Jeffrey Sachs: “Serve un green deal europeo per il mondo”

Jeffrey Sachs durante un forum dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Ginevra, Svizzera, 8 ottobre 2019. PA-EFE/SALVATORE DI NOLFI

Jeffrey Sachs è uno dei uno dei maggiori esperti mondiali di sviluppo sostenibile, sviluppo economico e lotta alla povertà ed è il Presidente dello United Nations Sustainable Development Solutions Network, un network nato per mobilitare le competenze scientifiche e tecniche a sostegno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

L’economista è intervenuto alla conferenza online “Human Rights and Duties in the 3rd Millennium” (Diritti e doveri del’uomo nel Terzo Millennio), promossa dall’International Council of Human Duties insieme con l’Università di Trieste, in collaborazione con il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico e con il sostegno della Fondazione CRTrieste. L’evento è stato organizzato in occasione del 30° anniversario della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Premio Nobel Rita Levi Montalcini, in prima linea non solo per i diritti ma anche per i doveri. La famosissima scienziata infatti ha sempre sostenuto la necessità di una Dichiarazione dei Doveri dell’Uomo ed è stata una paladina della Trieste Declaration of Human Duties ideata dal professor Roger Sperry e sottoscritta da insigni accademici e Premi Nobel.

In quella che Norberto Bobbio ha definito in modo celebre “l’età dei diritti”, alcuni scienziati, da Rita Levi-Montalcini qualche anno fa a Jeffrey Sachs oggi, pongono invece l’attenzione sui doveri e sulla responsabilità collettiva degli esseri umani. Non solo per l’ovvia ragione che senza ai doveri corrispondenti, i diritti non possono essere garantiti (come la vicenda del conflitto tra Hamas e Israele ci mostra in queste ore), ma anche perché le grandi sfide dell’umanità nel terzo millennio hanno bisogno di uno sforzo collettivo e della responsabilità di tutti: per garantire la sopravvivenza a milioni e miliardi di esseri umani abbiamo bisogno di capire che rispettare l’ambiente è un dovere; ma anche la pace o la giustizia razziale sono un dovere. Così come evitare che ci siano esseri umani che muoiono di fame o di sete mentre altri non considerano il prezzo del loro spreco di risorse. Questo sembra essere il potentissimo messaggio rilanciato da Sachs.

Si tratta però di capire come tradurlo in azioni concrete. Quando si parla dei diritti umani si dice che essi vanno “concretizzati”; in questo caso, potremmo dire, vanno però concretizzati anche i doveri perché prendersi cura dell’ambiente o promuovere una giustizia razziale sono precetti molto generali. Sachs a questo proposito ha parlato di un vero e proprio “piano” globale rispetto alla sfida ambientale, rifacendosi all’enciclica di Papa Francesco Laudato si’: l’idea, nelle parole di Sachs, è quella di prendere il piano europeo (il Green Deal) e di estenderlo anche al resto del mondo. Senza abbassarne le ambizioni e senza cambiare nulla. Ciò che va cambiato è invece il sistema finanziario globale, perché secondo l’economista statunitense bisogna mettere in condizione anche i Paesi poveri di vincere la sfida della transizione ecologica. Il secondo braccio del piano sarebbe invece quello di una comune etica globale, proprio sulla base degli articoli della Declaration of Human Duties di Trieste.

Forse l’unico modo per realizzare davvero i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e quelli del Green Deal è proprio quello di considerarli un dovere per l’umanità.