Green Deal: i paradossi della strategia europea

gas [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Dopo il via libera al finanziamento degli impianti a gas nell’ambito del Just Transition Fund, molto criticato dagli ambientalisti, a far discutere è anche la scelta di Bruxelles di includere i “pozzi di assorbimento del carbonio” negli obiettivi climatici per il 2030.

Gli ambientalisti denunciano che l’idea di includere i pozzi di assorbimento del carbonio nel nuovo piano della Commissione Ue sul clima è “un trucco contabile” per raggiungere l’obiettivo del 55% di emissioni in meno entro il 2030. “Fare affidamento sulle foreste per raggiungere gli obiettivi climatici invia il segnale sbagliato che è giusto continuare a inquinare perché la terra lo assorbirà”, ha spiegato Sam van den Plas, direttore politico della Ong Carbon Market Watch a Euractiv.com.

“La Commissione sta facendo greenwashing del proprio obiettivo climatico: includere nei calcoli l’eliminazione dell’anidride carbonica significa che le emissioni scenderanno molto meno”. Siamo di fronte a un’emergenza climatica e non c’è tempo per i giochetti”, ha aggiunto un rappresentante del Wwf.

Il ruolo dei pozzi di assorbimento

A livello globale, gli oceani e le foreste sono i due maggiori pozzi di assorbimento del carbonio, ma la capacità delle foreste europee di assorbire CO2 negli anni si è ridotta drasticamente. “Dobbiamo davvero prenderci cura delle nostre foreste”. Non basta dire che pianteremo 3 miliardi di alberi, dobbiamo assicurarci che le nostre foreste rimangano sane e questo sarà un compito epocale”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans.

Il vicepresidente ha respinto le accuse delle Ong: “Non capisco la logica, i pozzi di carbonio hanno un ruolo importante, sottraggono CO2 all’atmosfera – non è questo quello che vogliamo ottenere? Credo onestamente che non ci siano problemi”, ha dichiarato in conferenza stampa, rispondendo a Euractiv.com.

Tuttavia alcuni funzionari di Bruxelles hanno ammesso che l’obiettivo del 55% sarebbe stato più basso di due punti percentuali se non si tiene conto degli assorbimenti. Gli attivisti evidenziano che, a seconda degli scenari, l’effetto dell’inclusione dei pozzi di assorbimento del carbonio può variare da poco più del 2% a quasi il 5%, a seconda che si pensi che il pozzi di assorbimento sia di fascia bassa (225 milioni di tonnellate) o alta (340 milioni di tonnellate. In base a questi calcoli settori come l’edilizia, i trasporti e l’agricoltura potrebbero ridurre le proprie emissioni meno di quanto dovrebbero se non si tenesse conto degli effetti dei pozzi di assorbimento.

I finanziamenti agli impianti a gas

Ancora più controversa è la scelta, votata il 15 settembre dal Parlamento europeo, di consentire di finanziare gli impianti a gas attraverso le risorse del fondo di giusta transizione, equiparando di fatto il gas naturale alle fonti di energia pulita.

Le associazioni ambientaliste, in particolare il Wwf, hanno criticato il via libera degli eurodeputati sostenendo che gli investimenti nel gas rischiano di aumentare i costi della transizione energetica. “Il gas è un combustibile fossile – sottolinea l’organizzazione ambientalista -, inquina ed emette gas serra non deve avere posto in un’Europa neutrale dal punto di vista climatico. Inoltre non è efficace per la creazione di posti di lavoro. La Commissione europea, gli Stati membri e il Comitato delle Regioni dell’Ue si sono detti contrari ai finanziamenti agli impianti a gas”.

Gli eurodeputati hanno respinto le critiche, precisando che saranno ammessi solo pochi progetti, che contribuiranno a ridurre le emissioni di CO2, rispetto al carbone, almeno nel breve periodo.