Mercato europeo delle emissioni, sulla riforma aleggia lo spettro dei Gilet gialli

Durante l'adozione della legge sul clima il 24 giugno, Canfin ha detto ai deputati di non "dare ai populisti di sinistra e di destra l'argomento che ripagheremo parte del piano di ripresa europeo con l'aumento delle bollette del riscaldamento di tutti i cittadini". [Birdog Vasile-Radu/Shutterstock]

I piani per estendere il mercato della CO2 dell’Ue ai trasporti e agli edifici sarebbero “politicamente suicidi”, e rischierebbero di innescare disordini sociali simili al movimento dei Gilet Gialli nato nel 2018 in Francia: a sostenerlo, durante un incontro organizzato da EURACTIV Francia, è stato l’eurodeputato francese Pascal Canfin (Renew Europe).

“Non fate l’errore di estendere il mercato dell’anidride carbonica al riscaldamento e al carburante. L’abbiamo sperimentato in Francia, e ci ha dato i Gilet Gialli”, ha detto Canfin a Bruxelles la scorsa settimana, mettendo in guardia la Commissione Ue dopo che il Parlamento europeo ha approvato la storica legge sul clima dell’Unione.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato ad aprile che il mercato della CO2 dell’Ue, il sistema di scambio di emissioni (Ets), potrebbe essere esteso al trasporto su strada e agli edifici.

Se confermata, questa estensione del sistema ‘chi inquina paga’ ai combustibili per riscaldamento e trasporto potrebbe essere annunciata il 14 luglio, come parte di una serie di misure volte a ridurre le emissioni di gas serra in Europa del 55% entro il 2030.

Tuttavia, sostiene Canfin, un provvedimento in questo senso ignorerebbe le lezioni che avrebbero dovuto essere apprese dopo l’esplosione del movimento dei Gilet Gialli in Francia, quando una tassa sulle emissioni del settore petrolifero ha innescato proteste contro l’aumento dei prezzi del carburante.

Secondo l’eurodeputato francese, che presiede la commissione ambiente del Parlamento europeo, inserire anche il trasporto su strada nell’Ets avrà un impatto estremamente limitato sulle emissioni: “La riduzione prevista nel settore del trasporto su strada in base a questa misura è del 3%, che è molto, molto inferiore all’impatto degli standard”, ha detto durante l’incontro organizzato da EURACTIV venerdì 25 giugno.

Il responsabile per il clima dell’Ue, Frans Timmermans, ha riconosciuto il rischio che potrebbe comportare questa estensione del mercato della CO2, e di recente si è pronunciato a favore di un ‘fondo sociale per l’azione per il clima’ per aiutare ad alleviare l’impatto di questa decisione sulle famiglie più povere d’Europa.

Un vantaggio dell’estensione della misura è di mostrare ai cittadini qual è il vero costo della transizione verde, sostiene Andrei Marcu, fondatore e direttore esecutivo della tavola rotonda europea sui cambiamenti climatici e la transizione sostenibile.

“Il vantaggio è che dici alla gente qual è il vero prezzo di questa transizione alla velocità proposta dalla legge sul clima. E ad un certo punto, le persone dovranno rendersi conto che c’è un prezzo reale e che deve essere pagato”, ha detto Marcu.

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Tassare i più poveri

Il segretario di stato polacco per il Clima e l’Ambiente, Adam Guibourgé-Czetwertynski, è d’accordo con Canfin: “Sembra che la Commissione stia facendo la scelta di tassare le famiglie più povere. Penso che politicamente questo sia un errore, e che dovremmo piuttosto cercare altre opzioni per raggiungere i nostri obiettivi, che sarebbero più efficienti in termini delle riduzioni che potrebbero generare, e meno problematiche dal punto di vista sociale”, ha detto l’esponente del governo di Varsavia.

Ad aprile, l’ong francese Réseau Action Climat ha criticato l’estensione del mercato europeo della CO2 dell’UE ai settori del trasporto su strada e degli edifici, definendolo una trappola sociale che colpirebbe più duramente le famiglie più povere: “Ciò significa che un cittadino che usa la sua auto a benzina o diesel dovrà pagare il prezzo della CO2 che sarà sul mercato europeo delle emissioni”, ha detto l’ong a EURACTIV.

La preoccupazione è che molte delle famiglie più povere non siano in grado di effettuare la transizione, perché hanno meno soldi da spendere in tecnologie pulite come pannelli solari, pompe di calore o veicoli elettrici. E anche se verrà creato un ‘fondo sociale per l’azione per il clima’, il timore è che i soldi vengano semplicemente sottratti ai più poveri e poi restituiti loro con un ritardo che non possono permettersi.

“Se il tuo budget come famiglia è di 50 euro a fine mese, non puoi aspettare un anno per essere rimborsato da una cosa burocratica che inizia a livello europeo, per poi arrivare lentamente alle singole capitali. Queste famiglie non hanno tempo”, ha avvertito Canfin.

Tuttavia, ci sono forti segnali che la Commissione europea sia avviata su questa strada. Un recente leak sulla prevista revisione dell’Ets ha confermato l’intenzione dell’esecutivo dell’UE di creare un mercato delle emissioni separato per gli edifici e il trasporto stradale.

Canfin sostiene invece che la Commissione potrebbe presentare una proposta che offra una scelta al Parlamento europeo e ai paesi dell’Ue: “Penso che una prima idea potrebbe essere ritardare questa estensione di due anni, per vedere se sarà necessaria più avanti nel processo” di transizione, ha detto Canfin, anche se ha ammesso che tra due anni le cose potrebbero essere diverse. “Un’altra idea – ha concluso – potrebbe essere quella di mettere sul tavolo due pacchetti: uno senza estensione e un altro con”.

 > La registrazione completa dell’incontro.