L’Ue vara le nuove regole sulla finanza verde, ma rimanda la decisione sul nucleare e il gas naturale

Secondo un documento visionato in anteprima da EURACTIV, la Commissione europea prevede di ritardare la decisione sull’inclusione delle centrali nucleari e di quelle a gas naturale tra gli investimenti sostenibili in base alle nuove regole sulla finanza verde che dovrebbero essere pubblicate la prossima settimana.

L’esecutivo dell’UE pubblicherà il 21 aprile la prima sezione della sua nuova ‘tassonomia della finanza sostenibile’, un lungo elenco di attività economiche assieme alle regole specifiche che devono soddisfare per essere etichettate come investimenti verdi nell’UE.

Le regole, enunciate in un provvedimento chiamato ‘Taxonomy Climate Delegated Act’, stabiliscono dettagliati criteri di finanza verde per le tecnologie che sono indiscutibilmente a basse emissioni di carbonio come le rinnovabili, ma escludono il gas e l’energia nucleare: su queste ultime ci dovrà essere una decisione separata degli Stati membri e del Parlamento europeo, che arriverà in un secondo momento.

Il gas e il nucleare si sono rivelati le questioni più controverse nel dibattito sulla finanza verde, con i paesi dell’Europa orientale e meridionale che hanno minacciato di porre il veto a una versione precedente del progetto perché non ha definiva il gas come investimento “verde” o “di transizione”.

La Francia, nel frattempo, ha detto che si batterà per far riconoscere il nucleare come una tecnologia verde secondo le nuove regole di finanza sostenibile. “Questa è una vera battaglia politica”, ha detto il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, che ha sottolineato “la determinazione della Francia” a ottenere un’etichetta verde per gli investimenti nell’energia nucleare.

Approccio in due fasi

Con la scelta di presentare – entro fine anno – una proposta separata per il gas, il nucleare e altre attività di “transizione”, la Commissione sta lasciando la patata bollente in mano agli Stati membri e al Parlamento, nella loro qualità di co-legislatori.

“La Commissione intende presentare una proposta legislativa separata nel quarto trimestre del 2021, che riguardi specificamente il modo in cui alcune attività economiche, principalmente nel settore energetico, contribuiscono alla decarbonizzazione”, afferma la bozza di documento ottenuta da EURACTIV.

Secondo l’esecutivo dell’UE, “questo porterà chiarezza al dibattito” e consentirà ai legislatori di dare seguito al vertice dell’UE di dicembre in cui i leader dell’Unione hanno riconosciuto il ruolo del gas naturale come “tecnologia di transizione” nella lotta al cambiamento climatico.

Il mese scorso la Commissione ha suggerito di etichettare alcuni impianti a gas come verdi in base a condizioni rigorose, quando sostituiscono il carbone nella produzione di energia. Ma la proposta non ha soddisfatto né le parti, né i consulenti finanziari dell’UE stessa, che hanno esortato Bruxelles a resistere alle pressioni politiche per indebolire le regole, dicendo che è in gioco la sua credibilità.

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Dal punto di vista della Commissione, lasciare la decisione al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE “comporterà diversi vantaggi”.

“Da un lato, consentirà un dibattito trasparente da parte dei co-legislatori sul contributo del gas naturale e delle tecnologie nucleari agli obiettivi di decarbonizzazione, rispettando il diritto degli Stati membri di determinare in modo appropriato il proprio mix energetico. D’altro canto, chiarirà tempestivamente agli investitori come saranno trattati tali investimenti dal punto di vista delle considerazioni ambientali”, afferma il progetto di documento della Commissione.

Tra gli ambientalisti, l’approccio in due fasi è visto come una risposta pragmatica per abbassare la temperatura del dibattito e andare avanti con gli aspetti meno controversi della nuova tassonomia.

“Posticipare la discussione sui combustibili fossili è una necessità politica in questa fase, a causa dell’enorme pressione esercitata dalle lobby del settore sulla Commissione affinché gli consenta di fare greenwashing delle loro attività”, ha affermato Henry Eviston, portavoce del WWF per la finanza sostenibile.

“Tuttavia, l’UE deve chiarire rapidamente che i combustibili fossili non sono verdi. Punto. Qui si gioca la credibilità del Green Deal”, ha aggiunto.

Silvicoltura e bioenergia

Secondo il WWF, la Commissione dovrebbe rimuovere completamente i combustibili fossili dalla tassonomia, e rinviare la discussione su bioenergia e silvicoltura per avere più tempo per elaborare criteri scientificamente credibili.

Secondo fonti di EURACTIV, l’esecutivo dell’UE non ha ancora preso una decisione definitiva sull’opportunità di includere la silvicoltura e la bioenergia nella prima serie di norme di attuazione che dovrebbero essere presentate il 21 aprile. La bioenergia è un tema particolarmente sensibile per i paesi nordici, che fanno affidamento sulle biomasse per un’ampia quota del loro consumo di energia rinnovabile.

“I criteri per la silvicoltura e la bioenergia sono passati dall’essere basati sulla scienza all’essere basati sulla Svezia, e dovrebbero quindi essere rinviati al fine di produrre criteri scientificamente credibili”, ha detto Eviston.

Al Parlamento europeo le opinioni sono nettamente divise. All’inizio di questo mese, un gruppo di eurodeputati guidati dall’ex primo ministro polacco Jerzy Buzek, ha invitato la Commissione europea a riconoscere il ruolo del gas come tecnologia di transizione. La lettera è stata firmata da 80 eurodeputati di cinque diversi gruppi politici.

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I Verdi e i socialisti sono fortemente contrari alla proposta. “Siamo stati espliciti sul fatto che non vogliamo includere il gas fossile nella tassonomia”, ha detto Paul Tang, un europarlamentare del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D): “Questo è davvero in contrasto con l’approccio basato sulla scienza e non è la via da seguire”, ha detto a EURACTIV.

Per quanto riguarda il nucleare, secondo Tang il gruppo dei Socialisti “è per la maggior parte contrario al nucleare in questa fase”, a causa della questione dei rifiuti nucleari.

“Per noi, occorre basarsi sulla scienza, quindi sarebbe molto strano includere il nucleare. È un po’ come il gas fossile”, ha spiegato: “Se ci sono effetti duraturi sulla sostenibilità, come può essere incluso?”

L’organismo scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca, ha pubblicato il suo tanto atteso rapporto sull’energia nucleare il 2 aprile, affermando che essa dovrebbe beneficiare di un’etichetta verde nell’ambito della tassonomia.

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