La Bei finanzia una nuova autostrada in Germania. Proteste degli ambientalisti

Uno striscione 'Danni remains' viene installato dagli attivisti di Greenpeace a Berlino contro l'abbattimento della foresta di Dannenroeder per l'autostrada. EPA-EFE/FILIP SINGER

La decisione della Banca Europea per gli Investimenti di prestare alla Germania 264 milioni di euro per la costruzione di un nuovo tratto di autostrada ha scatenato le proteste degli attivisti ambientali che hanno sollevato dubbi sul fatto che la Banca che ha sede in Lussemburgo possa davvero definirsi la “banca del clima dell’Ue”.

Nell’ambito di un accordo concluso a settembre, la Bei finanzierà circa il 20% dei costi per la costruzione di un tratto di 31 km dell’autostrada A49 nello stato dell’Assia, nella Germania centrale. Il costo totale del progetto è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

Secondo la banca, il progetto “colma un’attuale lacuna nella rete autostradale” e contribuirà a fornire “una rete efficiente per la prossima generazione di veicoli alimentati a energia elettrica”. Una valutazione d’impatto ambientale ha stabilito che si tratta di un’operazione in linea con le politiche della Bei.

Il problema è che l’autostrada taglierà 27 ettari della foresta di Dannenröder e questo ha spinto gli attivisti ambientali, tra cui Greenpeace, a prendere residenza nel bosco per impedire l’inizio dei lavori.

All’inizio di ottobre, i manifestanti hanno tentato invano di impedire ai bulldozer di abbattere gli alberi in un bosco adiacente; in quel frangente è stata chiamata la polizia locale e sono stati effettuati diversi arresti.

Ora Greenpeace ha scritto al Presidente della Bei Werner Hoyer per esortarlo a cancellare il prestito, accusando il finanziatore di non onorare la promessa di allineare tutte le sue attività agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

“La sua stessa ricerca stima che l’estensione sarà responsabile e rilascerà circa 277.000 tonnellate di emissioni equivalenti di CO2 all’anno”, avverte la lettera, aggiungendo che la valutazione della banca non ha tenuto conto di come la foresta sostiene la fauna locale.

I risultati della BEI sostengono che l’ampliamento dell’autostrada consentirà di risparmiare ogni anno 11.000 tonnellate di CO2 rispetto all’attuale situazione di strade non collegate e ai modelli di traffico previsti.

I boschi disboscati saranno sostituiti da nuovi alberi in un altro luogo, ma Greenpeace avverte che essi non “forniranno lo stesso ecosistema per la flora e la fauna di una foresta secolare, né saranno in grado di catturare e immagazzinare la stessa quantità di CO2”.

Ci sono anche preoccupazioni circa l’impatto del cantiere sulle acque sotterranee, che fornisce acqua potabile a circa 50.000 persone nella zona. La lettera, cioè, avverte che l’autostrada potrebbe causare “danni irreversibili”.

Il legislatore statale dell’Assia è attualmente guidato da una coalizione di cui fanno parte il partito conservatore Cdu della Cancelliera Angela Merkel e i Verdi tedeschi, che potrebbe essere una cartina di tornasole per la formazione di un governo federale l’anno prossimo.

L’attuale amministrazione di Berlino è impegnata nell’espansione dell’autostrada. Il ministro dei Trasporti Andreas Scheuer (CSU) ha detto questo mese che “per far crescere l’economia abbiamo bisogno di [altre] autostrade”.

Nel 2019 la Germania ha costruito 6 km di nuovi binari ferroviari e 61 km di nuove autostrade. I lavori di costruzione completa della A49 inizieranno il prossimo settembre.

Una banca del clima solo di nome?

Nel novembre 2019, la BEI ha sostanzialmente aggiornato la sua politica di prestiti per il settore dell’energia e ha in gran parte cancellato i suoi portafogli di prestiti per i progetti imperniati sui combustibili fossili. Anche la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha insistito affinché essa diventi la “banca per il clima dell’UE”.

Sebbene la revisione della politica energetica contenga ancora una serie di scappatoie che hanno irritato i gruppi ambientalisti, l’aggiornamento è stato accolto con favore per il suo impatto della finanza verde sulla scena internazionale e per il contributo promesso all’azione per il clima.

Tuttavia, la banca deve ancora rivedere la sua politica dei trasporti, in base alla quale le autostrade e gli aeroporti sono ancora – le bêtes noires dei gruppi ambientalisti – ammissibili a finanziamenti per miliardi di euro. Una revisione in tal senso è in programma per il 2021.

A novembre, il consiglio di amministrazione della Bei si riunirà per discutere una nuova tabella di marcia per il clima che il team di gestione ha elaborato al fine di rispettare l’appellativo di “banca del clima” e l’impegno di effettuare investimenti “a prova di Parigi” entro la fine del 2020.

Fonti contattate da EURACTIV affermano che l’attuale bozza della strategia non prevede finanziamenti per le autostrade o gli aeroporti, anche se sono previsti criteri più severi.

I trasporti sono responsabili di circa il 25% delle emissioni di gas serra dell’Ue e sono l’unico ambito dell’economia in cui tale percentuale è in aumento. Dato che l’Unione sembra voler aumentare i suoi obiettivi di riduzione dell’inquinamento, il settore sarà oggetto di un duro esame nei mesi e negli anni a venire.

Secondo il programma di lavoro della Commissione per il 2021, l’esecutivo dell’Ue proporrà modifiche al sistema di scambio di quote di emissione che piegherà il trasporto marittimo al mercato del carbonio e probabilmente costringerà le compagnie aeree a pagare di più per i permessi di inquinamento.

La Commissione sta anche valutando se il trasporto su strada debba essere soggetto al sistema di scambio di emissioni, anche se tale prospettiva è improbabile dato che il responsabile dell’Ue per il clima Frans Timmermans sembra scettico su questo.