Greta Thunberg: “I governi europei dovrebbero fare di più contro i cambiamenti climatici”

epa08731002 L'attivista svedese per il clima Greta Thunberg guida la manifestazione dei Fridays for Future davanti al Parlamento svedese (Riksdagen) a Stoccolma, Svezia, il 9 ottobre 2020. EPA-EFE/Jessica Gow SWEDEN OUT

L’attivista svedese Greta Thunberg ha esortato i leader dell’Ue a “fare il più possibile” per aumentare le ambizioni europee per ridurre le emissioni di gas serra.

“Naturalmente nulla di ciò che è stato proposto o spinto è in linea con la scienza, ma stiamo ancora chiedendo loro di fare il più possibile… di impegnarsi a fare ciò che avevano promesso di fare” nell’accordo di Parigi del 2015, ha detto Thunberg ad Afp in una video intervista.

È strano come le parole e le azioni non abbiano senso”, ha detto Lisa Neubauer, attivista tedesca di Fridays for Future, a proposito degli impegni dei capi di Stato europei in materia di clima.

“Sembra che coloro che hanno fatto più rivendicazioni siano quelli che rallentano di più”, ha aggiunto, facendo riferimento al presidente francese Emmanuel Macron.

I leader devono concordare entro la fine di quest’anno i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 e la Commissione europea ha proposto l’obiettivo di ridurli del 55% rispetto ai livelli del 1990, aumentando così le ambizioni politiche, rispetto al 40% dei piani precedenti.

L’obiettivo finale, secondo il programma di Bruxelles, sarebbe la neutralità del carbonio entro il 2050. Ora sta quindi al Consiglio europeo elaborare un’opzione accettabile per un Parlamento europeo che ha già criticato il piano della Commissione in quanto non abbastanza ambizioso.

Nei giorni scorsi già 11 Stati membri, tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi, si erano espresse in favore di una riduzione delle emissioni di “almeno il 55%” entro il 2030.

Ma molti Paesi dell’Est dell’Ue, in particolare la Polonia, che è un Paese ad alta intensità di carbone, sono però riluttanti, e la Germania – che detiene la presidenza di turno dell’Ue – vorrebbe raggiungere l’unanimità.

“C’è una narrazione secondo cui alcuni Paesi hanno preso la leadership delle riforme verti, mentre altri Paesi giocherebbero il ruolo dei cattivi. Va però evidenziato che anche coloro che sono visti come leader positivi sono in realtà incredibilmente lontani dal fare ciò che è sufficiente”, afferma Greta Thunberg.

Le organizzazioni impegnate per il clima hanno infatti avvertito che una riduzione del 55 o anche del 60% delle emissioni di gas serra dell’Unione europea sarebbe inferiore a quanto necessario per mantenere il riscaldamento globale al di sotto del tetto di due gradi Celsius concordato a Parigi.

Leader come Macron hanno “un’incredibile opportunità e responsabilità da cogliere”, ha detto Thunberg. “E se persone come lui non possono accettarla, se nemmeno Paesi come la Francia non possono assumersi la responsabilità, come possiamo aspettarci che Paesi come la Cina o l’India siano all’altezza dei loro impegni?”

Per avere una risposta a questa domanda si dovrà però attendere dicembre dato che il Consiglio europeo ha deciso di escludere il dibattito sulla legge sul clima dal vertice di questi giorni.

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