi, l’uso di energia e il peso dei camion elettrici, confrontando la capacità di carico e le spese con quelli dei tradizionali camion diesel. I risultati positivi per i TIR elettrici si basano su uno scenario in cui la ricarica rapida consente ai camion di viaggiare in media per 4 ore e mezza prima di dover essere ricaricati, in linea con le normative UE sulle pause obbligatorie per i conducenti.

L’UE deve agire per potenziare le reti di ricarica

Tiziana Frongia, direttrice del trasporto merci presso la ong ambientale Transport & Environment (T&E), ha detto a EURACTIV che “le evidenze” che il futuro dei camion a corto e lungo raggio è elettrico “si stanno accumulando”.

“L’UE dovrebbe prenderne atto”, ha aggiunto Frongia, “e fissare con urgenza, nella prossima revisione della legge sulle infrastrutture, obiettivi vincolanti per il lancio delle necessarie stazioni di ricarica per camion elettrici” .

La Commissione ha fissato l’obiettivo di costruire un milione di punti di ricarica pubblici entro il 2025 in tutta l’UE, per arrivare a tre milioni entro il 2030. Dal punto di vista ambientale, secondo le statistiche dell’esecutivo comunitario, i veicoli pesanti sono responsabili di circa un quarto delle emissioni di carbonio prodotte dal trasporto su strada, più o meno il 6% delle emissioni totali dell’UE.

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Il passaggio ai veicoli merci elettrici, che se alimentati da energia rinnovabile non generano emissioni, aiuterebbe a ridurre questa cifra, mettendo l’Europa sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di neutralità carbonica entro il 2050.

La strategia della Commissione per una mobilità sostenibile e intelligente, presentata a dicembre 2020, ha fissato l’obiettivo di avere 80.000 camion a emissioni zero su strada entro il 2030.

Tuttavia, l’industria del settore ha avvertito che questa cifra è insufficiente per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione. L’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) ha affermato che, per raggiungere gli obiettivi di emissioni, i camion ‘puliti’ in circolazione nel 2030 dovranno essere almeno 200.000.

Secondo le stime dell’ACEA, attualmente nell’UE sono in funzione circa 6,2 milioni di veicoli commerciali medi e pesanti. Solo lo 0,04% di essi è a emissioni zero.