Green bond, il Consiglio europeo ha approvato la sua posizione negoziale sul regolamento proposto dalla Commissione

Il parco energetico di Haringvliet a Middelharnis on Goeree-Overflakkee, nei Paesi Bassi. [EPA-EFE/JEFFREY GROENEWEG]

I rappresentanti permanenti degli stati membri dell’UE di stanza a Bruxelles riuniti nel Coreper hanno approvato mercoledì 13 aprile la posizione del Consiglio europeo sulla proposta di creazione dei green bond europei.

Il regolamento in materia, proposto dalla Commissione a luglio 2021, introduce dei requisiti uniformi per gli enti emittenti che vogliono usare la denominazione ‘European Green Bond’ (o EuGb) per obbligazioni ecosostenibili, e istituisce un sistema di registrazione e un quadro di vigilanza per i revisori esterni delle obbligazioni verdi europee.

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Il quadro di regolazione proposto dalla Commissione prevede quattro requisiti principali: i fondi raccolti dall’obbligazione dovranno essere interamente assegnati a progetti conformi alla tassonomia verde dell’UE, dovrà esserci piena trasparenza sulle modalità di assegnazione dei proventi delle obbligazioni, tutti i gran bond dell’UE dovranno essere controllate da un revisore esterno, e tali revisori esterni dovranno essere registrati e controllati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Potrà aderire alla nuova norma qualsiasi emittente di obbligazioni verdi, compresi quelli con sede fuori dell’UE.

La posizione del Consiglio arriva dopo l’opinione favorevole al regolamento della Banca centrale europea, espressa a novembre 2021 in un documento nel quale l’istituto di Francoforte chiedeva che che l’European green bond standard diventi lo standard principale all’interno dell’UE e che sia reso obbligatorio per le nuove emissioni di obbligazioni verdi.

Dopo aver deciso la propria posizione comune in merito alla proposta, il Consiglio dovrà ora avviare i negoziati con il Parlamento europeo per concordare la versione definitiva del testo del regolamento.