Idrogeno, uno studio mette in guardia dal rischio di dipendenza dai combustibili fossili

Secondo l'analisi del Pik, i carburanti basati sull'idrogeno saranno particolarmente costosi nel prossimo decennio. [Alexander Kirch / Shutterstock]

Usare carburanti basati sull’idrogeno per le auto e il riscaldamento domestico rischia di bloccare la transizione ecologica e costringere ancora all’uso di combustibili fossili, secondo una nuova analisi. Il report del Guardian, media partner di Euractiv.

I carburanti prodotti dall’idrogeno possono essere usati come sostituti per petrolio e gas naturale e sono a bassa intensità di carbonio, se viene usata l’elettricità rinnovabile per ottenerli. Tuttavia, una ricerca dimostra che usare l’elettricità direttamente per il funzionamento di auto e riscaldamento è più efficiente.

L’analisi stima che i carburanti basati sull’idrogeno saranno particolarmente costosi e rari nel prossimo decennio. Perciò, impianti come i boiler che possono usarlo potrebbero comunque basarsi sull’uso dei gas e continuare a produrre emissioni che aumentano il riscaldamento globale.

Alcuni settori, come aviazione, navi, acciaio e prodotti chimici sono particolarmente difficili da elettrificare. I ricercatori sostengono che i combustibili basati sull’idrogeno siano fondamentali per questi ambiti entro il 2050, quando il mondo dovrà aver raggiunto la neutralità delle emissioni. Ma ritengono che siano necessari enormi investimenti in tecnologie e tasse sul carbonio in rapido aumento.

La produzione di elettricità rinnovabile sta aumentando, mentre i costi scendono. Ma costituisce ancora una percentuale piccola dell’energia in uso, che è principalmente fornita da carbone, petrolio e gas. Usare direttamente l’elettricità è efficiente, ma richiede investimenti in nuovi tipi di auto e sistemi di riscaldamento.

Usare l’elettricità per creare idrogeno dall’acqua e poi usare l’anidride carbonica per produrre altri combustibili può produrre dei sostituti “drop-in” dei combustibili fossili. Ma il nuovo studio conclude che questo non può funzionare su una scala abbastanza grande per affrontare l’emergenza climatica in tempo.

“I combustibili a base di idrogeno possono essere un grande vettore di energia pulita, ma anche i loro costi e i rischi associati sono elevati”, ha detto Falko Ueckerdt, presso l’Istituto Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (Pik) in Germania, che ha guidato la ricerca.

“Se ci aggrappiamo alle tecnologie di combustione e speriamo di alimentarle con combustibili a base di idrogeno, e questi si rivelano troppo costosi e scarsi, allora finiremo per bruciare ulteriormente petrolio e gas”, ha detto. “Dovremmo quindi dare la priorità a quei preziosi combustibili a base di idrogeno per le applicazioni per le quali sono indispensabili: l’aviazione a lunga distanza, le materie prime nella produzione chimica e la produzione di acciaio”.

Il professor Gunnar Luderer, anche lui al Pik e parte del team di studio, ha detto: “Poiché gli obiettivi climatici richiedono riduzioni immediate delle emissioni, l’elettrificazione diretta dovrebbe venire prima per assicurare un futuro sicuro. È chiaro che il contributo dei carburanti ecologici e dell’idrogeno sarà marginale entro il 2030”.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Climate Change, ha calcolato che produrre e bruciare combustibili a base di idrogeno nelle caldaie a gas domestiche richiede da sei a 14 volte più elettricità rispetto alle pompe di calore che forniscono lo stesso calore. Questo perché l’energia viene sprecata nel creare l’idrogeno, poi il carburante ecologico, poi nel bruciarlo. Per le automobili, l’uso di carburanti ecologici richiede cinque volte più elettricità di quella necessaria per le automobili a batteria.

Romain Sacchi, dell’Istituto Paul Scherrer in Svizzera e parte del team di studio, ha detto: “Attualmente siamo lontani dal 100% di elettricità rinnovabile. Se prodotto con gli attuali mix di elettricità [in Europa], i combustibili a base di idrogeno aumenterebbero – non diminuirebbero – le emissioni di gas serra, [rispetto all’] uso di combustibili fossili”.

Daryl Wilson, il direttore esecutivo del Consiglio mondiale dell’idrogeno, sostenuto dall’industria, ha detto che l’idrogeno potrebbe diventare la soluzione a bassa emissione di carbonio più competitiva per alcuni settori entro il 2030, come il trasporto a lungo raggio e l’acciaio. “Altre applicazioni come gli edifici e l’energia richiederanno un costo del carbonio più alto per diventare competitivi”, ha detto. “Tuttavia, stanno avendo un forte slancio come soluzioni su larga scala e a lungo termine per decarbonizzare la rete del gas”.

I membri del Consiglio globale dell’idrogeno includono Saudi Aramco, BP e Total, e alcuni critici dicono che l’idrogeno fornisce una “storia di copertura per i combustibili fossili”.

Luderer ha detto che l’obiettivo dell’Ue per la produzione di idrogeno verde nel 2030 è mille volte più alto degli attuali livelli di produzione, suggerendo che lo scale-up dovrebbe andare molto più veloce anche del rapido lancio dell’energia solare dell’ultimo decennio.