L’Ue valuta maggiori aiuti di stato per i progetti ecologici

La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager. [EPA-EFE/OLIVIER MATTHYS / POOL]

I governi dell’Unione Europea potrebbero essere autorizzati a concedere maggiori aiuti di stato a progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi climatici del blocco, ha detto Margrethe Vestager, capo dell’antitrust europeo, martedì (22 settembre), definendo tale incentivo un “bonus green”.

Al contrario, alle fabbriche e alle centrali elettriche inquinanti possono essere negati gli aiuti di stato, ha aggiunto.

I commenti della Vestager sottolineano gli sforzi della Commissione europea per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, sia per alimentare una ripresa economica dalla pandemia di Covid-19, sia per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima.

Un esempio di progetto che potrebbe qualificarsi un bonus green potrebbe essere rappresentato da progetti edilizi finanziati dallo Stato che utilizzano materiali riciclati, ha aggiunto Vestager.

“Potremmo pensare di dare una sorta di ‘bonus green’, che permetta ai governi di utilizzare maggiori aiuti statali per progetti che contribuiscano realmente ai nostri obiettivi ecologici”, ha detto a un evento organizzato dal gruppo liberale Renew Europe del Parlamento europeo.

“Potremmo anche guardare a come costruire sul successo delle gare d’appalto competitive per mantenere bassi i costi delle energie rinnovabili, vedendo se possiamo estendere questo approccio ad altri settori”, ha aggiunto.

Al contrario, “potremmo rifiutarci di approvare aiuti che danneggerebbero l’ambiente o manterrebbero in funzione fabbriche o centrali elettriche inquinanti”, ha detto Vestager in una dichiarazione.

La Commissione europea ha anche in programma di avviare una consultazione nelle prossime settimane su come le regole della concorrenza e le politiche di sostenibilità lavoranoo insieme, che culminerà in una conferenza all’inizio del prossimo anno.

“E’ giunto il momento di lanciare un dibattito europeo su come la politica di concorrenza dell’Ue possa sostenere al meglio il Green Deal”, ha detto Vestager, aggiungendo tuttavia che la politica di concorrenza “non prenderà il posto delle leggi ambientali o degli investimenti verdi”.

Come strumento di politica green, la concorrenza funziona meglio “quando va di pari passo con le normative che fanno sostenere alle aziende il costo del danno che provocano”, ha spiegato Vestager. “La questione è piuttosto se possiamo fare di più, applicare le nostre regole in modi che supportino meglio il Green Deal”.