Industria automobilistica Ue: “Impossibile eliminare i motori a combustione interna entro il 2025”

Una linea di produzione della Porsche a Stoccarda. [EPA/RONALD WITTEK]

Le nuove regole Euro 7 per le emissioni di auto, furgoni, camioni e autobus proposte dalla Commissione europea causerebbero un’eliminazione “in sordina” dei motori a combustione interna dalla produzione entro il 2025, se implementate nella forma attuale. L’industria del settore avverte che la proposta è prematura e attualmente insostenibile.

Le regole Euro 7 hanno lo scopo di assicurarsi che un veicolo sia a emissioni zero durante tutto il suo ciclo vitale, in modo da raggiungere l’obiettivo imposto dal Green Deal europeo. Sebbene i dettagli della proposta non siano ancora definiti, l’idea sta già creando preoccupazione nel settore.

“L’ipotesi di imporre le emissioni zero a tutti i veicoli prodotti in Europa dal 2025 in poi è un’aberrazione ecologica, economica e tecnologica”, ha commentato la Vdma, un’associazione tedesca che rappresenta le compagnie del settore meccanico.

“Le proposte di regolamento Euro 7 discusse finora mettono in pericolo le catene di valore ben oltre l’industria automobilistica portando a un blocco della produzione di veicoli a sola combustione interna. L’Europa non se lo può permettere”, prosegue il documento redatto dalla Vdma.

L’associazione sottolinea che l’uso di carburanti ecologici per la propulsione significa che il motore a combustione interna avrà ancora un ruolo da protagonista nella transizione ecologica dei trasporti.

Carburanti come l’idrogeno possono essere generati tramite l’elettricità ottenuta da fonti rinnovabili, perciò avrebbero un impatto ambientale minimo. Tuttavia, hanno costi di produzione elevati e richiedono grandi quantità di energia rinnovabile per essere a impatto zero.

Frans Timmermans, responsabile Ue della politica climatica, ha dichiarato che qualsiasi decisione di questo tenore sarà presa consultando i produttori di automobili. Il politico olandese ha riconosciuto il ruolo essenziale dell’industria automobilistica per l’economia europea ma ha aggiunto che il settore deve puntare verso la propulsione elettrica e l’uso dell’idrogeno per i mezzi pesanti.

I dati pubblicati martedì 2 marzo dall’Agenzia internazionale per il clima dimostrano che i livelli di emissioni di CO2 stanno tornando ad alzarsi e raggiungeranno presto quelli pre-pandemia, in parte anche a causa dell’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto. Per questo motivo, la questione è centrale.

Auto elettriche, nel 2020 le vendite hanno superato il 10% per la prima volta in Europa

I veicoli elettrici venduti nell’Unione Europea sono più che triplicati nel 2020, raggiungendo per la prima volta il 10,5% delle vendita totali. Lo dicono i dati diffusi nei giorni scorsi dall’Associazione europea di costruttori di automobili (ACEA), che testimoniano …

La risposta dei produttori di auto

L’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) ha risposto che non ci sono prove che dimostrino la fattibilità attuale degli scenari proposti, in particolare per quanto riguarda la guida in condizioni estreme come le salite ripide e il clima invernale.

“Anziché annunciare lo stop dei motori a combustione interna a breve termine, quello che è richiesto è un grande impegno politico per attuare tutte le condizioni per una transizione verso la mobilità a impatto zero”, ha dichiarato un portavoce di Acea.

Anche il gruppo Ccfa, che rappresenta alcuni produttori di automobili francesi, tra cui Renault, ha espresso preoccupazione per l’attuale stesura delle norme Euro 7, ma si aspetta dei cambiamenti prima della pubblicazione definitiva.

“Le prime proposte richiedono una riduzione tra il 60 e il 90% delle emissioni, che non è assolutamente realistica. È un obiettivo difficile da raggiungere riguardo i veicoli non elettrici”, ha dichiarato Laure de Servigny, responsabile delle relazioni media di Ccfa.

“Per ridurre le emissioni, una soluzione sarebbe l’uso dei biocarburanti. Altrimenti bisognerebbe vendere solo veicoli elettrici e ibridi, ma non sono sicura che i consumatori approvino”, ha aggiunto.

Anche l’associazione dell’industria automobilistica tedesca (Vda) è preoccupata. “Eliminare prematuramente i motori a combustione interna renderà la transizione più complessa e costosa”, ha dichiarato il presidente della Vda Hildegard Müller.

Il produttore automobilistico tedesco Bmw ha dichiarato a Euractiv che i motori a combustione interna avranno ancora un ruolo centrale, specialmente per chi non ha facile accesso a infrastrutture come le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Secondo l’azienda, le nuove regole Euro 7 rischiano di imporre parametri che non sarebbero tecnicamente raggiungibili in ogni condizione di guida. “Serve un senso di proporzione”, chiede il marchio bavarese.

Anche Mercedes-Benz è contraria all’eliminazione del motore a combustione interna, mentre Volkswagen ha sollevato la questione del possibile aumento dei prezzi dei veicoli a causa dei nuovi regolamenti, in particolar modo nel settore delle auto più piccole ed economiche, dove il sovrapprezzo non sarebbe sostenibile per i consumatori.

Da Iveco a Daimler, sette produttori di camion si impegnano a dire addio al diesel entro il 2040

I maggiori produttori europei di camion hanno siglato un impegno per eliminare dalle loro vendite i veicoli inquinanti entro il 2040, puntando sull’idrogeno e le batterie.  A darne notizia è il quotidiano britannico Financial Times, che anticipa i contenuti del …

La posizione di Bruxelles

La Commissione europea replica che sta cercando di mantenere la competitività del settore automobilistico preservando contemporaneamente la salute dei cittadini. Le proposte sulla normativa Euro 7, in ogni caso, non sono ancora definitive e potranno essere ridiscusse fino alla fine del 2021.

“La Commissione sta valutando attentamente costi e benefici di ogni strategia possibile. In ogni caso, è più probabile che si arrivi al blocco dei motori a combustione interna se dovesse mancare un approccio coordinato a livello europeo”, ha dichiarato un funzionario dell’esecutivo, sottolineando che alcuni Paesi hanno già attivato simili provvedimenti.