Le aziende del settore energetico si schierano a favore di una ripresa ecologica

Accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili porterà a un aumento del PIL mondiale di 98 mila miliardi di dollari entro il 2050, secondo l'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA). [EPA-EFE/KHALED ELFIQI]

Una coalizione di 40 aziende globali – tra cui  i giganti dell’energia come BP, Iberdrola, Orsted e Shell – ha invitato i governi a sostenere “un’ondata massiccia di investimenti in elettricità rinnovabile” e altre soluzioni energetiche a basse emissioni di CO2 al momento di elaborare piani di ripresa dalla pandemia di COVID-19.

“Oggi chiediamo ai governi del mondo di spendere saggiamente e di investire nell’economia del futuro”, ha dichiarato la coalizione in un comunicato pubblicato mercoledì 6 maggio.

L’appello è stato lanciato dall’Energy Transitions Commission, una coalizione globale di imprese dei settori energetico, industriale e finanziario, che comprende imprese del calibro di Allianz, BP, Dalmia Cement, Iberdrola, Envision, HSBC, Orsted, Schneider Electric, Shell e SNAM.

“L’energia pulita, le soluzioni a basse emissioni di anidride carbonica e quelle digitali sono pilastri fondamentali di un’economia più ‘green’: possono migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, la nostra qualità di vita, limitare il verificarsi di disastri legati al clima”, ha dichiarato il gruppo in un comunicato.

Anche se la priorità immediata è quella di proteggere la popolazione e rafforzare il sistema sanitario, l’attenzione si sta ora rivolgendo alle misure di ripresa con la prima regressione della pandemia.

L’Energy Transitions Commission ha delineato sette priorità chiave per l’imminente ondata di stimoli economici:

  • Dedicare massicci investimenti in sistemi di energia rinnovabile
  • Potenziare il settore delle costruzioni attraverso infrastrutture ed edifici ecologici
  • Sostenere il settore automobilistico, ricercando comunque una miglior qualità dell’aria
  • Adeguare la seconda ondata di sostegno alle imprese agli impegni in materia di clima
  • Fornire un sostegno mirato alle attività innovative a basse emissioni inquinanti
  • Accelerare la transizione dell’industria dei combustibili fossili
  • Non lasciate che i prezzi del CO2 e le normative crollino

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“Finestra di opportunità”

L’accelerazione degli investimenti nelle energie pulite nella fase di ripresa della pandemia porterebbe, secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), un aumento del PIL globale di 98 mila miliardi di dollari rispetto a uno scenario regolare entro il 2050.

“Gli investimenti nei sistemi di energia pulita costituiscono la più grande opportunità di investimento del prossimo decennio”, afferma l’Energy Transitions Commission, chiedendo “una massiccia ondata di investimenti nella produzione di energia elettrica rinnovabile, nella flessibilità e nelle reti elettriche” per decarbonizzare il settore e soddisfare la crescente domanda di elettricità negli edifici, nei trasporti e nell’industria.

Con la crisi di COVID-19, molti governi hanno ritardato o cancellato le aste di energia rinnovabile previste per quest’anno, ha detto il gruppo, avvertendo che questo potrebbe rindebolire apidamente il settore.

Ma “la storia ha dimostrato che fare dell’energia pulita una priorità nei pacchetti di incentivi può essere un motore per la creazione di posti di lavoro negli anni successivi”, sostiene l’alleanza, citando l’opera degli Stati Uniti dopo il crollo finanziario del 2008, che ha creato 900.000 posti di lavoro in un periodo di 5 anni dando priorità alla spesa per l’energia pulita.

“In un’economia depressa, sia le imprese che le famiglie potrebbero beneficiare di bollette energetiche più basse sostenute da un’espansione rinnovabile”, afferma la coalizione. Il calo senza precedenti dei prezzi del petrolio e del gas registrato nell’ultimo mese “ha aperto una finestra di opportunità per i governi di accelerare la transizione dell’industria dei combustibili fossili”.

Le riforme suggerite includono l’eliminazione dei sussidi al consumo di combustibili fossili, che sono “inutili in un periodo di prezzi bassi” e “l’aumento delle tasse sugli stessi senza innescare significativi aumenti dei prezzi”.

Altre aree da privilegiare nella fase di recupero sono la produzione di idrogeno a zero emissioni, i combustibili ecologici per il settore navale e aeronautico e i materiali come il cemento o l’acciaio ‘verde’, nonché i modelli di business circolari e le soluzioni digitali per l’efficienza energetica.

“Guardando al futuro, è importante ricordare che la crisi climatica rimane la più grande minaccia per la società”, ha dichiarato Carlos Sallé, vice-presidente senior di Iberdrola, la compagnia energetica spagnola.

“Di fronte a questa sfida, allineare la lotta contro il cambiamento climatico con i pacchetti di incentivi alla ripresa è una situazione doppiamente efficace: creerà posti di lavoro sostenibili, grazie alla competitività delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, che contribuiranno a ridare energia all’economia”, ha detto Sallé.

Con il crollo dei mercati del petrolio e del gas durante la crisi di COVID-19, le energie rinnovabili sono state l’unica fonte energetica per cui è prevista una crescita della domanda nel 2020, ha dichiarato l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE).