Legge sul clima: il Wwf chiede al Parlamento europeo coraggio e responsabilità

La Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e il Vice Presidente Esecutivo Frans Timmermans presentano lo "European Green Deal" durante una mini sessione plenaria al Parlamento Europeo a Bruxelles. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Il 10 settembre la commissione per l’ambiente del Parlamento europeo voterà la legge europea sul clima. Gli ambientalisti chiedono di approvare una riduzione delle emissioni del 65% nel 2030, perché solo così sarà possibile raggiungere l’impatto zero nel 2050.

L’azione per il clima è un obiettivo importante nell’agenda europea che deve essere attuato in una legislazione rigorosa e ambiziosa. Le associazioni ambientaliste come il Wwf chiedono che gli eurodeputati abbiano il coraggio necessario per dare una risposta forte sul tema.

L’ufficio politiche europee del Wwf, che contribuisce a plasmare le politiche dell’Ue che hanno un impatto sull’ambiente europeo e globale, chiede al Parlamento europeo di tradurre l’espressione “emergenza climatica” in una legge climatica che possa davvero contrastare il global warming: in concreto, la richiesta è di votare una riduzione delle emissioni pari al 65% nel 2030. Gli scienziati sostengono infatti che solo un obiettivo di riduzione delle emissioni del 65% per il 2030 sia in linea con la possibilità di raggiungere l’impatto climatico zero nel 2050.

La lotta ai cambiamenti climatici è un obiettivo chiave della Commissione Von Der Leyen e il vice-presidente della Commissione Frans Timmermans è il promotore del Green Deal, che prevede una serie di azioni per promuovere l’uso efficiente delle risorse, un’economia pulita e circolare e una riduzione dell’inquinamento. Esso traccia gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento per raggiungere l’impatto climatico zero nel 2050 e una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse. Un obiettivo decisivo che è stato tradotto in una proposta di legge europea sul clima, da domani sul tavolo della commissione Ambiente del Parlamento europeo.

Con 81 deputati, la commissione Envi è la più grande commissione del Parlamento europeo che ha l’obiettivo di creare il quadro legislativo per conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio in Europa entro il 2050. Il 10 settembre la commissione per l’ambiente del Parlamento europeo voterà la legge sul clima dell’Ue e dopo questo primo passaggio seguirà una votazione in plenaria, probabilmente in ottobre. Come da prassi, bisognerà poi cercare un accordo di compromesso con il Consiglio, che rappresenta gli Stati membri.

Nella Commissione Envi la relatrice svedese S&D (centro-sinistra) Jytte Guteland ha proposto di fissare al 65% la soglia per le riduzioni delle emissioni, un obiettivo sostenuto anche dai Verdi e deputati del Gue (la sinistra) che avevano addirittura spinto per il 70%. Gli eurodeputati che invece siedono nelle fila del Ppe (centro-destra) sono riluttanti a sostenere anche l’aumento della soglia al 55%. Per ora è incerta la posizione dei deputati di Renew Europe.

Molto più complessa è la gamma delle posizioni tra gli Stati membri, che saranno chiamati a trovare un compromesso con il Parlamento dopo l’approvazione in plenaria del testo e che probabilmente lo ridimensioneranno. I cosiddetti “frugali” insieme a Spagna, Lussemburgo e Lettonia sono i più favorevoli ad una soglia ambiziosa che vada oltre il 55% della riduzione delle emissioni; sul 55% si attestano invece Francia e Portogallo; molti altri paesi, sarebbero invece più orientati ad un’obiettivo che oscilla tra il 50% e il 55% (tra questi anche Italia e Germania), per arrivare infine a coloro che sono da sempre contrari ad una politica ambiziosa per la lotta ai cambiamenti climatici: Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca.