Le compagnie low-cost chiedono di applicare a tutti i voli le quote Ue sul carburante sostenibile

[EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

Ryanair, Easyjet e altre compagnie aeree low cost hanno scritto all’Unione europea chiedendo che il suo piano per costringere i vettori a utilizzare una certa quota di carburanti sostenibili si applichi a tutti i voli e non solo a quelli a corto raggio.

La Commissione europea sta definendo per le compagnie aeree dei target minimi di utilizzo di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF), allo scopo di ridurre le emissioni di CO2 del settore. Lo scorso dicembre, Bruxelles ha accantonato un progetto che proponeva di raggiungere il 5% entro il 2030, perché giudicato troppo basso.

Mercoledì 10 marzo un gruppo di compagnie aeree a basso costo, che non competono sui mercati a lungo raggio, e di gruppi ambientalisti ha inviato alla Commissione una lettera in cui si chiede che eventuali quote SAF vengano applicate non solo ai voli all’interno dello spazio Ue, ma anche ai viaggi a lungo raggio da e verso il continente.

“Escludere i voli a lungo raggio dall’obbligo di utilizzo dei SAF – si legge nella lettera, citata dall’agenzia Reuters – significherebbe che la parte stessa del nostro settore che ha maggiormente bisogno di diminuire le emissioni di carbonio non sarebbe affatto coperta da questa legislazione”.

Tra i firmatari della missiva ci sono le compagnie aeree Easyjet, Ryanair, Wizz Air, Jet2 e Loganair, il produttore di carburante per l’aviazione SkyNRG, i costruttori Pipistrel e Wright Electrics, e le organizzazioni non governative Transport & Environment e Natuur & Milieu. Nel documento sono citati i dati del gruppo di gestione del traffico aereo Eurocontrol, secondo cui il 6% dei voli che hanno attraversato più di 4.000 km rappresenta la metà delle emissioni totali di CO2 di quelli in partenza dall’Europa.

“Non c’è alcuna logica nell’escludere i voli a lungo raggio dagli obblighi di utilizzo di SAF, perché questo è per loro l’unico modo possibile per ridurre le emissioni”, ha scritto in una nota l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary. Mentre il direttore esecutivo di T&E, William Todts, ha detto che i voli a lungo raggio attualmente “sfuggono alla regolamentazione del loro inquinamento nonostante causino la maggior parte delle emissioni”.

Secondo i firmatari della lettera, i SAF sono l’unica opzione a breve termine per ridurre le emissioni dei voli a lungo raggio, mentre per quanto riguarda quelli a corto raggio sono una soluzione temporanea, prima che tecnologie come gli aerei alimentati a idrogeno diventino disponibili nel prossimo decennio.

Un’eventuale decisione dell’UE in merito ai SAF potrebbe essere un problema per i vettori tradizionali, perché imporrebbe loro dei costi che i rivali stranieri non devono al momento affrontare. “Visto che nel prossimo futuro i combustibili sostenibili per l’aviazione rimarranno più costosi di quelli fossili, sono necessarie alcune regole che vadano oltre l’UE e si applichino a livello internazionale”, ha detto un portavoce di Lufthansa: “Solo allora sarà possibile garantire parità di condizioni a livello globale nel settore dell’aviazione”.