L’Ue vuole ripristinare gli ecosistemi e dimezzare l’uso dei pesticidi entro il 2030. Presentata la nuova proposta di legge

Il Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, Stella Kyriakides, Commissaria europea per la salute e la sicurezza alimentare e Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l'ambiente presentano la "Nature Restoration Law" a Bruxelles. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

La Commissione europea, mercoledì (22 giugno), ha presentato una legge per  dimezzare il ricorso a pesticidi chimici entro il 2030 e per ripristinare gli ecosistemi degradati, fermando così le gravi tendenze in atto in tutto il continente, dalla graduale scomparsa delle colonie di api, all’erosione del suolo e alla decimazione di  specie animali e vegetali. 

“Questa mattina abbiamo adottato due proposte per proteggere la salute degli europei e della nostra natura. Uno è la legge sul ripristino della natura e l’altro è una proposta per dimezzare l’uso di pesticidi chimici nell’Ue entro il 2030”, ha annunciato in conferenza stampa Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Commissario per l’azione per il clima nonché responsabile del Green Deal europeo.

Bruxelles ha a lungo rimandato la presentazione del pacchetto di legge. Nelle scorse settimane, alcuni gruppi politici di destra avevano chiesto di mettere in stand-by la proposta, alla luce delle conseguenze della guerra in Ucraina. “Se questo non è il momento, quando?”, ha risposto Timmermans, intervenuto insieme a Stella Kyriakides, Commissaria europea per la salute e la sicurezza alimentare, e Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’ambiente.

Le proposte legislative presentate mercoledì rientrano nel quadro della Strategia dell’Ue per la biodiversità, elemento chiave del Green Deal europeo, e del progetto “Farm to Fork”, volti ad assicurare la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare nel blocco europeo e nel mondo. In particolare, il regolamento elaborato dall’esecutivo Ue è il primo che mira al ripristino degli ecosistemi danneggiati in Europa.

“Per la prima volta in assoluto, proponiamo una legge che imporrà a tutti gli Stati membri di riparare la natura – ha aggiunto Timmermans – Dobbiamo ripristinare l’80% dell’ambiente, che è in cattive condizioni, e riportare la natura nelle nostre città, nei paesi, nelle foreste, nei terreni agricoli, in mari, laghi e fiumi”. E ripristino  “non significa più aree protette”, ma chiama in causa un’azione che “va di pari passo con l’attività economica, anzi la rafforza”.

Per portare a un guadagno netto degli spazi verdi, la legge pone l’obiettivo di evitare la perdita netta di spazi verdi urbani nei prossimi 8 anni, prevedere un loro aumento del 5% entro il 2050 e una copertura arborea minima del 10% in ogni città, paese e sobborgo europeo.

Dimezzare i pesticidi

La seconda proposta affossa i pesticidi. L’Ue vuole dimezzarne l’uso entro il 2030 rispetto al 2015-2017. “Anche sui pesticidi stiamo facendo un enorme passo avanti. Entro il 2030, metà dei pesticidi chimici dovrebbe essere sostituita con alternative, e soppiantata da pratiche come la rotazione delle colture e tecnologie come l’agricoltura di precisione. Proponiamo inoltre di vietare ogni utilizzo di pesticidi in aree sensibili come scuole, ospedali, parchi e campi da gioco. Più a lungo aspettiamo, più costoso e difficile sarà tutto”, ha detto il  Vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

Un obiettivo vincolante, che tutti gli Stati Membri dovranno rispettare. Ma per cinque anni gli agricoltori potranno essere compensati con fondi Pac per adeguarsi al diktat di fare ricorso a metodi di lotta ai parassiti alternativi ai pesticidi, ha ricordato la Commissaria Stella Kyriakides.

“Accompagneremo la transizione, aumentando la gamma di alternative biologiche e a basso rischio sul mercato e attraverso la continua ricerca, innovazione e nuove tecnologie – ha sottolineato la Commissaria Ue – Dall’inizio del nostro mandato, abbiamo approvato 20 alternative a basso rischio. Questo lavoro ora continuerà e accelererà”.

L’iter del pacchetto

Entrambe le proposte saranno ora discusse dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopo l’adozione, fa sapere la Commissione, l’impatto sul territorio sarà graduale: le misure di ripristino della biodiversità dovranno essere attuate entro il 2050, mentre gli obiettivi relativi ai pesticidi dovranno essere raggiunti entro il 2030.