In Europa 630 mila morti l’anno per l’inquinamento

Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente un decesso su otto nell'Ue e nel Regno Unito è legato a problemi ambientali. [EPA/Bernd Settnik]

Un decesso su otto nell’Ue e nel Regno Unito è legato a problemi ambientali. A rivelarlo è un rapporto dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) pubblicato martedì 8 settembre.

Nei 27 Paesi dell’Ue e nel Regno Unito 630.000 decessi potrebbero essere attribuiti a fattori ambientali spiega l’Eea nel rapporto “Healthy environment, healthy lives: how the environment influences health and well-being in Europe”, che si basa sugli ultimi dati disponibili a riguardo, risalenti al 2012.

A causare la morte di queste persone sono patologie come il cancro, le malattie cardiovascolari e respiratorie. “Questi decessi – sottolinea il rapporto – potrebbero essere evitati eliminando i rischi ambientali per la salute”. La principale minaccia rimane l’inquinamento atmosferico che ogni anno causa 400.000 morti premature nell’Unione europea.

In Italia la percentuale di morti legate all’inquinamento ambientale supera il 12% del totale. La Pianura Padana si conferma una delle aree con i livelli più alti di smog in Europa, soprattutto per il PM2,5 e il biossido di azoto. La situazione peggiora drasticamente nell’Europa orientale. La percentuale più alta di morti a livello nazionale (27%) attribuibile all’ambiente è in Bosnia ed Erzegovina. Il dato migliora invece nei Paesi del Nord Europa. La percentuale più bassa si registra in Islanda e Norvegia  (9%).

“Le persone più povere sono esposte in modo sproporzionato all’inquinamento dell’aria e alle intemperie estreme, comprese le ondate di calore e il freddo estremo”, spiega il rapporto.

“Esiste un chiaro legame tra lo stato dell’ambiente e la salute della nostra popolazione. Tutti devono capire che prendendoci cura del nostro pianeta non stiamo solo salvando gli ecosistemi, ma anche le vite, soprattutto quelle più vulnerabili. L’Unione europea è dedita a questo approccio e con la nuova strategia per la biodiversità, il piano d’azione per l’economia circolare e altre iniziative imminenti siamo sulla buona strada per costruire un’Europa più resiliente e più sana per i cittadini europei e oltre”, dichiara il commissario europeo all’Ambiente Virginijus Sinkevičius.

Una nota positiva riguarda invece la qualità dell’acqua che è migliorata nettamente dopo il lockdown. La qualità delle “acque di balneazione” è considerata “eccellente” nell’85% dei casi e il 74% delle acque sotterranee ha “un buono stato chimico”.

Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, per migliorare la salute delle persone in Europa, gli “spazi verdi e blu” dovrebbero essere favoriti, in quanto “raffreddano le città durante le ondate di calore, alleviano le inondazioni, riducono l’inquinamento acustico e sostengono la biodiversità urbana”. Altre misure proposte per migliorare l’ambiente includono la riduzione del traffico stradale, la riduzione del consumo di carne e l’eliminazione dei sussidi per i combustibili fossili.