I giganti del business chiedono una ripresa economica “green”

Cittadini provano strumenti di realtà virtuale alla International Green Week fair che si è tenuta a Berlino dal 17 al 26 gennaio. [EPA-EFE/HAYOUNG JEON]

Più di 150 colossi dell’imprenditoria, tra cui Carlsberg, H&M e Pernod Ricard, che insieme assommano 2,4 trilioni di capitalizzazione e rappresentano 5 milioni di lavoratori, hanno firmato una dichiarazione congiunta che invita tutti i governi a rispondere delle manovre economiche da adottare in seguito all’emergenza coronavirus alla luce degli studi sul clima. È quanto riporta il media partner di EURACTIV, edie.net.

Riunite per l’iniziativa Science Based Targets (SBTi), 155 aziende che rappresentano più di cinque milioni di dipendenti a livello globale, hanno firmato una dichiarazione che invita i governi a concentrarsi su una ripresa “green” allineando le risposte economiche alla crisi  del Covid-19 alle più recenti strategie atte a mitigare le condizioni climatiche.

Le aziende, che comprendono anche la Coca-Cola European Partners, JLL e Sky, chiedono politiche che sviluppino una tenuta contro futuri shock climatici, sostenendo gli obiettivi prefissati dall’accordo di Parigi, di limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali. Questo, a sua volta, contribuirebbe a una transizione globale verso il traguardo delle zero emissioni entro il 2050, data in cui il Regno Unito e l’UE si sono prefissati l’obiettivo.

Le aziende chiedono ai governi di allinearsi alle ambizioni aziendali, in particolare a quelle che si sono impegnate a limitare l’amento di temperatura entro gli 1,5 gradi. Questi colossi aziendali ritengono che tutto ciò porterà ad una ripresa “più rapida e più equa” dell’economia “green”. Le aziende si stanno affrancando dai combustibili fossili e stanno spostando la spesa verso soluzioni a basse emissioni di anidride carbonica creando, allo stesso tempo, figure professionali per il settore “green”.

“I governi giocano un ruolo fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo, ma non possono guidare una trasformazione socio-economica sistemica da soli. Per affrontare le crisi interconnesse, bisogna lavorare insieme come comunità internazionale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e l’Accordo di Parigi”, ha dichiarato Lila Karbassi, capo dei programmi del Global Compact delle Nazioni Unite, e membro del consiglio di amministrazione di SBTi.

“Questo è uno dei più grandi tentativi di difesa del clima mai sostenuto prima dall’ONU, e queste aziende sono all’avanguardia in questa azione per la difesa del clima, atta a ridurne la vulnerabilità contro futuri shock e disastri”.

Responsabilità scientifica

L’appello della SBTi arriva mentre la politica si prepara a delineare pacchetti di ripresa economica per rispondere alle conseguenze causate dalla pandemia del Covid-19. Il piano di ripresa dell’UE sarà presentato in dettaglio la prossima settimana, mentre nelle prossime settimane sono attesi nuovi pacchetti di stimolo da parte degli Stati Uniti, dell’India e del vertice dei capi di Stato del G7.

La riproposizione dell’obiettivo di limitare il surriscaldamento globale entro 1,5 gradi è tornata alla ribalta dopo la pubblicazione del Rapporto speciale dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che sottolinea quale sarebbe il grave impatto planetario in caso di fallimento.

Il documento del Rapporto Speciale dell’IPCC avverte che il mondo è già 1 grado più caldo rispetto ai livelli preindustriali e che un aumento a 2 gradi peggioreranno significativamente i rischi di siccità, inondazioni, ondate di caldo estremo e povertà per centinaia di milioni di persone. Il rapporto prevede che se nel mondo si raggiungesse l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2047,  potremmo avere il 66% di possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati dall’ambizioso accordo di Parigi.

A dicembre, un rapporto di SBTi ha rivelato che 285 imprese hanno ora fissato obiettivi di emissioni in linea con l’Accordo di Parigi. L’ente stima che le azioni di queste aziende stimoleranno più di 18 miliardi di dollari in investimenti per il contrasto ai cambiamenti climatici e fino a 90TWh di produzione annuale di elettricità rinnovabile.

“È imperativo non solo far ripartire l’economia mondiale – ma anche resettarla. Sarebbe una tragedia se, dopo aver speso 10-20 trilioni di dollari di denaro pubblico, ci limitassimo a ricostruire la stessa economia disuguale, vulnerabile e ad alto contenuto di emissioni nocive che avevamo prima”, ha affermato il membro del consiglio di amministrazione di SBTi e l’amministratore delegato del World Resources Institute, il dottor Andrew Steer.

“Plaudiamo ai leader di queste 155 aziende, che non solo si sono impegnati a ridurre l’impatto delle proprie aziende, ma chiedono anche che i governi del mondo agiscano alla luce delle evidenze della scienza e dell’economia, il che dimostra che le politiche “green” creeranno più posti di lavoro e stimoleranno una crescita economica inclusiva e resiliente”.