La nuova proposta di bilancio dell’UE riaccende la battaglia contro i tagli alla PAC

L'ultima proposta di bilancio dell'UE aveva portato un taglio di 5 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune. [SHUTTERSTOCK]

Mentre la Commissione Europea si prepara a presentare una proposta aggiornata di quadro finanziario pluriennale oggi  29 aprile, il settore agroalimentare ha chiesto all’unanimità di mantenere la spesa per la Politica Agricola Comune (PAC) post-2020 almeno al suo attuale livello di valore ed evitare ulteriori tagli.

Le aspettative per l’aggiornamento del bilancio UE a lungo termine aggiornato per il periodo 2021-2027 sono elevate, anche per quanto riguarda il principale programma di sussidi agricoli del blocco, che è stato pesantemente ridimensionato nelle proposte discusse nell’ultimo anno e mezzo. I fondi destinati alla Politica Agricola Comune sono sempre stati un quantitativo ingente che impegnava quasi il 40% delle risorse comuni. 

La proposta originaria della Commissione del 2018 prevedeva un’enorme perdita di fondi per gli aiuti allo sviluppo rurale, il cosiddetto secondo pilastro, che è diminuito del 28% rispetto al bilancio della PAC 2014-2020.

L’ultimo progetto di bilancio, presentato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel al vertice UE di febbraio, ha portato a un ulteriore taglio complessivo di 5 miliardi di euro per la PAC.

Pertanto, un nutrito gruppo di agricoltori ha iniziato a protestare prima dell’arrivo dei leader dell’UE, accogliendoli con decine di trattori parcheggiati nell’area del Parc du Cinquantenaire.

Mentre le carte del mazzo mazzo del quadro finanziario pluriennale venivano rimescolate, diversi attori del settore agroalimentare hanno creduto che questo fosse il momento giusto per neutralizzare la minaccia di tagli alla spesa agricola dell’UE, poiché la crisi ha messo in luce il ruolo chiave della catena di approvvigionamento alimentare nel contribuire ad affrontare la pandemia COVID-19.

In una lettera indirizzata a Ursula von der Leyen lunedì 20 aprile, l’organizzazione europea degli agricoltori aveva chiesto uno stanziamento di bilancio forte e adeguato per la PAC, almeno equivalente alla spesa dell’attuale quadro finanziario pluriennale.

L’organizzazione ha chiesto alla Commissione di considerare l’agricoltura come un settore prioritario nel piano di ripresa economica, consentendo anche misure economiche esterne al bilancio della PAC dirette proprio agli agricoltori.

Anche nel corso di un’audizione con il Commissario per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski, diversi eurodeputati della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo (COMAGRI) avevano espresso le loro preoccupazioni circa la possibilità di ulteriori tagli alla PAC.

Tuttavia, il deputato socialista Paolo De Castro è stato più ottimista, dicendo a EURACTIV che il rischio di tagli esisteva solo prima dello scoppio della crisi, in quanto ci sarà un bilancio più ricco considerato “uno strumento cruciale per affrontare questa drammatica pandemia”.

Anche gli Stati membri chiedono di evitare tagli all’agricoltura dell’UE. In un documento informale spagnolo presentato dal Primo Ministro Pedro Sanchez prima del Consiglio europeo, molto apprezzato, si diceva che gli stanziamenti per la politica di coesione e la PAC dovrebbero essere mantenuti.

Il documento affermava che è fondamentale garantire che la PAC fornisca un sostegno adeguato per assicurare la capacità degli agricoltori di adattarsi alle crescenti esigenze, poiché l’agricoltura europea ha dimostrato di essere un elemento chiave di stabilità, autosufficienza e autonomia anche geopolitica in tempi di crisi.