Mercato delle emissioni: il prezzo del carbonio in Ue supera i 50 euro a tonnellata

Il prezzo del carbonio in Ue è salito a 50,05 euro a tonnellata martedì 4 maggio. [DesignRage / Shutterstock]

Martedì 4 maggio il prezzo del carbonio nell’Unione europea ha toccato un nuovo record, superando la soglia dei 50 euro per tonnellata di emissione. Si tratta di un passo importante verso i livelli che porteranno a investimenti consistenti nelle tecnologie pulite.

Il mercato del carbonio dell’Ue è lo strumento principale per controllare le emissioni dannose di gas serra che causano i cambiamenti climatici. Obbliga fabbriche, industrie e compagnie aeree che volan in Europa a comprare permessi sulla base di quanto inquinano.

Questo sistema si è sviluppato sempre più velocemente, anche per rispettare l’obiettivo Ue di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il prezzo del carbonio ha toccato i 50,05 euro a tonnellata martedì, la cifra più alta mai registrata dal lancio nel 2005.

Il prezzo del carbonio attuale è più che raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemia e solo a dicembre dell’anno scorso si attestava ancora sui 30 euro a tonnellata, ma dall’inizio dell’anno si è assistito a una crescita senza precedenti.

Il supporto delle politiche per via del nuovo obiettivo climatico Ue, la maggiore richiesta di permessi da parte di investitori attirati dall’aumento dei prezzi e il consenso generale tra gli analisti che i costi continueranno a salire sono alcuni dei fattori che hanno causato l’impennata.

Quest’estate la Commissione europea presenterà una serie di politiche per abbattere le emissioni in tutti i settori e raggiungere l’obiettivo del 2030, inclusa una riforma del mercato del carbonio. Da questa ci si attende una maggiore domanda di permessi per la CO2.

Secondo gli analisti, il prezzo del carbonio nell’Ue deve salire fino a livelli sufficienti da spingere a un taglio netto delle emissioni di anidride carbonica nell’industria, dove le alternative a bassa intensità per ora non sono competitive in termini di costi rispetto alla tecnologia basata sui combustibili fossili.

“Il prezzo del carbonio deve salire abbastanza per permettere all’Ue di raggiungere lo zero netto di emissioni entro il 2050”, ha dichiarato Mark Lewis, responsabile della strategia di sostenibilità a Bnp Paribas. Questo richiederebbe un prezzo della CO2 sufficiente a rendere l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili competitivo con quello proveniente da quelle fossili. “A questo proposito, credo che 90 euro a tonnellata sia un’aspettativa ragionevole per il 2030” ha concluso.

“Si tratta di un segnale decisivo per gli investitori e per i cittadini sulla direzione che l’Ue vuole tenere”, ha dichiarato Fatih Birol, a capo dell’Agenzia internazionale per l’Energia (Iea), aggiungendo che questo aumento è necessario per una rapida transizione verso carburanti puliti.

Carbon border tax, le industrie europee chiedono l’introduzione con urgenza

I gruppi industriali europei hanno chiesto all’Ue di accelerare l’introduzione della carbon border tax, o meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, per compensare l’estremo aumento dei prezzi delle emissioni di CO2 nell’Ue.

Al momento i prezzi delle emissioni di carbonio …

Emissioni industriali

Le emissioni provenienti da impianti industriali dei settori coperti dal mercato del carbonio Ue sono scese del 35% tra il 2005 e il 2019. La maggior parte di questi tagli proviene dal settore dell’energia, con l’aumento del prezzo della CO2 che ha reso le centrali a carbone meno economiche e ha portato a una transizione verso quelle a gas, che producono meno emissioni.

“Abbiamo fatto la parte semplice, la transizione dacarbone a gas nella produzione di energia”, ha dichiarato l’analista di Berenberg Lawson Steele. “Le industrie ora devono fare la loro parte”, ha aggiunto, ritenendo inoltre che il prezzo del carbonio in Ue potrebbe salire ancora molto prima della fine dell’anno.

Molti dei proventi del mercato del carbonio sono diretti ai governi nazionali, che quindi hanno tra le mani un cumulo di risorse sempre in aumento per contribuire al taglio delle emissioni.

Per aiutare le industrie europee a rimanere competitive nonostante l’aumento del prezzo del carbonio, la Commissione europea pianifica l’introduzione di una carbon border tax sui prodotti provenienti dall’estero, che ne compensi la maggiore produzione di emissioni.

Questa misura non dovrebbe entrare in vigore prima di un paio d’anni e alcune industrie si sono lamentate del fatto che i maggiori costi della CO2 stiano impedendo loro di concentrarsi sugli investimenti nelle tecnologie più pulite.

“Il continuo aumento dei prezzi del carbonio presenta una serie di problemi”, ha dichiarato Charles de Lusignan, portavoce dell’associazione dell’acciaio Eurofer. “Uno è che i nostri competitor globali non hanno questo tipo di spese. Un altro è che è molto più difficile investire in nuove tecnologie per la transizione dovendo già affrontare i costi delle emissioni di CO2”.