Hyperloop in Europa: progetti, sfide e investimenti per il treno superveloce

La capsula passeggeri Hyperloop presentata a Cadice, Spagna. [EPA-EFE/A.Carrasco Ragel]

A dicembre 2020 la tecnologia Hyperloop è stata inclusa nella strategia sulla mobilità europea e potrebbe arrivare in Ue “nel futuro a breve termine”. Ma le sfide per integrare i tunnel superveloci di Elon Musk nella rete di trasporto europea sono numerose.

Il progetto Hyperloop sembra quasi fantascienza: una serie di tubi sotterranei percorsi da capsule lanciate ad altissima velocità (anche oltre 1000 km/h) e capaci di accorciare le distanze tra città che prima erano distanti svariate ore.

Tuttavia, gli investimenti sono arrivati dal settore privato e i legislatori europei hanno preso atto della serietà dell’impegno nel progetto, tanto da considerarlo un potenziale sistema di mobilità sostenibile per il futuro.

La tecnologia Hyperloop è stata proposta dal miliardario di origine sudafricana Elon Musk, Ceo di Tesla e SpaceX, che ha proposto il principio del movimento nel vuoto, che evita la perdita di spinta dovuta alla resistenza all’aria e alla frizione delle ruote su una superficie.

L’imprenditore britannico Richard Branson, proprietario del marchio Virgin, ha investito nella tecnologia e creato la compagnia Virgin Hyperloop, che ha raccolto oltre 400 milioni di euro di investimenti, di cui oltre 140 da Dp World, un operatore portuale di Dubai.

“La tecnologia è progettata per superare i 1000 km/h”, ha dichiarato Diana Zhou, responsabile delle politiche globali di Virgin Hyperloop. “È anche totalmente elettrica, non ci sono emissioni”. Zhou ha anche ricordato la disponibilità del direttorato alla mobilità della Commissione europea, che sta collaborando con la compagnia.

Inizialmente, Hyperloop potrebbe essere utilizzato solo per il trasporto delle merci, ma sono già in cantiere le prime capsule passeggeri, che potrebbero avere una capienza fino a 28 posti. Le prime persone hanno già testato un viaggio con Hyperloop: nel novembre 2020, due membri dello staff di Virgin hanno viaggiato sul tracciato di prova nel deserto del Nevada, percorrendo 500 metri in 15 secondi, per una velocità di 172 km/h.

Chiaramente si trattava di un test per mostrare la sicurezza dell’impianto, più che le sue prestazioni. Ora, il focus del gruppo Virgin è dimostrare che il progetto ha senso da un punto di vista economico.

In questo senso, Hyperloop deve ancora trovare una collocazione all’interno dei regolamenti interni europei, per comprendere da quali programmi potrà essere finanziato.

“Speriamo che a Hyperloop sia concesso lo stesso status degli altri metodi di trasporto”, ha dichiarato Diana Zhou, “e che la Commissione europea lo tratti come farebbe con qualsiasi altra autostrada o tratta ferroviaria”, permettendo così l’accesso ai finanziamenti pubblici per la viabilità.

Le prime tratte Hyperloop

Attualmente, una prima rotta sta venendo costruita in India, tra la città di Pune e l’aeroporto di Mumbai, che distano circa 130 km e vedrebbero la distanza di percorrenza ridotta a soli 20 minuti. L’India ha però in cantiere diverse altre rotte.

Il primo progetto presentato da Elon Musk prevedeva la costruizione di una rete in California, tra le aree di Los Angeles e San Francisco. Tuttavia, non è stato fatto alcun lavoro in tal senso finora. Altre rotte simili sono state proposte tra le grandi città statunitensi, tra cui una che collegherebbe Washington e New York.

In Europa, tra le rotte proposte si registrano i collegamenti tra Stoccolma ed Helsinki, tra Vienna e Bratislava, Inghilterra e Scozia e l’interesse della Norvegia.

Tuttavia, le critiche non mancano nell’Ue. In molti pensano che non sia necessaria una nuova infrastruttura di trasporto in un continente che conta già numerose rotte ferroviarie e aeree. Diana Zhou, però, ritiene che il costo del mantenimento di Hyperloop sia inferiore a quello di una ferrovia o una strada: “Abbiamo l’opportunità unica di costruire qualcosa usando tecnologie avanzatissime, che ci possono permettere di azzerare o quasi i costi di mantenimento”, ha dichiarato.

Hyperloop in Italia

Il progetto Virgin Hyperloop potrebbe sbarcare anche in Italia, rendendo possibile un collegamento tra Roma e Milano in appena 30 minuti. Secondo Jay Walder, Ceo della compagnia, introdurre la rete di tunnel ad altissima velocità nel nostro Paese porterebbe grandi benefici al turismo, in quanto permetterebbe di offrire pacchetti di viaggio attraenti con tempi di spostamento molto brevi.

Tra gli imprenditori interessati c’è Paolo Barletta di Alchimia, che fa da advisor ufficiale per Hyperloop nel mercato italiano. Al momento si parla di studi di fattibilità e dell’ipotesi di avere piccole tratte operative entro il 2030. Tra queste, i collegamenti tra città e aeroporti come Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino, brevi tragitti che potranno essere coperti in pochi minuti, come ha spiegato Barletta in un’intervista al Corriere della Sera.

Ma sono possibili anche progetti più complessi, come appunto il collegamento tra Roma e Milano o la creazione di una sorta di ‘metropolitana del Nord Italia’ che colleghi Torino a Venezia, abbattendo i tempi di spostamento. E i prezzi stimati per i biglietti si aggirerebbero tra i 70 e 140 euro, paragonabili a quelle di un viaggio su un treno ad alta velocità o un aereo.