Lagarde: “Occorre una transizione veloce e ordinata verso un’economia verde”

La presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde [EPA-EFE/HAYOUNG JEON]

Il riscaldamento globale è uno dei rischi più grandi che l’Europa deve affrontare nel XXI secolo, e per questo la Banca centrale europea è pienamente impegnata a sostenere la transizione verso la green economy, i cui benefici superano di gran lunga i costi. Lo ha detto la presidente della BCE, Christine Lagarde, intervenendo mercoledì 24 marzo al webinar organizzato da Project Syndicate, Banca europea degli investimenti (BEI) e Commissione Europea sul tema degli investimenti nella green economy.

Per contrastare gli effetti della “catastrofe” climatica, ha detto Lagarde, occorre “cambiare il modo in cui produciamo, lavoriamo, viviamo per passare a un’economia a zero emissioni”. Questa transizione porterà con sé degli effetti dirompenti in moltissimi campi, ed è per questo – ha aggiunto la presidente della BCE – che il riscaldamento globale è al centro delle preoccupazioni dell’istituto di Francoforte, ed è uno degli elementi centrali tenuti considerati nella ridefinizione della strategia monetaria della Banca.

Secondo Lagarde, “gli stress test climatici sull’economia, che stiamo effettuando, dimostrano che i rischi per la zona euro possono essere considerevoli”, ma anche che i risultati preliminari “mostrano chiaramente i benefici dell’agire presto”, dal momento che “il costo del rischio nel breve termine impallidisce di fronte a quello nel medio-lungo periodo”.

Gli stress test vengono effettuati da una decina d’anni, in coordinamento tra la BCE e l’European Banking Authority di Parigi, per misurare la capacità di tenuta delle banche europee nei casi di eventi negativi imprevisti o estremi nel campo dell’economia (e in questo senso la pandemia di COVID è stata una ‘prova dal vero’ di grande rilevanza).

La decisione di includere negli stress test del 2022 i rischi climatici è stata annunciata dalla BCE nell’autunno dell’anno scorso, in occasione della presentazione del testo della Guida sui rischi climatici e ambientali per le banche, un documento che spiega come l’istituto di Francoforte si attende che le banche “gestiscano tali rischi in maniera prudente e forniscano al riguardo un’informativa trasparente nel rispetto delle norme prudenziali vigenti”. Nella stessa occasione, la BCE aveva presentato anche un altro report secondo il quale le banche europee sono “significativamente indietro” in tema di informativa sui rischi climatici e ambientali, e in cui si affermava che “nella seconda metà del 2021 la BCE si propone di identificare le restanti carenze e discuterle con le banche”.

Nel suo intervento di mercoledì, dunque, Lagarde ha ribadito che “è essenziale sostenere una transizione ordinata a un’economia verde”, aggiungendo che “la maggior parte della responsabilità è in capo ai governi, che hanno in mano gli strumenti più importanti, ma occorrerà impegno da parte di tutte le parti della società, comprese le banche centrali”.

“I passi necessari” da compiere “sono già chiari e i progressi sono già incominciati”, ha detto ancora la presidente della BCE, citando ad esempio il sistema europeo di trading delle emissioni di CO2, su cui ha invitato i governi a un’azione più incisiva. “Il prezzo del carbonio – ha spiegato infatti Lagarde – è troppo basso, e non include tutti i settori. Servono sforzi maggiori dei governi per attuare carbon taxes con copertura universale per evitare lo spostamento di emissioni ad altri settori e all’estero”.

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Secondo Lagarde, infine, le banche centrali devono continuare la loro politica di acquisto di green bond, come la BCE sta facendo da tempo, ma la crescita di questo mercato deve essere sostenuta anche del settore finanziario e bancario, “e il completamento della capital market union potrà date un’ulteriore spinta” a questo processo.